
Il partito Russia Unita, la formazione politica che sostiene Vladimir Putin, è in testa alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo. Secondo il primo exit poll del Vciom, diffuso dopo la chiusura dei seggi, la formazione avrebbe ottenuto il 49,4% dei voti. Un risultato molto vicino a quello del 2021, quando Russia Unita aveva raccolto il 49,8% e conquistato 324 seggi.
Il dato resta comunque provvisorio, perché lo scrutinio ufficiale è ancora in corso. Un altro exit poll, realizzato dall’istituto Insomar, attribuisce infatti a Russia Unita il 52,8% dei consensi. Le rilevazioni non comprendono inoltre alcune categorie di elettori, tra cui chi ha votato attraverso il sistema di voto elettronico e gli elettori di alcune aree interessate dal conflitto.
Gli altri partiti
Secondo il sondaggio Vciom, alle spalle di Russia Unita si colloca il Partito comunista della Federazione Russa, accreditato del 14,2%. Il Partito liberal-democratico di Russia, guidato da Leonid Slutsky, sarebbe invece al 10,7%, mentre Nuova Gente raggiungerebbe il 9,7%. Sopra la soglia del 5% necessaria per l’accesso alla Duma ci sarebbe anche Russia Giusta, con il 6,6%.
L’exit poll è stato realizzato dal Vciom in 1.755 seggi distribuiti in 69 regioni, intervistando oltre 266mila persone. Il 55,1% degli elettori coinvolti ha risposto alle domande del sondaggio, mentre il restante 44,9% ha scelto di non partecipare alla rilevazione. L’istituto Insomar ha condotto invece il proprio sondaggio in 987 seggi di 58 regioni.
Affluenza al 56,66%
Le elezioni si sono svolte nell’arco di tre giorni, dal 18 al 20 settembre, e hanno interessato tutti i 450 seggi della Duma. Secondo i dati della Commissione elettorale centrale, l’affluenza si è attestata al 56,66%, in aumento rispetto al 51,7% registrato alle precedenti elezioni legislative del 2021.
Si tratta inoltre delle prime elezioni legislative russe dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. La consultazione si è svolta in un contesto segnato dalla guerra e da forti tensioni interne e internazionali. Nelle ultime ore del voto, Mosca e altre aree della Russia sono state interessate da una massiccia ondata di attacchi con droni attribuiti all’Ucraina. Secondo le autorità russe, gli attacchi hanno provocato vittime e danneggiato infrastrutture.
Le elezioni sono state accompagnate anche da contestazioni sulle condizioni della competizione politica. L’opposizione indipendente è stata fortemente limitata e diverse formazioni e candidati contrari alla guerra non hanno potuto partecipare alla consultazione. Le autorità russe hanno invece difeso la regolarità del voto, mentre osservatori e governi stranieri hanno segnalato irregolarità e restrizioni durante le operazioni elettorali.
I risultati definitivi dovranno ora essere certificati dalla Commissione elettorale centrale. Per il momento, dunque, il dato più solido disponibile resta quello degli exit poll, con Russia Unita nettamente davanti agli altri partiti e in linea, secondo il Vciom, con il risultato ottenuto cinque anni fa.


