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“Mio figlio ha fatto del male a uno…”. Cadavere fatto a pezzi: l’orrore raccontato al telefono

Pubblicato: 25/09/2026 12:22

Poche parole al telefono, poi l’arrivo della polizia e una scoperta che ha immediatamente fatto scattare una complessa indagine. La segnalazione arrivata al 112 nella tarda serata di giovedì 24 settembre ha portato gli investigatori all’interno di un’abitazione, dove è stato trovato un cadavere nascosto in diversi sacchi neri.

«Mio figlio ha fatto del male a una persona», avrebbe detto una donna al numero unico di emergenza. Da quella comunicazione è partita la sequenza di accertamenti che ha portato gli agenti fino a un appartamento di via Gulli, nella zona nord di Torino. All’interno dell’alloggio sono stati trovati resti umani e alcuni oggetti che ora dovranno essere esaminati dagli investigatori.
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La telefonata al 112 e l’arrivo della polizia

L’allarme sarebbe scattato intorno alle 23. Gli agenti delle volanti hanno individuato la donna e il figlio, un giovane di circa vent’anni, e hanno raccolto le prime informazioni sulla vicenda.

Successivamente la polizia ha raggiunto l’abitazione indicata. Una volta entrati nei locali, gli agenti avrebbero percepito un forte odore acre. Nel bagno sono stati individuati diversi sacchi neri che, secondo le prime informazioni investigative, contenevano parti del corpo di una persona.

Nell’abitazione sarebbe stato trovato anche un secchio con alcuni coltelli, elemento che sarà sottoposto agli accertamenti necessari per stabilire se possa avere un collegamento con la morte dell’uomo e con le operazioni successive al decesso.

L’appartamento è stato quindi sottoposto agli accertamenti della polizia. Ogni elemento presente nell’abitazione può infatti risultare utile per ricostruire la sequenza degli eventi e stabilire cosa sia accaduto prima e dopo la morte.

La Squadra Mobile ricostruisce la vicenda

Sul caso è al lavoro la Squadra Mobile della Questura di Torino, impegnata a ricostruire l’intera vicenda. Gli investigatori dovranno innanzitutto stabilire quando e dove sia avvenuta la morte e se il decesso si sia verificato proprio nell’appartamento nel quale sono stati successivamente trovati i resti.

Un altro elemento ancora da chiarire riguarda le persone che si trovavano nell’abitazione o che l’avevano frequentata nelle ore precedenti. Le loro testimonianze potrebbero contribuire a ricostruire gli ultimi momenti della vittima e la successione degli eventi.

L’identità dell’uomo non è stata ancora definita. Secondo le prime informazioni, inoltre, la vittima non sarebbe residente nell’appartamento nel quale è stato rinvenuto il corpo.

È quindi necessario comprendere chi fosse, perché si trovasse in quella casa e quali rapporti avesse con le persone che si trovavano nell’abitazione. L’identificazione sarà un passaggio fondamentale anche per ricostruire gli ultimi spostamenti dell’uomo e capire quando siano cessati i contatti con familiari, amici o conoscenti.

Due giovani ascoltati in Questura

Negli uffici della Squadra Mobile sono stati accompagnati due giovani, entrambi di circa vent’anni, per essere ascoltati dagli investigatori. Uno dei due sarebbe il figlio della donna che ha effettuato la chiamata al 112.

Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non risultano provvedimenti restrittivi né contestazioni definitive nei loro confronti. Le posizioni dei due giovani sono ancora oggetto di valutazione da parte degli investigatori, mentre la polizia sta ascoltando anche altre persone.

È importante, in questa fase, distinguere la presenza in Questura dalla formalizzazione di un’accusa o dall’adozione di una misura cautelare. Gli accertamenti sono ancora in corso e dovranno chiarire il ruolo delle diverse persone coinvolte nella vicenda.

Gli accertamenti sul cadavere e sui coltelli

Saranno particolarmente importanti anche gli esami medico-legali e scientifici. Le condizioni nelle quali sono stati trovati i resti rendono necessario stabilire innanzitutto la causa della morte e l’orario approssimativo del decesso.

Gli specialisti dovranno inoltre verificare la natura delle ferite che hanno provocato la morte e confrontare gli elementi emersi con gli oggetti recuperati nell’abitazione, compresi i coltelli trovati nel secchio.

Un altro interrogativo riguarda il momento nel quale sarebbe avvenuto lo smembramento del cadavere. Gli accertamenti dovranno stabilire se sia avvenuto subito dopo la morte oppure successivamente, fornendo così ulteriori elementi utili alla ricostruzione della vicenda.

Gli interrogativi ancora senza risposta

La telefonata della donna resta, almeno nelle prime fasi dell’indagine, uno degli elementi centrali. Gli investigatori dovranno chiarire che cosa sapesse esattamente quando ha chiamato il 112 e sulla base di quali circostanze abbia indicato il possibile coinvolgimento del figlio.

Per ricostruire la sequenza degli eventi saranno quindi confrontate le dichiarazioni raccolte con le tracce trovate nell’appartamento. Potranno inoltre essere analizzati eventuali filmati delle telecamere di videosorveglianza e altri dati utili a ricostruire gli spostamenti delle persone interessate.

L’inchiesta è ancora nelle fasi iniziali e gli elementi raccolti dovranno essere verificati. Al momento, i dati principali sono il ritrovamento dei resti umani all’interno dei sacchi, la presenza di alcuni coltelli nell’abitazione, la telefonata arrivata al numero di emergenza e l’audizione di due giovani negli uffici della Questura.

Ora il lavoro degli investigatori si concentra soprattutto sull’identificazione della vittima e sulla ricostruzione della sua presenza nell’appartamento di via Gulli. Restano da chiarire la dinamica della morte, il momento nel quale sarebbe avvenuta e cosa sia accaduto nelle ore precedenti e successive al decesso. La telefonata al 112 ha fatto scattare gli accertamenti, ma saranno gli esami e le testimonianze a dover ricostruire l’intera vicenda.

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