Vai al contenuto

Christa Pike, le condizioni dopo essere sopravvissuta all’iniezione letale: atroce

Pubblicato: 02/10/2026 12:29

Doveva essere l’ultima tappa di una vicenda giudiziaria iniziata trent’anni fa. Invece l’esecuzione di Christa Pike, condannata a morte in Tennessee per l’omicidio di Colleen Slemmer, si è trasformata in un caso destinato a riaprire il dibattito sulla pena capitale negli Stati Uniti. La donna sarebbe sopravvissuta a due dosi di pentobarbital somministrate durante il tentativo di esecuzione e si trova ora ricoverata in ospedale in condizioni critiche.

A fornire gli ultimi aggiornamenti sono stati i suoi avvocati. Pike, 50 anni, starebbe ricevendo «cure salvavita». «Al momento non abbiamo idea della sua prognosi né molti aggiornamenti sul suo stato di salute», ha dichiarato il legale Randy Spivey ai giornalisti. Una certezza, almeno per il momento, c’è: «Sappiamo che al momento è viva».

Le due dosi di pentobarbital e il ricovero

Secondo quanto riferito dalla difesa, mercoledì a Christa Pike sarebbero state somministrate due dosi letali di pentobarbital, il farmaco utilizzato nel protocollo di esecuzione. La procedura, però, non avrebbe provocato la morte della detenuta. Pike è stata quindi trasferita in ambulanza in ospedale, dove le sue condizioni restano critiche.

Quanto accaduto ha avuto immediate conseguenze anche sul piano istituzionale. Il governatore del Tennessee ha deciso di sospendere le esecuzioni previste per il resto dell’anno. Nel frattempo, gli avvocati della cinquantenne hanno chiesto la commutazione della condanna a morte, alla luce del doppio tentativo di esecuzione al quale la donna è sopravvissuta.

L’omicidio di Colleen Slemmer

La condanna di Pike risale al 1996 ed è legata all’omicidio di Colleen Slemmer, avvenuto quando le due ragazze frequentavano il Knoxville Job Corps, un centro di formazione professionale rivolto a giovani provenienti da famiglie in difficoltà.

Pike aveva 18 anni quando, insieme al fidanzato dell’epoca Tadaryl Shipp, aggredì la diciannovenne. Slemmer venne picchiata, torturata e infine uccisa. Pike, maggiorenne al momento del delitto, venne successivamente condannata alla pena di morte.

Diversa la posizione giudiziaria di Shipp. Essendo minorenne all’epoca dei fatti, non poteva essere condannato alla pena capitale ed è stato quindi condannato all’ergastolo.

La battaglia legale fino alla Corte Suprema

L’esecuzione di Christa Pike era stata preceduta da una lunga battaglia giudiziaria, proseguita fino alle ultime ore. I ricorsi della difesa avevano cercato di fermare la procedura, ma alla fine la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva autorizzato il Tennessee a procedere con l’iniezione letale.

Tra le persone che avevano raggiunto lo Stato per assistere all’esecuzione c’era anche la madre di Colleen Slemmer, favorevole all’esecuzione della condanna. Dopo quanto accaduto, la donna ha definito alla Nbc News il tentativo fallito «un disastro».

Ora l’attenzione è concentrata sulle condizioni di Christa Pike e sulle conseguenze giudiziarie del caso. La richiesta di commutazione della pena avanzata dai suoi legali e la decisione del governatore di fermare temporaneamente le esecuzioni aprono una nuova fase di una vicenda che, dopo tre decenni, resta ancora senza un epilogo.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure