
Per circa vent’anni sarebbe stata privata della libertà, costretta a vivere in completo isolamento e sottoposta a continue vessazioni fisiche e psicologiche. A tenerla prigioniera sarebbero stati il fratello e la cognata, interessati a impossessarsi della sua pensione. Una vicenda drammatica emersa a Casalciprano, in provincia di Campobasso, che si è conclusa sul piano giudiziario con una condanna a cinque anni di reclusione per entrambi i coniugi. I carabinieri della Compagnia di Bojano hanno eseguito l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura competente, accompagnando la coppia in carcere.
Segregata per vent’anni: le violenze del fratello e della cognata
La vicenda si è consumata a Casalciprano, piccolo comune del Molise, dove una donna è stata vittima di una lunga serie di maltrattamenti da parte di due familiari.
Secondo quanto ricostruito nel procedimento giudiziario, il fratello e la cognata l’avrebbero privata della libertà per circa due decenni, imponendole una condizione di isolamento pressoché totale.
La donna sarebbe stata sottoposta a vessazioni fisiche e psicologiche, in una situazione di controllo che le impediva di condurre una vita autonoma.
Un periodo lunghissimo, durante il quale la vittima è stata privata della possibilità di decidere liberamente della propria esistenza.
Il motivo della segregazione: impossessarsi della pensione
Dietro i maltrattamenti e il sequestro di persona, secondo quanto emerso nel procedimento, ci sarebbe stato un preciso interesse economico.
I due coniugi avrebbero organizzato e mantenuto la condizione di isolamento della donna per gestire e incassare illecitamente la pensione di cui era titolare.
Il denaro rappresentava dunque il movente delle condotte contestate alla coppia.
La vittima sarebbe stata sottoposta a un controllo prolungato, accompagnato da violenze e pressioni psicologiche, mentre i familiari si appropriavano delle risorse economiche a lei destinate.
Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sull’importo della pensione o sulle somme complessivamente incassate nel corso degli anni.
Condannati a cinque anni: i carabinieri eseguono l’ordine di carcerazione
La vicenda è arrivata a una conclusione giudiziaria con la condanna a cinque anni di reclusione per entrambi i coniugi, riconosciuti responsabili dei reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.
I carabinieri della Compagnia di Bojano hanno quindi eseguito l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura competente.
Con l’esecuzione del provvedimento, la coppia è stata condotta in carcere per scontare la pena.
L’intervento dei militari non riguarda dunque un nuovo arresto in fase investigativa, ma l’esecuzione di una condanna divenuta definitiva.
Una vicenda di violenza familiare durata due decenni
Il caso di Casalciprano colpisce soprattutto per la durata delle violenze e per il rapporto di parentela tra la vittima e i responsabili.
Per circa vent’anni, infatti, la donna è stata privata della libertà proprio da persone appartenenti al suo nucleo familiare, che avrebbero dovuto rappresentare una rete di sostegno.
La condanna per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia mette fine al percorso giudiziario nei confronti dei due coniugi, facendo emergere una storia di isolamento, sopraffazione e sfruttamento economico protrattasi per gran parte della vita della vittima.
Non sono state diffuse informazioni sulle attuali condizioni della donna né sulle circostanze che avevano inizialmente consentito di scoprire la sua situazione.


