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“Se stava a casa non succedeva!”. La rabbia degli italiani contro la moglie del ladro ucciso

Pubblicato: 23/09/2026 13:49

«Sentiamo e leggiamo tante cose, ma io voglio dire che non esistono persone buone e cattive. Persone che meritano di morire o altre che fanno bene a sparare». Sono le parole intrise di dolore affidate alla propria legale dalla compagna di Gjovalin Lazri, il trentaseienne di origini albanesi ucciso nella notte tra sabato e domenica a Baldissero d’Alba, in provincia di Cuneo. «Mio figlio non ha più un padre e io sono distrutta dal dolore. Deve venire tutta la verità, chiedo solo che la giustizia faccia il suo corso». Intanto la Procura di Asti lavora per chiarire i contorni dell’inchiesta per omicidio volontario a carico di Roberto Mollo, l’autotrasportatore 35enne proprietario del cascinale in ristrutturazione teatro della tragedia. La reazione degli italiani sui social alle parole della donna è stata però furiosa. Quasi tutti i commenti, infatti, non sembrano mostrare molta pietà umana e insistono sul fatto che il ladro, se fosse rimasto a casa con lei, adesso sarebbe ancora vivo e il suo figlioletto avrebbe ancora un padre.

L’esame autoptico e la ricostruzione degli spari

Lo snodo fondamentale del lavoro investigativo dei Carabinieri di Cuneo riguarda l’esame autoptico sulla salma della vittima: i medici legali dovranno stabilire quanti proiettili abbiano effettivamente raggiunto Lazri, dato che sul collo dell’uomo sono stati riscontrati due fori. L’imputazione e la posizione dell’indagato potrebbero complicarsi se i proiettili a segno dovessero rivelarsi più di uno. Dalle prime ricostruzioni risulta infatti che Mollo abbia esploso ben 12 colpi dal balcone di casa con una pistola Steyr 9×21, regolarmente detenuta per uso sportivo ma che l’uomo non avrebbe potuto trasportare nel cascinale.

Mollo si era appostato nella struttura proprio nel timore di subire furti e nella notte ha sparato verso l’oscurità, indirizzando il fuoco verso i punti da cui provenivano le luci di tre torce, poi ritrovate a terra dagli inquirenti. L’avvocato dell’autotrasportatore, Piermario Morra, sostiene che il suo assistito non volesse uccidere nessuno e rimarca come la presenza di guanti e torce dimostri l’intenzione del gruppo di intrufolarsi nell’abitazione adiacente a quella in ristrutturazione. Di parere cauto è la legale Roberta Sisimbro, che assiste la famiglia di Lazri e preferisce attendere l’evoluzione delle indagini, dichiarando massima fiducia nell’operato della Procura e dei consulenti tecnici nominati dai magistrati. Spetterà ora alle perizie balistiche e medico-legali stabilire se si sia trattato di una reazione dettata dal panico o di un’azione di fuoco sproporzionata.

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