
Un nuovo allarme sul fronte delle malattie infettive arriva mentre in diverse regioni italiane cresce l’attenzione delle autorità sanitarie. L’aumento dei casi e dei ricoveri sta spingendo il ministero della Salute a rafforzare le attività di sorveglianza e a richiamare l’attenzione sulla necessità di interventi mirati.
A lanciare l’allarme è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs San Martino di Genova, che ha affidato a un video pubblicato sui propri profili social le sue preoccupazioni sull’attuale situazione epidemiologica. «Siamo di fronte a una vera e propria emergenza morbillo», ha detto l’infettivologo.
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La situazione in Liguria
Il riferimento principale di Bassetti è alla situazione registrata in Liguria. Secondo quanto riferito dal medico, negli ultimi 20 giorni nella regione sono stati registrati 12 casi di morbillo. Quattro pazienti, ha spiegato, sono attualmente ricoverati al Policlinico San Martino di Genova a causa di complicanze che coinvolgono polmoni, sistema nervoso e fegato.
Numeri che, secondo il direttore della Clinica di Malattie infettive, descrivono un quadro particolarmente preoccupante per il territorio ligure. Bassetti parla infatti di «un focolaio epidemico senza precedenti in questa regione».
L’attenzione non riguarda però soltanto la Liguria. Nelle stesse ore, il ministero della Salute ha diffuso una circolare con l’invito a potenziare i sistemi di sorveglianza e a promuovere campagne vaccinali mirate. La situazione viene monitorata anche alla luce dell’aumento dei casi e dei ricoveri registrato in altre aree del Paese.

L’allarme per le altre regioni
Per Bassetti il fenomeno potrebbe estendersi oltre i confini liguri. «Siamo solo all’inizio di una gravissima epidemia che colpirà probabilmente non solo la Liguria, ma in generale l’Italia», ha affermato l’infettivologo.
Il trend di crescita dei casi e dei ricoveri risulta particolarmente evidente, secondo quanto riferito, in Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Sono queste alcune delle regioni sulle quali si concentra l’attenzione nel quadro descritto dal medico e richiamato dalla circolare ministeriale.
Bassetti ha inoltre sottolineato la necessità di non considerare la malattia come un’infezione priva di conseguenze rilevanti. «Tutt’altro che una malattia banale», ha detto, aggiungendo: «Il morbillo è una malattia grave, una malattia gravissima».

Il nodo della copertura vaccinale
Nel suo intervento Bassetti individua nella copertura vaccinale uno degli elementi centrali per spiegare la circolazione del virus. Secondo l’infettivologo, il problema riguarda sia alcune fasce della popolazione adulta sia bambini che non hanno ricevuto la vaccinazione.
«In generale in tutto il mondo il morbillo sta circolando moltissimo. Perché? Perché le persone non si sono vaccinate. Ci sono quelli che sono nati negli anni ’80-90 che non hanno fatto la vaccinazione, e purtroppo ci sono molti bambini che non hanno fatto la vaccinazione, nonostante sia obbligatoria».
Il medico collega quindi la mancata vaccinazione alla possibilità che il virus continui a diffondersi nella popolazione. «Tutto questo fa sì che il virus circoli, e circoli pesantemente», conclude Bassetti.
Il quadro descritto dall’infettivologo si inserisce dunque in una fase di maggiore attenzione da parte delle autorità sanitarie. Da una parte i casi registrati in Liguria e i ricoveri al San Martino, dall’altra l’aumento segnalato anche in Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Il ministero della Salute ha indicato il rafforzamento della sorveglianza e la promozione di campagne vaccinali mirate tra le azioni da mettere in campo.


