
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata nella serata di oggi, martedì 29 settembre, al largo della costa nord-orientale della Sicilia, in provincia di Messina. Il sisma si è verificato alle 20.29, con un ipocentro particolarmente profondo, localizzato a 77,8 chilometri sotto la superficie.
L’evento ha interessato un settore del Mediterraneo caratterizzato da una significativa attività sismica, compreso tra il Tirreno meridionale e lo Stretto di Messina. La notevole profondità dell’ipocentro rappresenta uno degli elementi più significativi della scossa.
Terremoto nel Messinese, perché la scossa è stata così profonda
L’attività sismica di quest’area è legata alla complessa struttura geologica del Mediterraneo centrale e, in particolare, all’interazione tra la placca africana e quella eurasiatica.
In questo settore il fondale del Mar Ionio è coinvolto in un processo di subduzione, sprofondando sotto l’Arco Calabro-Peloritano. È proprio questa dinamica a essere associata alla presenza di terremoti con ipocentri anche molto profondi nel basso Tirreno.
La scossa registrata questa sera, avvenuta a quasi 78 chilometri di profondità, rientra in questo quadro. In generale, a parità di magnitudo, un terremoto molto profondo tende ad avere effetti in superficie inferiori rispetto a un evento con ipocentro vicino alla superficie.
Una delle aree a maggiore pericolosità sismica
Il territorio dello Stretto di Messina e le aree circostanti sono storicamente interessati da un’importante attività sismica. La complessità tettonica rende questo settore uno dei più delicati del Mediterraneo.
Il precedente più drammatico rimane il terremoto del 28 dicembre 1908, con una magnitudo stimata di 7.1. Il sisma, seguito anche da un maremoto, devastò Messina e Reggio Calabria e provocò tra 75mila e 82mila vittime, diventando il più grave disastro sismico europeo del Novecento.
Più recentemente, un altro evento significativo interessò il Golfo di Patti il 15 aprile 1978. Il terremoto, di magnitudo 6.1, provocò gravi danni agli edifici, crolli e decine di feriti.
La scossa di magnitudo 3.3 registrata nella serata di martedì rappresenta dunque un evento di energia decisamente inferiore rispetto ai grandi terremoti storici dell’area, ma testimonia ancora una volta la continua attività sismica del settore nord-orientale della Sicilia e del basso Tirreno.


