
I segnali di ripresa si fanno sempre più concreti al decimo piano del Policlinico Gemelli di Roma, dove Papa Leone XIV prosegue con regolarità la propria degenza dopo il delicato intervento chirurgico di asportazione di una neopla sia al polmone destro sostenuto martedì scorso. I quadri clinici aggiornati evidenziano un decorso post-operatorio del tutto lineare, in attesa dell’appuntamento con la recita dell’Angelus domenicale.
A fare il punto sul quadro sanitario sono stati i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora, i quali hanno confermato il quadro positivo: «Il Santo Padre ha eseguito i controlli di routine che sono risultati nella norma. La radiografia del torace ha mostrato la buona ripresa del polmone operato. Ha svolto le attività quotidiane autonomamente. La seduta di fisioterapia ha comportato attività motorie complete». La direzione medica ha quindi rimarcato che «complessivamente il decorso post-operatorio procede regolarmente».
Il Pontefice ha già ripreso parte dei propri impegni istituzionali, alzandosi autonomamente al mattino e concelebrando la messa nella cappella del nosocomio. Nel corso del pomeriggio ha inoltre ricevuto in udienza privata il Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli, a conferma di una progressiva ripartenza dell’agenda di governo pastorale.
Le valutazioni del Cardinale Parolin e il nodo dei prossimi viaggi
L’attenzione resta ora puntata sulla modalità di svolgimento della preghiera mariana di domenica. Sull’eventualità che il Papa possa affacciarsi dal balcone dell’ospedale romano è intervenuto il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, a margine delle celebrazioni per i sessant’anni di relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Iraq: «Se sta bene lo farà dal Gemelli».
Il porporato ha ammesso di mantenere un velo di apprensione per le condizioni generali del Santo Padre, pur mostrando ottimismo per i costanti miglioramenti riscontrati nelle ultime ore: «La speranza è che il Papa possa riprendere il suo Pontificato», precisando tuttavia che «se necessario il Pontificato potrà essere rimodulato».
Resta aperto anche il tema relativo al complesso e impegnativo viaggio apostolico programmato in America Latina, al momento ufficialmente confermato nella sua struttura originaria. Sulla fattibilità dei trasferimenti ad alta quota si è espresso il dottor Saverio Cinieri, oncologo dell’Ospedale Antonio Perrino di Brindisi ed ex presidente Aiom: «Prima di 20-30 giorni è sconsigliabile un viaggio aereo. Poi c’è da considerare l’altitudine del Paese andino, che complica le cose. Ma la decisione spetta a Papa Leone».


