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“Purtroppo non ce l’ha fatta!”. Incidente terrificante: lascia moglie e due figli

Pubblicato: 25/09/2026 13:26

Per tutta la notte la speranza è rimasta appesa alle condizioni dell’uomo, mentre familiari e persone care attendevano notizie dall’ospedale. Poi, nella mattinata, è arrivata la notizia più dolorosa: il 35enne ricoverato in Rianimazione non è riuscito a superare le conseguenze delle ferite riportate nell’incidente.

Il decesso è avvenuto alle 9, dopo una notte trascorsa sotto stretta osservazione dei medici. L’uomo era rimasto gravemente ferito nello scontro avvenuto il giorno precedente tra la sua moto e una bicicletta a pedalata assistita condotta da una ragazza di 16 anni. Una tragedia che lascia una famiglia con una moglie e due bambine, di 11 e 6 anni, e che ora pone anche nuovi interrogativi sulla dinamica dell’incidente.

L’incidente è avvenuto a Palermo, nella carreggiata lato monte del Foro Italico, all’altezza di via Lincoln. L’impatto ha coinvolto la moto condotta dal 35enne e la bicicletta elettrica sulla quale viaggiava la sedicenne.
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Lo scontro al Foro Italico

Le prime persone a intervenire sono stati i sanitari del 118, che hanno prestato le cure ai due feriti prima di trasferirli all’ospedale Civico, in via Tricomi.

Le condizioni dell’uomo sono apparse immediatamente molto gravi. Dopo il passaggio dal pronto soccorso, è stato trasferito nel reparto di Rianimazione, dove i medici hanno cercato di stabilizzarlo. Per tutta la notte la situazione è rimasta critica, fino al peggioramento definitivo della mattina.

La ragazza è stata ricoverata nello stesso ospedale. Anche per lei è stata disposta un’attenta osservazione medica, ma, secondo le informazioni disponibili, le sue condizioni non desterebbero al momento particolari preoccupazioni.

La dinamica ancora da chiarire

Sull’esatta dinamica dell’incidente sono ancora in corso gli accertamenti. Gli agenti dell’Infortunistica sono intervenuti successivamente ai soccorsi e hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire quanto accaduto.

Tra gli elementi sui quali si concentra l’attenzione degli investigatori c’è anche la possibile presenza di un mezzo pesante. Secondo le prime informazioni, uno dei due conducenti potrebbe avere effettuato una manovra per evitare un tir, finendo poi coinvolto nello scontro.

Si tratta di un’ipotesi che dovrà essere verificata attraverso i rilievi e gli altri elementi raccolti dagli agenti. Saranno gli accertamenti a stabilire la sequenza precisa delle manovre e le responsabilità nell’incidente.

La ricostruzione sarà quindi fondamentale per comprendere cosa sia successo nei momenti immediatamente precedenti all’impatto tra la moto e la bici elettrica.

Ambulanza del 118 intervenuta per un incidente in autostrada

L’uomo era un rider

Il 35enne era sposato e padre di due bambine, di 11 e 6 anni. Lavorava come rider per Glovo e, secondo quanto riferito da fonti investigative, al momento dell’incidente si stava dirigendo a recuperare il proprio zaino per iniziare la giornata di consegne.

Una giornata di lavoro che non è mai cominciata. Lo scontro al Foro Italico ha provocato ferite gravissime e, nonostante le cure ricevute in ospedale, l’uomo è morto la mattina successiva.

La notizia ha colpito innanzitutto la famiglia, rimasta per ore accanto al suo letto nella speranza che potesse riprendersi. Una speranza rimasta viva fino alle 9, quando il cuore del 35enne ha smesso di battere.

La riflessione sulla sicurezza stradale

Sulla tragedia è intervenuto anche il consigliere comunale Ottavio Zacco, che dopo aver fatto visita all’uomo in ospedale ha posto l’attenzione sul tema della sicurezza stradale e sulla crescente diffusione delle biciclette elettriche.

Zacco ha parlato della necessità di prestare attenzione alle caratteristiche di alcuni mezzi e alle eventuali modifiche che possono essere apportate alle biciclette a pedalata assistita.

“sulla sicurezza delle nostre strade e sull’utilizzo sempre più diffuso delle biciclette elettriche. Le vediamo circolare e in alcuni casi, per velocità raggiunte, potenza e modalità di funzionamento, hanno ben poco della tradizionale bici a pedalata assistita e assumono, di fatto, caratteristiche assimilabili a quelle di un ciclomotore. Il problema diventa ancora più serio quando questi mezzi vengono modificati o alterati per superare i limiti previsti dalla normativa”.

Il consigliere ha quindi precisato che la riflessione non vuole trasformarsi in una critica generalizzata nei confronti di chi utilizza le biciclette elettriche.

“Non si tratta di criminalizzare le biciclette elettriche né le migliaia di cittadini che le utilizzano correttamente. Occorre però distinguere nettamente tra una regolare bicicletta a pedalata assistita e mezzi che, per modifiche o caratteristiche tecniche, finiscono per comportarsi come veri e propri motorini. Per questo ritengo necessario intensificare i controlli, verificando soprattutto eventuali modifiche e manomissioni, e garantire il rigoroso rispetto delle norme del Codice della strada. Parallelamente – conclude – occorre investire maggiormente nell’educazione stradale. Oggi, prima di ogni altra considerazione, il pensiero va alla famiglia colpita da questa immane tragedia, alla moglie, alle due figlie, ai genitori e a tutti i familiari, ai quali esprimo la mia più profonda vicinanza”.

Gli accertamenti sull’incidente

La morte del 35enne rende ancora più delicato il lavoro degli investigatori, chiamati ora a ricostruire con precisione l’incidente avvenuto al Foro Italico di Palermo. Il possibile coinvolgimento di un mezzo pesante e la presunta manovra effettuata per evitarlo sono elementi che dovranno essere verificati.

Al momento, dunque, restano da chiarire diversi passaggi della dinamica. Gli agenti dell’Infortunistica hanno raccolto gli elementi necessari durante i rilievi e dovranno ricostruire la sequenza che ha preceduto lo scontro.

Sul piano umano, invece, il bilancio è già definitivo. Il 35enne, che stava per iniziare una nuova giornata di lavoro come rider, è morto dopo una notte trascorsa in ospedale. A casa lascia la moglie e due figlie di 11 e 6 anni, insieme ai genitori e agli altri familiari. Per loro, ora, quella che sembrava una giornata come tante si è trasformata in una tragedia.

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