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Meloni in Senato, la diretta: “Accordo Trump- Putin sul gas russo molto rischioso, legittima Mosca”

Pubblicato: 14/10/2026 10:50

Nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo, la premier Giorgia Meloni ha dettato la linea dell’esecutivo, chiedendo un’Unione Europea compatta su energia, competitività e sostegno all’Ucraina, definendo al contempo «rischiosa» la recente intesa di Donald Trump sul gasolio russo. Dopo la consegna del testo alla Camera, incoraggiata dalle lodi del presidente del Senato Ignazio La Russa, la premier ha rivendicato il ripristino temporaneo dei controlli Schengen con la Spagna dopo i fatti di Ceuta e ha fissato paletti sul bilancio Ue: nessuna firma senza la tutela delle risorse per agricoltura, pesca e coesione, oltre alla richiesta di rimborsi più graduali per il Pnrr.

10:17 – Deposto alla Camera il testo delle comunicazioni sul Consiglio europeo Completata la prima fase dell’intervento a Palazzo Madama, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata a Montecitorio per consegnare ufficialmente agli atti della Camera dei Deputati il testo integrale delle comunicazioni rese in vista del vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea previsto per il 15 e 16 ottobre.

10:10 – Ignazio La Russa loda la premier: “Discorso molto chiaro e deciso, bene gli applausi dell’opposizione”Lasciando l’Aula del Senato al fianco del Capo del Governo, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa: «Il discorso della premier mi è piaciuto molto. Molto chiaro e non dico coraggioso perché è sempre stata coraggiosa, ma dico molto deciso per non lasciare nessun equivoco interpretativo. E mi ha fatto piacere vedere componenti delle opposizioni applaudire alcuni passaggi come quelli sull’Ucraina».

I dossier europei: controlli alle frontiere con la Spagna e paletti sul Bilancio Ue

10:07 – Il mandato verso Bruxelles: “Un’Europa che protegga gli italiani senza ostacolarli” In conclusione del suo intervento programmatico a Palazzo Madama, la premier ha ribadito la linea politica che guiderà le posizioni della delegazione italiana ai tavoli comunitari: «Andrò con orgoglio e determinazione a Bruxelles, agli italiani dobbiamo un’Europa che li protegga invece di ostacolarli».

10:05 – La replica sui controlli a Schengen dopo Ceuta: “Parità di diritti tra Stati, stop alle polemiche” Affrontando il tema della sicurezza e della gestione dei flussi migratori a seguito degli eventi di Ceuta, la premier ha difeso il ripristino temporaneo delle verifiche al confine: «L’Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna, sulla base di una valutazione di sicurezza. Considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente più attenti a difendere il governo spagnolo che la sicurezza e i confini italiani». Meloni ha ricordato come la Francia mantenga i controlli al confine italiano da oltre dieci anni: «Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quando riguarda l’Italia».

10:04 – Proposte sul debito Pnrr e no a nuove tasse europee Relativamente alle risorse proprie e alle coperture comunitarie, il Presidente del Consiglio ha chiarito le riserve dell’esecutivo italiano: «Sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali, senza nuove tasse». La premier ha aperto alla necessità di ridefinire i calendari finanziari: «Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso più graduale del debito del Next Generation EU, perché i rimborsi non comprimano le altre politiche Ue».

10:03 – Trattative sul Quadro Finanziario: “Firmeremo solo se vantaggioso per l’Italia” Sul tema del Bilancio pluriassociazionale dell’Unione Europea, Giorgia Meloni ha posto condizioni stringenti sulle scadenze negoziali stabilite dalla presidenza di turno irlandese: «Non siamo contrari per principio, ma non firmeremo un accordo non vantaggioso solo per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l’Italia». Il messaggio vincola la posizione italiana alla difesa delle risorse strategiche nazionali: «L’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione».

09:51 – Opposizioni divise sulle mozioni: differente la linea di M5S e Pd sull’invio di armi a Kiev Fronte delle opposizioni spaccato al Senato. Le cinque forze di minoranza hanno presentato risoluzioni separate. Nel documento redatto dal M5S, l’asse si sposta prioritariamente sull’iniziativa diplomatica, definendo l’invio costante di armamenti un elemento che «contribuisce ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace». Di contro, la mozione depositata dal Pd impegna l’esecutivo a «garantire sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie», incluso il formale «sostegno militare».

09:44 – Meloni sul formato E3: “L’Europa non vada in ordine sparso, basta regali a Mosca” Passando alla diplomazia continentale, la premier ha lanciato un avviso ai partner europei: «Mi interessa che l’Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Un’Europa che si divide sui formati offre un’immagine di sé infantile, ed è l’unico vero regalo che possiamo fare a Mosca». Riferendosi alle iniziative autonome di Francia, Germania e Gran Bretagna nel formato E3, il Presidente del Consiglio ha aggiunto: «Se ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti».

Spese per la difesa, affondo contro le critiche ed encomi in Aula

09:41 – Difesa e sanità, la premier respinge le accuse: “Non siamo un governo di guerrafondai” Sui fondi destinati alla sicurezza nazionale, il Capo del Governo ha tenuto a precisare la natura delle coperture di bilancio: «Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive per le spese per la difesa, ma non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola. Se non li spendessimo per la difesa non potremmo spenderli in altro. Chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte al welfare da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo».

09:36 – Il Pd si spacca sugli applausi alla premier: quattro senatori dem rompono le righe L’intervento sul sostegno militare a Kiev ha provocato una spaccatura plastica nell’emiciclo dem. I senatori del Pd Filippo Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa e Pierferdinando Casini si sono distinti dal resto del proprio gruppo parlamentare applaudendo apertamente i passaggi del discorso nei quali la premier ha ribadito la necessità di supportare la resistenza ucraina.

09:34 – Standing ovation della maggioranza sulle parole contro il regime sovietico I banchi della maggioranza si sono alzati in piedi tributando un lungo applauso nell’Aula di Palazzo Madama quando Giorgia Meloni ha dichiarato di non nutrire alcun rimpianto per l’intervento dei carri armati sovietici a Praga, confermando l’appoggio incondizionato alla causa ucraina.

Il no al Muro di Berlino e le critiche all’accordo Trump-Mosca

09:31 – Meloni evoca la storia: “Non rimpiango i carri armati russi a Praga né il Muro di Berlino” Difendendo il diritto di difesa del popolo aggredito, la premier ha rimarcato: «Se l’Ucraina smettesse domani di difendersi non avremmo la pace, ma l’occupazione di una nazione europea e il ritorno dell’imperialismo di stampo sovietico. Personalmente non rimpiango quei tempi, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, non rimpiango il Muro di Berlino».

09:30 – Stoccata sull’intesa USA sul gasolio: “La scelta di Trump è rischiosa e legittima Mosca” La presidente del Consiglio ha espresso forte perplessità per gli scenari internazionali, muovendo una critica diretta alla linea della Casa Bianca: «L’intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa. L’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Il risultato è dubbio e comporta la legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine».

La situazione economica, il nodo energia e l’avvio della seduta

09:19 – L’appello alle imprese e ai mercati: “L’Ue eviti di imporre a se stessa costi eccessivi” In merito al tessuto produttivo e alle regole comunitarie, il premier ha avvertito che «servono regole che non aggravino le crisi. Le nostre imprese affrontano una concorrenza globale sempre più aggressiva e ogni costo in più che l’Europa impone a se stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti».

09:17 – Emergenza energia: “Serve una risposta rapida e coordinata di tutta l’Unione” «La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia e sulla competitività delle imprese è il costo dell’energia», ha evidenziato Meloni nell’Aula del Senato, spiegando che nessun Paese membro può affrontare la bolletta energetica da solo e sollecitando una contromisura coordinata a livello europeo.

09:13 – Al via le comunicazioni di Meloni a Palazzo Madama La presidente del Consiglio ha preso la parola nell’Aula del Senato per illustrare le posizioni dell’Italia in vista del vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea. Al termine dell’intervento, la premier depositerà il testo alla Camera dei Deputati prima di fare rientro a Palazzo Madama per la discussione generale e la replica.

09:07 – Il Presidente del Consiglio arriva al Senato e incontra La Russa Giorgia Meloni è giunta presso il Senato della Repubblica, accolta dal Presidente di Palazzo Madama Ignazio La Russa. Al centro dei lavori del vertice europeo figurano la competitività, il dossier migratorio, il sostegno all’Ucraina e la sicurezza comune.





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