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L’orrore nella casa della prof, Fabio massacrato in modo atroce: chi era davvero la vittima

Pubblicato: 26/09/2026 09:29

Ci sono vicende che spezzano la normalità di un quartiere e lasciano dietro di sé una scia di sgomento. A Torino, nel quartiere Borgo Vittoria, una telefonata alla polizia ha aperto uno scenario di estrema gravità: una madre, sconvolta, ha chiesto aiuto dopo aver appreso dal figlio che una persona sarebbe morta.

“Venite, mio figlio ha fatto del male a una persona”. È questa la frase che ha fatto scattare l’intervento degli agenti nella serata. Il giovane avrebbe parlato di una rapina degenerata nel peggiore dei modi, ma quella versione resta interamente sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, impegnati a verificare ogni passaggio del suo racconto.

La scoperta nell’appartamento di Borgo Vittoria

Quando la polizia è arrivata nell’abitazione indicata, ha avvertito subito un odore acre e particolarmente intenso. Una volta entrati, gli agenti si sono trovati davanti a una scena drammatica: il corpo di un uomo era stato smembrato e i resti erano stati distribuiti in diversi punti dell’appartamento, in un apparente tentativo di occultarli.

La vittima è stata identificata in Fabio Colapietro, 39 anni. Nell’alloggio gli investigatori hanno rinvenuto alcuni resti collocati dentro blocchi di cemento nel salotto e altri sacchi neri nella vasca da bagno. Sono stati sequestrati anche una mannaia e alcuni coltelli: saranno gli accertamenti tecnici e medico-legali a stabilire se siano stati utilizzati nel delitto.

Tre fermi e il ruolo della professoressa

Nella tarda serata sono scattati tre fermi. La posizione più delicata è quella di un 26enne, accusato di omicidio e soppressione di cadavere. Due donne dovranno invece rispondere, secondo le contestazioni formulate in questa prima fase, di favoreggiamento e concorso nella soppressione del corpo. Tra loro c’è Nicole Formichetti, 49 anni, insegnante di italiano in una scuola media di Ciriè e originaria di Rieti.

L’appartamento di Borgo Vittoria era preso in affitto dalla professoressa, che vi abitava da tempo. La donna insegnava in un istituto di Ciriè, pur non frequentando la scuola da alcuni mesi per problemi personali. Gli inquirenti l’hanno ascoltata a lungo per ricostruire i rapporti tra Fabio Colapietro e le persone che erano presenti, o che avrebbero frequentato abitualmente, quella casa.

Autopsia e verifiche: cosa resta da chiarire

In base ai primi rilievi, Fabio Colapietro sarebbe stato colpito ripetutamente con bastoni e armi da taglio. La morte potrebbe risalire a diversi giorni prima del ritrovamento, forse alla domenica precedente: il corpo era già in avanzato stato di decomposizione, un elemento che potrebbe spiegare il cattivo odore avvertito da alcuni residenti del palazzo. L’autopsia sarà decisiva per chiarire causa e momento del decesso.

Un altro punto centrale riguarda il luogo dell’aggressione. La vittima non viveva infatti nell’appartamento dove sono stati scoperti i resti. La polizia e la magistratura stanno cercando di stabilire se l’omicidio a Torino sia avvenuto proprio nell’alloggio di Borgo Vittoria oppure altrove, con un successivo trasferimento del cadavere.

La pista dell’incontro degenerato

Le verifiche si sono estese anche ad altri appartamenti collegati alle persone coinvolte, compresa un’abitazione nella zona di Mirafiori riconducibile al giovane la cui madre ha lanciato l’allarme. Proprio il riferimento iniziale a una presunta rapina finita male è uno degli elementi sui quali gli investigatori vogliono fare piena luce.

Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un delitto maturato in un contesto legato al consumo di sostanze stupefacenti. Si valuta la possibilità che quattro persone, compreso Fabio Colapietro, abbiano partecipato a un incontro poi degenerato. Anche l’insolito via vai notato nei giorni precedenti nel palazzo potrà aiutare a definire il quadro. La chiamata della madre ha portato alla scoperta, ma la sequenza dei fatti e le responsabilità di ciascuno restano ancora da accertare.

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