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Cos’è l’edema cerebrale che ha fatto scoprire a Di Battista il tumore: a cosa fare attenzione

Pubblicato: 30/09/2026 14:45

Il malore accusato da Alessandro Di Battista durante il soggiorno a Cuba è stato provocato da un edema cerebrale legato alla presenza di un tumore. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle lo ha raccontato a DiMartedì, spiegando che i medici cubani sono intervenuti rapidamente per ridurre il gonfiore e permettere l’operazione.

“Mi sono sentito male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato”, ha spiegato Di Battista. I chirurghi hanno poi asportato “quasi tutto il tumore”; ora, ha precisato, dovrà affrontare le cure successive, senza rendere noti ulteriori particolari sulla neoplasia né sul percorso terapeutico.

Cos’è l’edema cerebrale

L’edema cerebrale è un accumulo anomalo di liquidi nel tessuto del cervello o nelle aree circostanti. Questo gonfiore fa aumentare il volume dell’encefalo, una condizione delicata perché il cervello si trova all’interno della scatola cranica, una struttura rigida che non può espandersi.

All’aumentare del gonfiore può crescere anche la pressione intracranica, con il rischio di comprimere il tessuto cerebrale e ostacolare la normale circolazione del sangue. Nei quadri più seri può trattarsi di un’emergenza medica, che richiede un intervento immediato.

Le cause e il legame con un tumore

L’edema non è una malattia autonoma, ma la conseguenza di condizioni diverse. Può comparire dopo un trauma, un ictus o un’infezione, così come in presenza di tumori cerebrali.

In quest’ultimo caso può svilupparsi un edema peritumorale, cioè un gonfiore dei tessuti che circondano la massa. La neoplasia può alterare la permeabilità dei vasi sanguigni, favorendo l’accumulo di liquidi nelle zone vicine.

Perché il gonfiore può dare sintomi importanti

L’edema può incidere direttamente sui disturbi avvertiti dalla persona, anche a prescindere dalle dimensioni del tumore. Secondo il Manuale MSD, nei tumori cerebrali i problemi neurologici possono dipendere sia dalla compressione della massa sia dall’aumento della pressione intracranica e dall’edema associato.

I sintomi cambiano in base alla quantità di gonfiore e alla zona del cervello coinvolta. Possono comparire mal di testa, nausea, vomito, problemi alla vista, difficoltà di equilibrio, alterazioni del linguaggio, debolezza e disturbi cognitivi.

Mal di testa: quando è necessario farsi valutare

Nel caso di Di Battista, il malessere era cominciato con una forte cefalea durante la permanenza a Cuba. Un mal di testa, da solo, non indica naturalmente un tumore o un edema cerebrale: è un sintomo molto comune e, nella grande maggioranza dei casi, ha cause differenti.

Nei tumori cerebrali, tuttavia, la cefalea può essere collegata all’aumento della pressione all’interno del cranio. La presenza di altri sintomi neurologici o di un malessere importante richiede quindi una valutazione medica, che è l’unico modo per chiarire la causa dei disturbi.

Come viene trattato l’edema cerebrale

La terapia dell’edema cerebrale dipende dalla sua origine e dalla gravità della situazione. Quando è associato a un tumore, possono essere impiegati corticosteroidi come il desametasone, utilizzati per ridurre il gonfiore e la pressione intracranica; nelle forme più gravi possono rendersi necessari ulteriori interventi urgenti.

Se il problema è provocato dalla massa tumorale, l’operazione può servire sia a diminuire la pressione sul cervello sia a rimuovere quanto più possibile il tumore. Le cure successive dipendono però da sede, tipo e caratteristiche della neoplasia e possono comprendere, quando indicato, radioterapia, chemioterapia o terapie mirate.

Perché un tumore può non essere rimosso del tutto

Di Battista ha riferito che i medici cubani hanno rimosso “quasi tutto il tumore”. Una resezione non completa, tuttavia, non consente da sola di trarre conclusioni sulla gravità della malattia o sulle prospettive delle cure.

La possibilità di asportare una massa dipende da diversi fattori, soprattutto dalla posizione e dalla vicinanza alle aree sane del cervello che controllano funzioni essenziali. In queste circostanze, il chirurgo può dover privilegiare la conservazione del tessuto neurologico sano; solo gli esami istologici e molecolari possono definire con precisione la natura della massa e orientare le terapie.

Le parole di Di Battista sulle cure

Durante l’intervista, l’ex parlamentare ha evitato la retorica della battaglia personale contro la malattia. “Io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori”, ha spiegato.

Ha anche raccontato un graduale ritorno alla quotidianità: “Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà”. Al momento non sono stati diffusi altri dettagli sulla diagnosi, sul grado o sul tipo di tumore: qualsiasi valutazione sulla prognosi o sull’evoluzione della malattia resta quindi prematura sulla base delle informazioni rese pubbliche.

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