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L’Ue si prepara allo scenario di attacco russo: “Farà vittime in Europa”

Pubblicato: 07/10/2026 15:31

L’Unione europea sta lavorando a una risposta comune nell’eventualità di un attacco attribuito alla Russia sul territorio europeo capace di provocare «diverse vittime». Secondo quanto riferito da Politico, gli ambasciatori dei 27 hanno discusso a porte chiuse a Bruxelles di uno scenario che alcuni diplomatici e funzionari considerano sempre più concreto, valutando gli strumenti da attivare nel caso di un episodio di particolare gravità.

L’attenzione non riguarda soltanto le forme di guerra ibrida già osservate negli ultimi anni, come cyberattacchi, sabotaggi e operazioni di interferenza. A preoccupare è la possibilità che azioni di questo tipo possano provocare morti e trasformarsi in una crisi di sicurezza di dimensioni maggiori.

A far aumentare il livello di allerta ha contribuito soprattutto il tentato attacco con un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia, avvenuto ad agosto e attribuito dalle autorità tedesche alla Russia. Mosca ha ripetutamente respinto le accuse occidentali sulle proprie attività ostili e ha negato di avere intenzione di attaccare Paesi della Nato.

La riunione riservata degli ambasciatori Ue

Secondo Politico, nella riunione a Bruxelles gli ambasciatori dei 27 Stati membri hanno affrontato concretamente il problema di come l’Unione dovrebbe reagire se un’operazione ibrida dovesse provocare numerose vittime.

Tra le opzioni esaminate figurerebbero un sistema di comunicazioni d’emergenza tra governi e istituzioni europee, forme di assistenza finanziaria immediata allo Stato colpito e l’attivazione di squadre di risposta rapida. L’obiettivo sarebbe quello di evitare reazioni frammentate e consentire ai Paesi europei di coordinarsi fin dalle prime ore successive a un eventuale attacco.

Sul tavolo resta però anche il rapporto con la Nato. Non tutti i governi sarebbero convinti dell’opportunità di creare nuovi strumenti a livello comunitario, proprio per il rischio di sovrapporre le competenze dell’Unione a quelle dell’Alleanza Atlantica.

La Russia, da parte sua, sostiene di non rappresentare una minaccia offensiva per i Paesi europei. Nei giorni scorsi Vladimir Putin ha ribadito che Mosca non avrebbe intenzione di attaccare altri Stati, avvertendo però che la Russia reagirebbe in caso di aggressione.

«Dobbiamo essere pronti per qualcosa di grave»

Le discussioni europee si inseriscono in un clima di crescente preoccupazione. «Dobbiamo essere pronti per qualcosa di grave», ha dichiarato a Politico un diplomatico europeo, facendo riferimento proprio all’episodio di Lipsia e al rischio che azioni analoghe possano provocare vittime.

L’idea di dotare l’Europa di procedure comuni per affrontare emergenze di questa natura era stata indicata anche dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che nel suo discorso sullo Stato dell’Unione aveva sollecitato la costruzione di un protocollo di sicurezza d’emergenza.

Il tema centrale è stabilire fino a che punto un’operazione ostile possa essere affrontata con gli strumenti utilizzati finora contro le minacce ibride e quando, invece, la sua gravità richieda una risposta politica e di sicurezza di livello superiore.

L’allarme dei servizi tedeschi: «Rischio di un conflitto violento»

Il confronto a Bruxelles arriva mentre dalla Germania sono giunti avvertimenti particolarmente netti. Lunedì il presidente del servizio di intelligence estero tedesco BND, Martin Jaeger, ha dichiarato davanti alla commissione parlamentare di controllo che il confronto con Mosca ha assunto «una nuova, più pericolosa dimensione».

«La Germania rischia di finire in un conflitto violento con la Russia», ha affermato Jaeger, citando proprio il tentato attacco di Lipsia. Secondo il capo dell’intelligence, Mosca starebbe conducendo una «guerra nell’ombra» che non rientra più facilmente nelle tradizionali categorie militari o giuridiche.

Lo stesso Jaeger ha però precisato che i servizi tedeschi non dispongono al momento di indicazioni su un piano russo per un attacco militare su larga scala contro un Paese Nato. Ha invece indicato come possibile il rischio di attività militari russe di minore intensità, in particolare nell’area baltica.

L’Europa studia una risposta comune

È in questo contesto che Bruxelles cerca di costruire meccanismi capaci di entrare in funzione rapidamente nel caso in cui una minaccia ibrida dovesse trasformarsi in un’emergenza con vittime.

Il commissario europeo alla Giustizia Michael McGrath ha sottolineato che le democrazie europee stanno affrontando un numero crescente di minacce e che l’Ue punta a rafforzare non soltanto la propria capacità di prevenirle, ma anche quella di reagire in maniera rapida e collettiva.

Le discussioni restano per ora concentrate sulla preparazione a uno scenario ipotetico. Ma il passaggio affrontato dagli ambasciatori segna un cambiamento significativo: accanto alla prevenzione di cyberattacchi, sabotaggi e interferenze, l’Europa sta valutando anche come comportarsi se una di queste operazioni dovesse trasformarsi in un attacco con numerose vittime.

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