
Roberto Vannacci dovrebbe trovare un accordo con Giorgia Meloni e presentarsi alle prossime elezioni all’interno di un centrodestra unito. È questa la convinzione di Giuseppe Cruciani, che in un’intervista a Libero racconta anche quello che, a suo giudizio, gli elettori chiedono oggi all’ex generale: continuare a rappresentare una destra nettamente contraria al politicamente corretto, senza però trasformarsi in una forza isolata.
Il conduttore della Zanzara parte dalla recente presa di posizione di Giuseppe Conte contro quelle che il leader del Movimento 5 Stelle ha definito degenerazioni del politicamente corretto. Per Cruciani si tratta soprattutto di una scelta tattica: una parte della sinistra avrebbe compreso che insistere su linguaggio inclusivo, schwa, desinenze e alcune battaglie sui diritti non porta necessariamente nuovi consensi.
Secondo Cruciani, anche il Movimento 5 Stelle avrebbe finito negli anni per avvicinarsi a temi molto lontani dalla sua identità originaria. Il M5S, ricorda, nasce politicamente con il “vaffanculo”, mentre l’alleanza con il Pd lo avrebbe portato verso un’area culturale più sensibile alle battaglie woke. Una distanza che, secondo il giornalista, rimane evidente soprattutto nell’elettorato popolare del Movimento.
Il consenso sul linguaggio di Vannacci
È proprio in questo spazio politico che Cruciani vede la forza di Vannacci. Nell’intervista a Libero sostiene che il suo linguaggio sia oggi tra quelli capaci di intercettare maggiormente il consenso, soprattutto quando affronta temi come immigrazione clandestina, sicurezza, certezza della pena e legittima difesa.
Cruciani racconta che, incontrando le persone, nota reazioni particolarmente forti quando il dibattito riguarda questi argomenti. Cita anche il caso di Mario Roggero, diventato per una parte dell’opinione pubblica il simbolo di una giustizia percepita come troppo severa nei confronti di chi reagisce a una rapina e troppo indulgente verso chi commette reati.
Nella stessa intervista non manca però una critica a Vannacci. Cruciani ritiene contraddittorio che chi si presenta come un difensore della libertà di espressione ricorra poi agli avvocati contro chi lo insulta sul web. Una critica che il conduttore estende più in generale alla tendenza sempre più diffusa, nella politica e nel giornalismo, a trasformare gli scontri verbali in procedimenti giudiziari.
«La gente vuole l’accordo con Meloni»
Il passaggio politicamente più rilevante riguarda però il futuro di Vannacci. Cruciani sostiene che molte delle persone che lo fermano condividano le posizioni dell’ex generale, ma non vogliano una “ridotta di destra” separata dal resto della coalizione.
La richiesta, secondo quanto riferisce il conduttore, è quella di trovare un compromesso prima delle elezioni e di evitare una divisione che possa favorire la sinistra. «Sono in tanti a dirmi che deve allearsi con la Meloni», sintetizza Cruciani.
Per Vannacci, dunque, secondo la lettura proposta nell’intervista a Libero, la questione non sarebbe tanto conquistare uno spazio politico autonomo, quanto decidere come utilizzare il consenso costruito attorno ai temi dell’anti-politicamente corretto. E la soluzione indicata da Cruciani è netta: mantenere la propria identità, ma cercare un’intesa con Meloni e con il resto del centrodestra.


