
«Ho fatto cadere quel signore togliendogli la mano dal manubrio, ma era uno scherzo». È quanto avrebbe raccontato ai carabinieri uno dei due minorenni coinvolti nell’aggressione all’attore Davide Iacopini, avvenuta la sera del 5 ottobre in via Anton Giulio Barrili, nel quartiere Monteverde a Roma. Il ragazzo, ascoltato dagli investigatori e dai magistrati, avrebbe ammesso di aver provocato la caduta dell’uomo mentre viaggiava su un monopattino, sostenendo però di non avergli sferrato alcun calcio. «Sicuramente abbiamo fatto qualcosa, ma erano scherzi», avrebbe dichiarato, secondo quanto anticipato dal Tg1. Una versione che gli inquirenti dovranno confrontare con gli altri elementi raccolti. Intanto, Iacopini resta ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo, con un grave trauma cranico e prognosi riservata.
«Gli ho tolto la mano dal manubrio»: cosa ha raccontato il minorenne
Il giovane ha ricostruito davanti ai carabinieri e ai magistrati quanto sarebbe accaduto durante la serata del 5 ottobre, quando lui e un amico si trovavano a bordo di una minicar nera.
Secondo il suo racconto, i due avrebbero affiancato un uomo che stava percorrendo una strada del quartiere Monteverde in monopattino.
A quel punto, il ragazzo avrebbe compiuto un gesto che ha provocato la caduta dell’attore.
«Il 5 ottobre ero sempre in macchina con… e ci siamo affiancati a un signore in monopattino: io gli ho tolto la mano dal manubrio, e lì il signore deve essere caduto», avrebbe dichiarato.
Il minorenne avrebbe quindi riconosciuto il proprio coinvolgimento nell’episodio, ma avrebbe cercato di descrivere quanto accaduto come uno scherzo.
«Sicuramente abbiamo fatto qualcosa, ma erano scherzi», avrebbe aggiunto.
Parole che assumono particolare rilievo alla luce delle conseguenze dell’aggressione: Iacopini è stato ricoverato in condizioni gravissime e ha dovuto affrontare due interventi neurochirurgici.
Il mistero della scarpa persa: «Non gli ho dato un calcio»
Uno degli aspetti più discussi della ricostruzione riguarda il presunto calcio sferrato all’attore.
Secondo la prima ricostruzione investigativa, infatti, uno dei due giovani avrebbe colpito Iacopini mentre la minicar era in movimento, facendogli perdere l’equilibrio.
Il minorenne ascoltato dagli investigatori avrebbe però fornito una versione differente.
Alla domanda sul perché avesse perso una scarpa durante l’episodio, avrebbe negato di aver colpito l’attore con un calcio.
«La scarpa l’ho persa non perché gli ho dato un calcio, e poi sono comunque tornato a prenderla», avrebbe spiegato.
Il ragazzo avrebbe sostenuto di aver aperto lo sportello della minicar per verificare se l’uomo fosse caduto.
«Aprivo lo sportello per controllare se il signore era caduto, lì ho perso la scarpa», avrebbe aggiunto.
La sua versione, dunque, distingue il gesto che avrebbe provocato la caduta da un’aggressione compiuta con un calcio.
Sarà compito degli investigatori verificare la compatibilità di queste dichiarazioni con gli altri elementi acquisiti, comprese le immagini delle telecamere e gli eventuali riscontri materiali.
«Non sapevo chi fosse, ho letto il suo nome sul giornale»
Il giovane avrebbe inoltre dichiarato di non conoscere l’identità dell’uomo che aveva fatto cadere dal monopattino.
Soltanto successivamente, attraverso le notizie diffuse dai mezzi di informazione, avrebbe scoperto che si trattava dell’attore Davide Iacopini.
«Ho letto sul giornale che si chiamava Iacopini Davide», avrebbe riferito durante l’audizione.
Secondo questa ricostruzione, quindi, i due ragazzi non avrebbero scelto la vittima perché conoscevano la sua identità.
Le dichiarazioni del minorenne si inseriscono nell’ipotesi investigativa secondo cui i giovani avrebbero compiuto diverse azioni contro persone incontrate casualmente per strada.
Gli episodi, stando a quanto emerso, sarebbero stati considerati dai ragazzi una forma di divertimento.
La notte precedente a Testaccio: «Ho urlato a un ciclista per spaventarlo»
Nel corso del racconto, il minorenne avrebbe parlato anche di quanto accaduto la sera precedente all’aggressione di Iacopini.
Il 4 ottobre, secondo le sue dichiarazioni, si trovava a bordo della stessa minicar, guidata dall’amico.
«Abbiamo iniziato a girare alle 21 e 30 circa, fino all’una di sera», avrebbe spiegato.
Durante quella notte, i due avrebbero incontrato un uomo in bicicletta nella zona di Ponte Testaccio.
Il ragazzo avrebbe raccontato di avergli urlato contro per spaventarlo.
«Ho urlato a un signore in bicicletta per spaventarlo e lui ci ha rincorso, ma non è caduto, era forse l’una e dieci», avrebbe dichiarato.
In quella circostanza avrebbe perso un berretto, successivamente acquisito dagli investigatori.
«Ho perso un berretto a Ponte Testaccio, è quello che lei ha sul tavolo in questo momento», avrebbe precisato durante l’audizione.
Il particolare potrebbe contribuire a ricostruire gli spostamenti dei due giovani e a verificare il loro coinvolgimento negli altri episodi finiti sotto esame.
La minicar nera trovata a Testaccio dopo giorni di ricerche
Un elemento importante delle indagini è stato il ritrovamento della minicar nera sulla quale viaggiavano i due minorenni.
Il veicolo è stato individuato dai carabinieri parcheggiato in una strada del quartiere Testaccio, dopo giorni di ricerche.
Gli investigatori stavano cercando di ricostruire gli spostamenti dell’automobile e di identificare le persone che si trovavano a bordo la sera del 5 ottobre.
L’attività investigativa si è concentrata sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza e sulle caratteristiche della vettura.
La minicar è stata quindi rintracciata, permettendo ai militari di risalire ai due ragazzi.
Secondo quanto emerso, i minorenni sarebbero collegati a diversi episodi di aggressione e intimidazione avvenuti tra Monteverde e Testaccio.
L’aggressione a Iacopini è quella che ha avuto le conseguenze più gravi.
Davide Iacopini ancora in terapia intensiva: due interventi al cervello
Mentre proseguono gli accertamenti, restano serie le condizioni di salute dell’attore.
Davide Iacopini è ricoverato dal 5 ottobre all’ospedale San Camillo di Roma, dove è arrivato dopo la violenta caduta dal monopattino.
L’impatto gli ha provocato un esteso trauma cranico, rendendo necessario un primo intervento neurochirurgico.
Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre, i medici hanno dovuto sottoporlo a una seconda operazione.
Secondo quanto comunicato dall’ospedale, l’intervento è perfettamente riuscito e, al termine della procedura, il paziente presentava una buona stabilità complessiva dei parametri vitali, compatibilmente con la gravità delle lesioni.
Nei giorni successivi i sanitari hanno iniziato a ridurre gradualmente la sedazione, con l’obiettivo di valutare le risposte neurologiche e il possibile progressivo risveglio.
La prognosi, tuttavia, resta riservata.
Non è ancora possibile stabilire quali conseguenze abbia provocato il trauma cranico né formulare previsioni sui tempi di recupero.
Le accuse ai due minorenni e il significato dello «scherzo»
I due ragazzi, di 16 e 17 anni, sono stati identificati e denunciati nell’ambito delle indagini sull’aggressione.
Per quanto accaduto all’attore, gli investigatori hanno preso in considerazione l’ipotesi di tentato omicidio, alla luce della gravità del gesto e delle conseguenze riportate dalla vittima.
Le dichiarazioni attribuite al minorenne saranno ora valutate insieme agli altri elementi raccolti.
Il ragazzo avrebbe ammesso di aver interferito con la guida del monopattino, ma avrebbe negato di aver sferrato un calcio e sostenuto di non aver voluto provocare conseguenze tanto gravi.
La definizione di «scherzo» utilizzata dal giovane rappresenta quindi la sua versione dei fatti e non determina, da sola, la qualificazione giuridica della condotta.
Spetterà alla magistratura minorile accertare la dinamica dell’aggressione, le responsabilità individuali e l’eventuale rilevanza delle intenzioni dichiarate dai ragazzi.
Resta il contrasto tra le parole pronunciate durante l’audizione e le conseguenze subite dalla vittima: un gesto descritto come un divertimento che ha provocato la caduta di un uomo, due operazioni neurochirurgiche e un ricovero in terapia intensiva dal quale Davide Iacopini non è ancora uscito.


