
Affrontare una malattia significa fare i conti non soltanto con le cure e con gli appuntamenti medici, ma anche con pensieri che riguardano il proprio passato, le persone care e il tempo che resta. È un percorso personale, nel quale le certezze possono lasciare spazio a domande difficili e la necessità di trovare serenità diventa parte della quotidianità. Anche chi ha trascorso una vita sotto i riflettori della politica può trovarsi a riflettere sulla propria fragilità, scegliendo di raccontare pubblicamente una condizione che spesso viene vissuta nel riserbo.
È in questa dimensione che si inserisce la testimonianza di Clemente Mastella, sindaco di Benevento, che ha parlato della propria malattia e del percorso intrapreso per affrontarla durante un’intervista televisiva. A 79 anni, l’ex ministro e storico protagonista della politica italiana ha scelto di condividere alcune riflessioni sulla cura, sulla fede e sul rapporto con la morte, senza nascondere le difficoltà emotive che accompagnano una fase così delicata della vita.
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Clemente Mastella racconta la malattia a È sempre Cartabianca
Ospite della trasmissione È sempre Cartabianca, Mastella ha spiegato di aver cominciato il proprio percorso terapeutico, individuando nella medicina e nella fede due punti di riferimento. «Ho iniziato il percorso di cura, mi muovo sul binomio fede e medicina», ha dichiarato il sindaco di Benevento.
La diagnosi di tumore, resa pubblica lo scorso luglio, ha segnato un passaggio importante nella sua vita personale. Durante l’intervista, Mastella è tornato anche sul momento in cui aveva comunicato la notizia in occasione di un evento pubblico, riconoscendo di aver lasciato emergere una parte particolarmente vulnerabile di sé.
«Mi sono lasciato un po’ andare», ha raccontato, ripensando a quella circostanza. Una confessione che si accompagna alla convinzione che parlare apertamente delle proprie difficoltà possa essere importante, anche quando si tratta di argomenti che suscitano timore o mettono a disagio.
A questo proposito, il sindaco ha richiamato anche la testimonianza di Papa Leone XIV, sottolineando come affrontare pubblicamente i problemi personali non debba essere necessariamente considerato un segno di debolezza. Al contrario, riconoscere le proprie difficoltà può diventare un modo per condividere esperienze che riguardano la condizione umana, indipendentemente dal ruolo pubblico o dalle convinzioni religiose di ciascuno.
Clemente Mastella e la sfida contro il tumore: "Ho intrapreso il percorso di cure, mi muovo in un binomio di fede e scienza" #ÈsempreCartabianca https://t.co/Koao5Zm0Ae
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) October 14, 2026
Il rapporto con la morte e la solitudine
Uno dei passaggi più personali dell’intervista ha riguardato il modo in cui Mastella guarda alla morte e alla riflessione sulla propria esistenza. Il sindaco ha descritto la solitudine che può accompagnare questi pensieri, spiegando quanto sia difficile confrontarsi con la propria storia e con le domande che emergono quando si riflette sul futuro.
«La morte è un viatico legato alla solitudine, ci si fa un esame di coscienza e questo riguarda anche i laici, non solo chi ha fede», ha affermato.
Nel suo racconto, il riferimento alla fede non esclude chi non crede, perché il confronto con la propria vita e con la prospettiva della fine riguarda ogni persona. È un momento in cui si ripercorrono le scelte compiute, le esperienze attraversate e le relazioni costruite nel tempo.
Mastella ha quindi aggiunto: «Questa solitudine mi lascia represso con me stesso, spero di avere tanta serenità in quel momento… Come diceva Andreotti, spero il più avanti possibile».
Le parole esprimono il desiderio di affrontare con serenità una prospettiva che inevitabilmente porta con sé interrogativi e timori. Il richiamo a Giulio Andreotti, figura centrale della storia politica italiana, introduce anche una nota di ironia, senza cancellare la profondità delle riflessioni sulla malattia e sul tempo.

Dalla politica nazionale al presente, il bilancio di una vita
Nel corso dell’intervista, il sindaco di Benevento ha ripercorso idealmente anche la propria carriera politica, ricordando il cammino compiuto dalle origini fino ai più alti incarichi istituzionali.
«Quando uno rivede la sua vita, si rivede il proprio percorso. Io sono riuscito a passare da un paesino di 600 abitanti a fare governi e, come dirà qualcuno, anche a far cadere governi», ha dichiarato.
Nella frase convivono il bilancio personale e il riferimento ironico a una carriera che lo ha visto ricoprire ruoli di primo piano e partecipare a numerose fasi della politica italiana. Mastella ha attraversato stagioni differenti della vita istituzionale, costruendo un percorso che lo ha portato dalla dimensione di una piccola comunità fino al governo nazionale.
Il riferimento alle crisi di governo richiama, con una battuta, una delle caratteristiche più note della sua lunga esperienza politica. Ma il senso più ampio delle sue parole riguarda il bisogno di guardare indietro e dare un significato alle esperienze vissute, soprattutto quando una malattia porta a interrogarsi sulle priorità personali.
Mastella e il Paradiso: «Forse andrò in Purgatorio per un po’»
La riflessione sulla fede ha riportato alla memoria anche una precedente dichiarazione di Mastella, secondo cui per i politici non ci sarebbe un accesso immediato al Paradiso dopo la morte. Una considerazione che il sindaco ha ripreso con il tono ironico che spesso accompagna le sue battute pubbliche.
«I politici devono sempre farsi perdonare qualcuno, a livello di disciplina, non voglio dire a livello di morale», ha spiegato.
Il ragionamento si collega all’idea che chi esercita il potere debba fare i conti con le responsabilità e con le conseguenze delle proprie decisioni. Mastella ha poi aggiunto: «Per un uomo che crede, i politici non possono andare direttamente in Paradiso. Come De Gasperi non c’è nessuno, forse andrò in Purgatorio per un po’…».
Il riferimento ad Alcide De Gasperi, uno dei protagonisti della ricostruzione democratica italiana, mantiene il carattere scherzoso della riflessione, ma richiama anche il tema della responsabilità morale di chi ricopre incarichi pubblici.
Nel racconto televisivo di Clemente Mastella, la malattia diventa così l’occasione per parlare di cura, fede, memoria e bilancio personale. Il sindaco ha dichiarato di aver avviato il percorso terapeutico, senza fornire nell’intervista ulteriori dettagli clinici. Al centro della sua testimonianza rimane la volontà di affrontare questa fase della vita facendo affidamento sulla medicina e sulla fede, insieme al desiderio di trovare serenità di fronte alle domande più difficili.


