
Ci sono fenomeni che tornano a manifestarsi dopo periodi in cui sembravano essersi ridimensionati, riportando l’attenzione su numeri e comportamenti che possono incidere sulla salute della popolazione. È quello che emerge dai dati relativi ai contagi registrati dall’inizio del 2026, con un bilancio che ha già raggiunto livelli rilevanti rispetto all’anno precedente.
Il quadro non è però uniforme sul territorio nazionale. Alcune aree mostrano aumenti più marcati, mentre altre registrano variazioni più contenute. A pesare sulla situazione è anche il livello di copertura vaccinale, che in diverse zone rimane al di sotto della soglia indicata come necessaria per interrompere la circolazione dell’infezione.
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I casi di morbillo tornano a crescere
Si tratta del morbillo, una malattia infettiva altamente contagiosa causata da un virus. Dall’inizio del 2026 sono stati registrati 472 episodi, contro i 325 segnalati nel 2025 secondo i dati riportati.
Il numero potrebbe tuttavia aumentare ulteriormente qualora venissero confermati i 609 casi classificati come possibili e probabili.
La crescita arriva dopo un periodo di maggiore controllo dell’infezione. A partire dall’autunno del 2023 era già stato osservato un marcato incremento dei casi. Nel 2024 erano stati notificati 1.045 episodi, 946 dei quali successivamente confermati in laboratorio. Nel 2025 si era invece verificata una diminuzione, con 497 casi.
Un altro elemento riguarda lo stato vaccinale delle persone contagiate: oltre il 90% dei casi ha interessato persone non vaccinate, mentre quasi il 6% ha riguardato persone che avevano ricevuto una sola dose.

Le regioni più interessate
L’incremento non è omogeneo in tutte le aree del Paese. In alcune regioni il numero degli episodi è cresciuto in maniera particolarmente evidente rispetto al 2025.
La Calabria è passata dai 17 casi dell’anno precedente ai 265 casi nel 2026. In Campania gli episodi sono aumentati da 18 a 100, mentre nel Lazio sono passati da 47 a 54.
Anche la Toscana registra una crescita, passando dai 6 casi del 2025 ai 49 del 2026.
In Liguria, invece, sono stati segnalati 12 episodi soltanto nel mese di settembre. Due riguardano bambini, mentre la maggior parte dei pazienti è rappresentata da adulti tra i 30 e i 55 anni non vaccinati.
In alcuni casi la malattia ha provocato complicanze respiratorie, tra cui la polmonite, oltre a problemi neurologici ed epatici.

La copertura vaccinale
Uno degli aspetti evidenziati dai dati riguarda la copertura vaccinale. Nel 2024 nessuna Regione o Provincia autonoma aveva raggiunto il 95% di copertura con due dosi, soglia indicata come necessaria per interrompere la circolazione del virus.
I valori più bassi di immunizzazione erano stati registrati in Sicilia, Campania e Provincia autonoma di Bolzano.
Il dato assume particolare rilievo anche considerando che la maggioranza dei casi registrati ha riguardato persone non vaccinate. Una quota più contenuta, invece, ha interessato persone che avevano ricevuto una sola dose.
Sintomi e modalità di contagio
Il morbillo si manifesta inizialmente con sintomi che possono ricordare quelli di una forte infezione delle vie respiratorie. Tra i principali segnali ci sono febbre alta, tosse, occhi rossi e lacrimazione, accompagnati da sintomi simili a quelli di un forte raffreddore.
Dopo alcuni giorni compaiono le caratteristiche macchie rosse sulla pelle, che iniziano generalmente dal viso e dalla zona dietro le orecchie per poi estendersi al resto del corpo.
Il contagio avviene attraverso l’aria, tramite le goccioline emesse da una persona infetta quando tossisce o starnutisce. La trasmissione può avvenire anche attraverso superfici contaminate, quando le mani vengono successivamente portate alla bocca, al naso o agli occhi.
Il quadro dei primi mesi del 2026 mostra quindi una nuova crescita dei casi di morbillo in Italia, dopo la diminuzione registrata nel 2025. I 472 episodi già segnalati e i 609 casi ancora classificati come possibili e probabili delineano una situazione nella quale la diffusione dell’infezione e il livello di copertura vaccinale restano elementi centrali.


