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“Vergognoso!”. Vannacci e quel gesto con le dita: esplode la polemica

Pubblicato: 01/10/2026 08:44

Tre dita rivolte verso l’alto, il pollice, l’indice e il medio. Una fotografia apparentemente semplice, scattata al termine di una giornata elettorale, diventa così il punto di partenza per interrogarsi sul significato di un gesto che, nel corso della storia europea, è stato utilizzato in contesti molto diversi. Nello scatto compaiono Roberto Vannacci, Domenico Furgiuele e Lorenzo Gasperini, esponenti di Futuro nazionale, seduti al tavolo di un ristorante.

La fotografia è stata pubblicata sui social da Gasperini dopo le elezioni suppletive di Reggio Calabria, la prima competizione elettorale alla quale il partito di Vannacci ha partecipato con il proprio simbolo. Il candidato Domenico Giannetta ha ottenuto quasi l’11% dei voti, mentre l’affluenza si è fermata al 22%. Il dato è stato presentato dagli esponenti di Futuro nazionale come un risultato significativo per una formazione nata da pochi mesi.
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Il significato del numero tre

Nella fotografia, però, l’attenzione si concentra soprattutto sulle mani. Il gesto delle tre dita viene richiamato anche nel commento che accompagna l’immagine. Gasperini scrive: «Tre per tre fa nove, più Giannetta dieci», collegando il risultato elettorale al numero dieci e facendo riferimento, nel testo originale, alla Decima Mas.

Il significato attribuito al tre è però più ampio. Storicamente, tre dita sollevate possono richiamare la Santissima Trinità e, in differenti epoche e contesti, il gesto è stato utilizzato con significati religiosi, civili, militari e politici. Per questo la sua interpretazione non può essere ricondotta automaticamente a un’unica matrice ideologica.

Uno degli esempi più noti arriva dalla Serbia, dove il cosiddetto tri prsta, il saluto con tre dita, si è affermato come gesto identitario nazionale. Nel corso del tempo è stato utilizzato anche da ambienti nazionalisti serbi e, in epoche più recenti, da gruppi dell’estrema destra. Il simbolo è entrato anche nell’immaginario italiano attraverso episodi legati al mondo del calcio e alle tifoserie serbe.

La questione del significato politico del gesto si ripropone dunque ogni volta che le tre dita vengono utilizzate all’interno di un contesto esplicitamente politico. Il gesto, tuttavia, non possiede un significato univoco in ogni situazione: la sua interpretazione dipende anche da chi lo compie, dal contesto e dalla spiegazione fornita dagli interessati.

Dal simbolismo europeo alla politica italiana

Un’altra vicenda spesso citata nel dibattito sul gesto riguarda la Germania e l’Austria. Nel 1934, con l’introduzione del giuramento di fedeltà ad Adolf Hitler, il gesto della mano con tre dita sollevate compariva nella tradizione dello Schwurhand, un’antica forma del giuramento manuale che non nasce con il nazismo e che continua ad avere utilizzi privi di connotazioni politiche in alcune aree dell’Europa centrale e settentrionale.

È quindi importante distinguere l’origine storica del gesto dal suo successivo utilizzo politico. La stessa simbologia può essere stata impiegata in contesti differenti, assumendo significati diversi.

In Austria, una delle controversie più note esplose nel 2007 attorno a una fotografia di Heinz-Christian Strache, allora leader del Partito della Libertà austriaco. L’immagine lo mostrava con tre dita della mano destra sollevate. Il gesto venne interpretato da un quotidiano come il cosiddetto Kühnengruß, associato agli ambienti neonazisti tedeschi. Strache respinse l’interpretazione e fornì una spiegazione differente sul significato della fotografia, sostenendo che potesse trattarsi del gesto con cui ordinava tre birre.

Il precedente mostra quanto sia delicato attribuire automaticamente un significato politico a una fotografia. Un gesto può essere utilizzato da movimenti estremisti e, allo stesso tempo, avere una storia precedente e significati completamente differenti.

«Dio, patria e famiglia» e la spiegazione di Furgiuele

Nel caso di Futuro nazionale, esiste però una dichiarazione precisa che aggiunge un elemento alla lettura della fotografia. Alla fine di agosto, durante la campagna elettorale per le suppletive, Domenico Furgiuele era stato ripreso mentre mostrava a sua volta tre dita. Alla domanda sul significato del gesto, lo aveva spiegato con la formula «Dio, patria e famiglia».

È proprio questo riferimento a rendere più articolata la discussione sul significato della fotografia. Il trinomio ha una storia precedente al fascismo e viene talvolta ricondotto alla tradizione politica risorgimentale, anche attraverso l’associazione con Giuseppe Mazzini. La sua diffusione come formula politica e propagandistica, tuttavia, è fortemente legata all’Italia fascista, per poi riemergere nella retorica di diversi ambienti della destra radicale e neofascista.

Il riferimento è comparso anche in iniziative pubbliche di gruppi della destra radicale italiana. La formula, dunque, non è un’invenzione recente, ma appartiene a una storia politica stratificata nella quale parole e simboli hanno assunto significati diversi a seconda del periodo e del movimento che li ha utilizzati.

Per quanto riguarda la fotografia di Vannacci, Furgiuele e Gasperini, non viene fornita nel materiale considerato una dichiarazione dei tre che attribuisca esplicitamente il gesto a una simbologia serba, nazista o neonazista. L’unica spiegazione diretta riportata è quella già fornita da Furgiuele, che ha collegato le tre dita a Dio, patria e famiglia.

Il contesto di Futuro nazionale

La fotografia arriva in un momento particolare per Futuro nazionale. Le suppletive di Reggio Calabria hanno rappresentato il primo vero banco elettorale del partito, che aveva candidato l’ex esponente di Forza Italia Domenico Giannetta.

Giannetta ha ottenuto quasi l’11%, mentre gli esponenti del partito hanno sottolineato il dato come un risultato importante per una formazione appena nata. Altri commenti hanno invece richiamato l’attenzione sulla bassa partecipazione al voto e sulle caratteristiche particolari della competizione.

In questo scenario, la fotografia assume quindi un valore che va oltre il semplice scatto celebrativo. Le tre dita diventano un elemento di discussione sul linguaggio simbolico di Futuro nazionale, sulle sue radici culturali e sui riferimenti utilizzati dai suoi esponenti.

Resta però una distinzione fondamentale: il significato storico di un simbolo non coincide necessariamente con l’intenzione di chi lo utilizza. Nel caso specifico, l’interpretazione del gesto deve essere separata dalle ricostruzioni sulla sua storia e dalle associazioni che, nel tempo, sono state costruite attorno a esso. La fotografia mostra tre uomini che sollevano tre dita; il significato politico che si intende attribuire a quel gesto dipende invece dal contesto e dalle dichiarazioni di chi lo ha compiuto.

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