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Morta a 3 anni dopo aver ingerito un acino d’uva: i genitori donano gli organi

Pubblicato: 29/09/2026 21:59

Non ce l’ha fatta la bambina di tre anni ricoverata in condizioni gravissime dopo essere rimasta soffocata mentre mangiava un acino d’uva. La piccola è morta nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 29 settembre, ad Ancona, dove si trovava ricoverata nella Rianimazione pediatrica dell’ospedale materno infantile Salesi.

A comunicare il decesso è stata l’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche. Alle 19.45 il collegio medico ha accertato la morte della bambina. Di fronte a un dolore enorme, i genitori hanno compiuto un gesto di grande generosità: hanno dato il consenso alla donazione degli organi.

«Hanno espresso la volontà di donare gli organi e trasformare un dolore in una speranza di vita per altri bambini», ha fatto sapere l’azienda ospedaliera.

Il dramma mentre mangiava un acino d’uva

Tutto era cominciato lo scorso 23 settembre a Jesi, in provincia di Ancona. La bambina aveva riportato una gravissima ostruzione delle vie aeree mentre mangiava un acino d’uva.

Le sue condizioni erano apparse immediatamente critiche. La piccola era stata sottoposta alle manovre rianimatorie necessarie per stabilizzarla e successivamente era stato disposto il trasferimento urgente ad Ancona.

Era stata quindi trasportata in eliambulanza all’ospedale Salesi, dove era arrivata in condizioni gravissime ed era stata affidata agli specialisti della Rianimazione pediatrica.

Sei giorni di cure intensive, poi il decesso

Per sei giorni i medici hanno continuato ad assistere la bambina. La piccola era mantenuta in sedazione farmacologica profonda e ventilazione meccanica, sottoposta alle cure intensive e costantemente monitorata.

Nonostante tutti i tentativi dei sanitari, il quadro clinico è rimasto gravissimo fino al tragico epilogo di martedì. Alle 19.45 il collegio medico ha accertato il decesso.

Nel momento più doloroso, la famiglia ha scelto la strada della donazione degli organi, permettendo che dalla tragedia della loro bambina possa nascere una possibilità di cura e di vita per altri piccoli pazienti.

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