
Da domani, martedì 6 ottobre, sarebbe dovuto entrare in vigore il nuovo sistema delle accise mobili sui carburanti. Il meccanismo, però, non partirà perché il decreto interministeriale necessario per renderlo operativo non è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
La conseguenza immediata riguarda il diesel. Il taglio temporaneo delle accise, che garantiva oggi uno sconto di circa 6,1 centesimi al litro, termina infatti proprio il 5 ottobre. Senza il nuovo intervento, da domani il beneficio verrà meno e il prezzo alla pompa potrebbe aumentare di circa 6 centesimi al litro.
Il decreto non è stato pubblicato
Il governo aveva previsto una transizione dal vecchio sistema di riduzione fissa delle accise al nuovo meccanismo legato all’andamento del prezzo del petrolio. Per attuare la misura era necessario un decreto interministeriale predisposto dai ministeri dell’Ambiente e dell’Economia.
L’atto, però, non compare nella Gazzetta ufficiale del 5 ottobre. Senza pubblicazione, il provvedimento non può produrre effetti dal giorno successivo. Per questo le accise mobili non scatteranno il 6 ottobre e, se il decreto dovesse essere pubblicato nella giornata di domani, il nuovo sistema potrebbe partire dal 7 ottobre.
Nel frattempo, dunque, il vecchio taglio delle accise sul gasolio viene meno senza essere immediatamente sostituito. Per gli automobilisti questo significa un possibile rincaro di circa 6 centesimi al litro sul diesel. La benzina, invece, non subirà questo specifico effetto perché non era interessata dalla precedente riduzione.
Come funzionano le accise mobili
Il nuovo meccanismo si basa sull’idea di utilizzare una parte dell’extr gettito IVA generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Quando il costo del petrolio sale, infatti, aumenta anche il prezzo alla pompa e, a parità di consumi, cresce l’IVA incassata dallo Stato.
Una parte di queste maggiori entrate può essere destinata alla riduzione delle accise. In questo modo lo sconto non sarebbe più fisso, ma potrebbe cambiare in relazione all’andamento dei prezzi del petrolio e delle entrate fiscali.
Il sistema delle accise mobili, introdotto con la legge finanziaria del 2007 e operativo dal 2008, è quindi pensato per rendere variabile l’intervento fiscale sui carburanti. Lo sconto potrebbe essere superiore o inferiore rispetto ai circa 6 centesimi garantiti finora.
Il Governo deve ancora definire l’intervento
Nelle prossime settimane l’Agenzia delle Entrate dovrebbe fornire i dati relativi all’IVA aggiuntiva incassata a settembre, quando i prezzi del petrolio e dei carburanti sono aumentati. Questi numeri serviranno a determinare le risorse disponibili per un eventuale intervento sulle accise.
Non è ancora chiaro se il ritardo nella pubblicazione del decreto sia legato alla necessità di attendere questi dati oppure se il governo stia valutando l’impatto delle iniziative adottate autonomamente da alcune compagnie petrolifere.
Tra queste c’è Eni, che ha fissato temporaneamente un limite di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel nelle proprie stazioni. Misure analoghe sono state adottate anche da Ip, Q8 e Tamoil, con l’obiettivo di contenere i prezzi alla pompa.


