
Ci sono decisioni che arrivano dopo anni trascorsi lontano dai riflettori della politica attiva. Percorsi professionali costruiti dentro le istituzioni, responsabilità ricoperte in momenti delicati e una lunga esperienza al servizio dello Stato possono lasciare spazio, a un certo punto, alla scelta di tornare direttamente sulla scena pubblica.
È da questa prospettiva che prende forma un nuovo percorso politico. Non un ingresso solitario né la ricerca dichiarata di un incarico, ma la decisione di affiancare un progetto già avviato e contribuire alla costruzione di una proposta rivolta al centrosinistra. Una scelta accompagnata dalla volontà di mettere a disposizione un’esperienza maturata per decenni nelle istituzioni.
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La scelta di Franco Gabrielli
Il protagonista è Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, che ha annunciato la decisione di candidarsi con Ernesto Maria Ruffini, nell’ambito del progetto politico Più Uno. Gabrielli ne ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera, spiegando le ragioni che lo hanno portato a scegliere un impegno politico diretto.
«Ho deciso – afferma in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ -. Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico. Ma non è questo che mi interessa. Credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di Paese».
La decisione, dunque, viene presentata come una scelta di partecipazione e non come la ricerca di una posizione istituzionale. Gabrielli precisa infatti di voler entrare in un percorso già esistente, quello promosso da Ruffini.
«Non mi avventurerò in solitaria ma accompagnerò un progetto già in cammino: quello di Ernesto Maria Ruffini», aggiunge, chiarendo inoltre di non chiedere «ruoli o garanzie».

Un percorso lungo 38 anni
Prima di arrivare alla nuova esperienza politica, Gabrielli ha trascorso 38 anni nelle istituzioni. Il suo percorso ha attraversato la Polizia, la protezione civile, l’intelligence e la gestione delle emergenze.
L’ex capo della Polizia ricorda anche un’esperienza politica giovanile nel Movimento giovanile della Democrazia cristiana, dove militò tra i 14 e i 24 anni.
È nel rapporto tra questa lunga esperienza istituzionale e il nuovo impegno politico che Gabrielli individua il filo conduttore della sua scelta. «Torno alla politica con la stessa idea di servizio che ha accompagnato tutta la mia vita pubblica», dichiara.
Il ritorno alla politica viene quindi descritto come la prosecuzione di un’idea di servizio maturata negli anni trascorsi nelle istituzioni, questa volta attraverso la partecipazione a un progetto politico.

Più Uno e la collocazione nel centrosinistra
Un passaggio centrale dell’intervista riguarda la collocazione di Più Uno. Gabrielli indica con chiarezza il centrosinistra come area politica di riferimento, escludendo invece l’idea di una posizione costruita sull’equidistanza tra gli schieramenti.
«Non cerchiamo un’equidistanza tra destra e sinistra. Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza. La nostra collocazione è nel centrosinistra, con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo», afferma.
L’obiettivo indicato è quindi quello di contribuire ad ampliare il perimetro del centrosinistra attraverso un progetto politico che non sia costruito soltanto sulla contrapposizione agli avversari.
«Non una somma di sigle unite contro qualcuno; un’alleanza costruita attorno a un’idea del Paese», conclude Gabrielli.
La nuova esperienza politica si inserisce così in un percorso già avviato da Ernesto Maria Ruffini, al quale Gabrielli ha scelto di affiancarsi mettendo a disposizione il proprio percorso professionale e la propria esperienza maturata in quasi quattro decenni di attività nelle istituzioni.


