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Ucraina, Zelensky apre al congelamento della guerra: “Fermiamo il fronte, è il modo concreto per arrivare alla pace”

Pubblicato: 21/10/2026 15:36

Una possibile svolta nei negoziati per mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di essere disposto ad accettare un accordo che preveda il congelamento del conflitto lungo l’attuale linea del fronte, senza attendere un’immediata riconquista di tutti i territori occupati dalle forze russe. Una posizione espressa mercoledì 21 ottobre durante un’intervista all’emittente americana Fox News. «In questo momento dobbiamo congelare la situazione. Penso che questo sia un modo concreto per porre fine alla guerra», ha spiegato Zelensky, aprendo alla possibilità di fermare i combattimenti sulle posizioni attuali e avviare un percorso diplomatico.

Zelensky: «Congelare la linea del fronte per fermare la guerra»

Le parole del presidente ucraino sono arrivate durante la trasmissione Fox & Friends, quando il conduttore gli ha chiesto se Kiev sarebbe pronta ad accettare un accordo di pace basato sull’attuale situazione territoriale.

La domanda faceva riferimento a uno scenario nel quale l’Ucraina conserverebbe il controllo di almeno il 75% del proprio territorio, mentre le aree attualmente occupate dalla Russia rimarrebbero, almeno temporaneamente, al di fuori del controllo di Kiev.

Zelensky ha risposto positivamente, indicando nel congelamento delle ostilità una possibile strada per interrompere il conflitto.

«Dobbiamo congelare la situazione adesso», ha affermato, sostenendo che questa soluzione potrebbe rappresentare un punto di partenza concreto per arrivare alla fine della guerra.

La disponibilità espressa dal presidente ucraino non equivale però a un riconoscimento formale della sovranità russa sui territori occupati: riguarda la possibilità di fermare i combattimenti lungo le linee attuali, lasciando alle trattative la definizione degli accordi successivi.

Cosa significa congelare il conflitto in Ucraina

Un congelamento della linea del fronte comporterebbe, in concreto, l’interruzione delle operazioni militari sulle posizioni attualmente occupate dai due eserciti.

Le forze ucraine e russe rimarrebbero nelle rispettive aree di controllo, mentre verrebbero avviati negoziati per definire le condizioni di una soluzione diplomatica.

Si tratterebbe dunque di una distinzione importante tra cessate il fuoco e accordo di pace definitivo.

Fermare i combattimenti non significherebbe necessariamente risolvere tutte le questioni territoriali, politiche e di sicurezza che hanno alimentato il conflitto.

Per Kiev, uno degli aspetti fondamentali sarebbe ottenere garanzie sufficienti a impedire una nuova offensiva russa dopo l’eventuale tregua.

Le garanzie di sicurezza richieste agli Stati Uniti e all’Europa

Nel corso dell’intervista, Zelensky ha spiegato che il cessate il fuoco dovrebbe rappresentare il primo passo di un percorso più ampio.

Successivamente, l’Ucraina intende lavorare con gli Stati Uniti e i partner europei per ottenere garanzie di sicurezza.

Secondo il presidente ucraino, la priorità non è soltanto interrompere le ostilità, ma arrivare a una pace sostenuta da impegni concreti sul piano della sicurezza.

Zelensky ha inoltre espresso sostegno all’ipotesi di colloqui diretti tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, auspicando il coinvolgimento anche dei Paesi europei.

I negoziati con la Russia e il ruolo di Trump

Le dichiarazioni arrivano mentre si intensificano i contatti diplomatici per individuare una possibile soluzione alla guerra.

L’inviato americano Steve Witkoff ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin a San Pietroburgo, dopo aver partecipato il giorno precedente a colloqui a Oslo con Zelensky e rappresentanti europei.

Al centro delle discussioni ci sono le condizioni di un eventuale cessate il fuoco, le garanzie di sicurezza per Kiev e le prospettive di una trattativa tra i leader dei tre Paesi.

Zelensky ha manifestato la propria disponibilità a un negoziato trilaterale con Donald Trump e Vladimir Putin, indicando la diplomazia come lo strumento necessario per trasformare un’eventuale tregua in un accordo duraturo.

I colloqui, tuttavia, non hanno ancora prodotto un’intesa definitiva.

La guerra può davvero finire con il congelamento del fronte?

La proposta delineata da Zelensky rappresenta un’apertura significativa sul piano negoziale, ma lascia irrisolti diversi nodi.

Il primo riguarda la disponibilità della Russia ad accettare una tregua sulle posizioni attuali. Il secondo è la definizione di garanzie di sicurezza considerate credibili da Kiev. Il terzo riguarda il futuro dei territori ucraini sotto occupazione russa.

Il congelamento del fronte, quindi, non significherebbe automaticamente la fine definitiva della guerra, ma potrebbe creare le condizioni per interrompere le ostilità e affrontare le questioni ancora aperte attraverso il negoziato.

È proprio questa la prospettiva indicata dal presidente ucraino nell’intervista del 21 ottobre: fermare i combattimenti come primo passo verso una soluzione diplomatica, senza che ciò comporti necessariamente un accordo immediato su tutte le rivendicazioni territoriali.

«Penso che questo sia un modo concreto per porre fine a questa guerra», ha ribadito Zelensky. Ora la questione centrale sarà capire se questa disponibilità potrà tradursi in un’intesa con Mosca, con la mediazione degli Stati Uniti e il coinvolgimento degli alleati europei.

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