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Meloni fischiata a Taranto, la premier non arretra sull’ex Ilva: «Capisco il dissenso, faremo tutto il possibile»

Pubblicato: 22/08/2026 23:19

Giorgia Meloni risponde senza alzare i toni ai fischi ricevuti a Taranto durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo e riconduce la contestazione alla questione dell’ex Ilva, la grande ferita industriale, occupazionale e ambientale che da decenni accompagna la città. La presidente del Consiglio dice di comprendere le ragioni del dissenso e assicura che l’esecutivo continuerà a utilizzare tutti gli strumenti a propria disposizione per cercare una soluzione.

«L’ex Ilva è una questione complessa che si trascina da decenni, e tutti noi siamo consapevoli di quanto sia difficile individuare una soluzione», afferma Meloni. Poi il passaggio direttamente rivolto alla città: «Comprendo perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso». E aggiunge: «Garantisco che sull’ex Ilva il governo sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere».

I fischi durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo

La contestazione è arrivata in occasione della cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, appuntamento sul quale negli ultimi anni sono confluiti importanti investimenti pubblici e numerosi interventi infrastrutturali.

La presenza della premier è stata accompagnata dai fischi di una parte del pubblico. Una protesta che inevitabilmente si inserisce nel difficile rapporto tra Taranto e la politica nazionale, dominato ancora una volta dal futuro dell’ex Ilva e dalle conseguenze che le decisioni sul grande stabilimento siderurgico hanno sulla città.

Meloni ha scelto però di non liquidare la contestazione come una protesta politica organizzata né di attaccare chi l’ha fischiata. Ha riconosciuto l’esistenza delle ragioni del malcontento, pur rivendicando l’impegno del proprio governo.

«L’ex Ilva è una questione che si trascina da decenni»

Il riferimento della presidente del Consiglio è alla storia ormai lunghissima della crisi del polo siderurgico tarantino, dove da anni si intrecciano esigenze difficilmente conciliabili: tutela della salute e dell’ambiente, salvaguardia dell’occupazione e necessità di preservare una produzione considerata strategica per l’industria nazionale.

È proprio questa sovrapposizione a rendere il dossier uno dei più complessi affrontati dai governi italiani. Ogni ipotesi sul futuro dell’impianto produce conseguenze non soltanto industriali, ma anche sociali e ambientali.

Per Taranto, inoltre, l’ex Ilva non rappresenta una questione astratta di politica industriale. È una presenza che da generazioni incide sulla vita della città e che ha alimentato negli anni proteste, mobilitazioni e una crescente richiesta di risposte definitive.

La reazione di Adriana Poli Bortone: «Qualcuno dovrebbe chiedere scusa»

Di segno completamente diverso la reazione di Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce, che ha condannato apertamente quanto accaduto durante la cerimonia.

«I fischi rivolti ieri alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione dell’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, sono stati un episodio davvero sgradevole, che non rende giustizia alla città di Taranto e alla sua accoglienza», afferma.

Poli Bortone ritiene che «qualcuno debba oggi sentire il dovere di chiedere scusa, a nome della città», giudicando la contestazione una manifestazione di ingratitudine nei confronti della presidente del Consiglio.

Il richiamo agli investimenti per Taranto

La sindaca di Lecce lega la propria critica soprattutto alle risorse destinate alla realizzazione dei Giochi. «Non va dimenticato che sono stati investiti centinaia di milioni di euro per consentire a Taranto di ospitare i Giochi del Mediterraneo», sottolinea.

Secondo Poli Bortone, la scelta di puntare sulla città pugliese ha comportato investimenti, realizzazione di infrastrutture e opportunità di sviluppo che dovrebbero essere tenuti in considerazione nel giudizio sull’operato del governo.

«Una scelta precisa, che ha puntato su Taranto e sul suo territorio, invece che su altre città. Dietro questa manifestazione ci sono risorse, lavoro, infrastrutture e un’opportunità di sviluppo che non può essere ignorata. Per questo trovo ancora più ingenerosi quei fischi», conclude.

Due reazioni molto diverse alla contestazione

Le parole di Meloni e quelle di Poli Bortone restituiscono quindi due letture differenti dello stesso episodio. La sindaca di Lecce concentra l’attenzione sull’aspetto istituzionale e sugli investimenti effettuati per i Giochi, considerando i fischi ingenerosi. La premier sceglie invece di soffermarsi sulle ragioni che possono averli provocati.

Ed è significativo che proprio Meloni, destinataria della contestazione, abbia adottato il tono meno polemico: «Comprendo perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso».

Una risposta che non risolve naturalmente il problema dell’ex Ilva, ma riconosce quanto quella vicenda continui a pesare sulla città. Per il governo la vera sfida resta infatti quella indicata dalla stessa presidente del Consiglio: trovare una soluzione a un dossier che attraversa governi e maggioranze differenti da decenni, tenendo insieme industria, occupazione, ambiente e salute.

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