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“Cos’è successo davvero!”. Roberto spara e uccide il ladro: la verità soltanto ora

Pubblicato: 22/09/2026 10:00

La notte avrebbe dovuto essere un modo per proteggere una proprietà già finita nel mirino dei ladri. Invece, davanti a un casolare in ristrutturazione, pochi istanti sono bastati per trasformare una situazione di paura in una sparatoria con un esito mortale. I colpi esplosi hanno raggiunto uno degli uomini che, secondo la ricostruzione investigativa, si stavano allontanando dopo aver tentato di entrare nella proprietà.

Ora gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quei momenti. A essere decisivi saranno gli accertamenti sul corpo della vittima e l’analisi della dinamica dello sparo. Restano infatti diversi interrogativi sulla distanza dalla quale sono stati esplosi i colpi, sulla posizione degli uomini durante la sparatoria e sulle condizioni in cui ha agito chi impugnava l’arma.
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La sparatoria a Baldissero d’Alba

La vicenda è avvenuta a Baldissero d’Alba, dove Roberto Mollo si trovava nel casolare di famiglia in ristrutturazione. L’uomo aveva deciso di trascorrere la notte nella proprietà dopo aver trovato, nei giorni precedenti, una rete tagliata nell’area.

Quando sono comparsi i presunti ladri, Mollo ha fatto fuoco. Fin dalle prime ore dell’indagine il camionista ha sostenuto di aver sparato al buio e con l’intenzione di mettere in fuga i malviventi. La ricostruzione degli investigatori introduce però un elemento diverso: secondo quanto emerso finora, i colpi sarebbero stati esplosi da una distanza compresa tra 30 e 40 metri, quando gli uomini si trovavano già in fuga.

Con loro avrebbero avuto delle torce. Uno dei proiettili ha colpito Gjovalin Lazri, raggiungendolo nella zona compresa tra collo e spalla. Il 36enne è morto in seguito alla ferita.

Dopo la sparatoria, Mollo ha contattato i soccorsi. Per l’uomo, tuttavia, rimane aperta un’indagine per omicidio, mentre gli inquirenti stanno cercando di stabilire se il suo comportamento possa essere ricondotto a una reazione determinata dalla paura e dalle circostanze dell’aggressione.

Il Procuratore di Asti, Biagio Mazzeo, ha infatti sottolineato che, allo stato degli accertamenti, non è possibile escludere completamente che Mollo abbia reagito in preda al timore.

Autopsia e accertamenti balistici

Per comprendere esattamente come sia avvenuta la sparatoria saranno fondamentali i prossimi accertamenti. Sul corpo di Lazri verrà eseguita l’autopsia, affidata al medico legale Valentina De Biasio. Sarà inoltre richiesta una consulenza balistica a Stefano Conti, chiamato a esaminare gli elementi utili per ricostruire la traiettoria dei colpi e la dinamica dell’accaduto.

Un altro elemento che potrebbe contribuire a chiarire la vicenda sarebbe rappresentato dalle immagini delle telecamere. Al momento, però, nella zona immediatamente vicina alla cascina non risultano presenti sistemi di videosorveglianza in grado di fornire una registrazione della sparatoria.

Questo rende ancora più importante il lavoro degli investigatori, che dovranno mettere insieme gli elementi disponibili per ricostruire la posizione di Mollo e quella degli uomini che stavano cercando di allontanarsi dalla proprietà.

Chi era la vittima

Gjovalin Lazri aveva 36 anni e da qualche tempo gestiva un bar. L’attività, secondo quanto riportato nel racconto della vicenda, non stava però procedendo come sperato. Un amico dell’uomo ha ipotizzato, parlando con Repubblica, che le difficoltà economiche possano aver avuto un ruolo nella decisione di partecipare alla rapina.

Al momento della sparatoria, Lazri avrebbe avuto con sé un cacciavite e circa 2mila euro in contanti. Non aveva il telefono cellulare. Il dispositivo non è stato trovato neppure nella sua abitazione di Torino.

Il 36enne aveva una compagna e un figlio di quattro anni. Intanto resta da identificare la banda che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe arrivata insieme a lui davanti al casolare.

Gli altri componenti del gruppo non sono stati ancora individuati. Le autorità stanno lavorando anche su questo fronte per ricostruire l’eventuale ruolo avuto da ciascuno dei presenti nella notte della sparatoria.

I dubbi sull’arma utilizzata

Tra gli aspetti ancora da chiarire c’è anche la posizione relativa alla pistola utilizzata da Roberto Mollo. L’arma risultava detenuta regolarmente per uso sportivo. Il problema riguarda invece il suo trasporto nei pressi del casolare.

Secondo quanto emerso, Mollo avrebbe portato la pistola fuori dalla propria abitazione senza il permesso necessario. La detenzione dell’arma era infatti consentita, ma il suo utilizzo e il suo trasporto erano legati alla finalità sportiva per la quale era stata autorizzata.

Anche questo elemento sarà quindi oggetto degli accertamenti nell’ambito dell’indagine. Parallelamente, gli investigatori dovranno ricostruire la dinamica della sparatoria di Baldissero d’Alba, verificando la posizione dei protagonisti, la distanza degli spari e le modalità con cui il colpo mortale ha raggiunto Lazri.

L’autopsia e la consulenza balistica potranno fornire elementi importanti per definire la sequenza dei fatti. Restano inoltre da individuare gli altri uomini che, secondo quanto ricostruito finora, si trovavano insieme alla vittima durante il tentativo di intrusione nella proprietà.

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