
Proseguono a ritmo serrato le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, le due donne morte dopo essere state avvelenate con la ricina nel dicembre 2025. Nel pomeriggio di oggi, 2 ottobre, due donne sono state convocate negli uffici della Questura di Campobasso per essere ascoltate dalla Squadra Mobile.
Le due persone chiamate dagli investigatori sono parenti di due persone già ascoltate nei mesi scorsi nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto giallo di Pietracatella. Al momento vengono sentite come persone informate sui fatti, dunque non risultano formalmente indagate. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni elemento utile a chiarire le circostanze che hanno preceduto l’avvelenamento e la morte di madre e figlia.
Gli accertamenti della Polizia proseguono nel massimo riserbo, mentre gli investigatori stanno ascoltando diverse persone potenzialmente in grado di fornire informazioni utili. L’obiettivo è ricostruire la rete di rapporti, contatti e circostanze che potrebbero contribuire a spiegare come Antonella e Sara siano entrate in contatto con la ricina, una sostanza altamente tossica.
Nelle scorse ore, sempre negli uffici della Questura di via Tiberio, è stato ascoltato per circa due ore un uomo, amico di un’insegnante di Riccia considerata vicina a Gianni Di Vita. Anche in questo caso l’audizione viene considerata di particolare interesse nell’ambito dell’inchiesta.
L’uomo è arrivato e ha lasciato la Questura cercando di evitare l’attenzione di cronisti e operatori televisivi presenti all’esterno. L’ingresso e l’uscita sono avvenuti lontano dall’accesso principale, consentendo di mantenere il massimo riserbo sul contenuto del colloquio con gli investigatori.
Il nuovo giro di audizioni conferma quindi che gli investigatori stanno ampliando il quadro delle persone ascoltate, raccogliendo testimonianze e informazioni provenienti da ambienti e conoscenze collegati alla vicenda. Ogni elemento viene valutato nell’ambito di un’inchiesta che, a mesi dalla morte delle due vittime, non ha ancora chiarito pubblicamente tutti i passaggi della vicenda.
Particolare attenzione viene riservata ai rapporti personali e alle frequentazioni delle persone già coinvolte negli accertamenti. Le nuove convocazioni potrebbero servire proprio a verificare circostanze emerse durante le precedenti testimonianze e a confrontare versioni e informazioni raccolte dagli investigatori.
Al momento, tuttavia, non sono emersi elementi pubblici che consentano di attribuire alle due donne convocate responsabilità nella morte di Antonella Di Ielsi e della figlia. La loro posizione, secondo quanto trapelato, è quella di persone informate dei fatti e l’audizione serve agli investigatori per acquisire ulteriori informazioni.
Il giallo di Pietracatella resta dunque al centro di una complessa attività investigativa. La Squadra Mobile continua a raccogliere testimonianze e a verificare ogni possibile elemento utile alla ricostruzione dei fatti, mentre il riserbo degli inquirenti resta massimo sul contenuto degli interrogatori e sui prossimi sviluppi dell’inchiesta.


