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“Lì davanti al muro, guardate che fanno”. Salvini e Sardone beccati così, piovono commenti

Pubblicato: 23/10/2026 17:04

Matteo Salvini e Silvia Sardone al centro della polemica a Milano dopo l’iniziativa con cui hanno cancellato alcune scritte contro le forze dell’ordine dai muri vicino a un istituto scolastico. Le immagini, diffuse sui social, hanno riacceso il confronto sulla sicurezza a Milano, ma hanno anche provocato numerose reazioni critiche.

Il leader della Lega e la vicesegretaria uscente del partito hanno scelto un gesto simbolico, arrivato dopo gli scontri e i disordini che hanno interessato il capoluogo lombardo. Per i due esponenti leghisti, l’episodio rappresenta un segnale di rispetto verso agenti e cittadini; per molti utenti, invece, si è trattato di un’iniziativa studiata per ottenere visibilità.

Sicurezza a Milano, il tema al centro dell’iniziativa

La sicurezza e l’ordine pubblico sono da tempo temi centrali nella comunicazione e nell’azione politica di Matteo Salvini. Il vicepremier interviene spesso sul contrasto alla criminalità, sul degrado urbano e sulla necessità di sostenere le forze dell’ordine, criticando le amministrazioni locali ritenute troppo permissive.

Negli ultimi giorni il dibattito si è ulteriormente acceso dopo episodi di violenza che hanno alimentato la preoccupazione di residenti e commercianti. In questo contesto si inserisce l’iniziativa organizzata da Salvini e Sardone, accompagnata da parole dure nei confronti della gestione della città.

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Matteo Salvini e Silvia Sardone cancellano le scritte

I due esponenti della Lega sono stati fotografati mentre rimuovevano alcune scritte contro le forze dell’ordine comparse sui muri di Milano, nelle vicinanze di una scuola. La fotografia dell’intervento è stata diffusa dalla stessa Silvia Sardone, candidata sindaco della Lega a Milano e vicesegretaria uscente del partito.

Secondo quanto riferito dalla rappresentante del Carroccio, la scelta di intervenire nasce dalla volontà di non lasciare spazio a messaggi ostili nei confronti di uomini e donne in divisa. Un’azione di forte valore politico e comunicativo, arrivata in una fase delicata per il dibattito cittadino sulla sicurezza.

“I sinistri imbrattano, la Lega pulisce. Abbiamo deciso di venire a cancellare delle scritte ignobili contro le forze dell’ordine fuori da un istituto scolastico milanese. In un momento difficile per Milano crediamo sia importante anche un piccolo gesto di civiltà per non far passare un messaggio d’odio verso uomini e donne in divisa. Un segnale di rispetto che si accompagna alle nuove norme volute dal governo, alle pene più severe contro i devastatori e ai soldati in arrivo in città”.

Con queste parole, affidate a una nota, Sardone ha rivendicato il significato dell’iniziativa e ribadito il sostegno della Lega agli agenti impegnati sul territorio. Nel suo intervento ha richiamato anche le nuove norme volute dal governo, le pene più severe contro i devastatori e l’arrivo dei soldati in città.

Le critiche di Sardone al sindaco Giuseppe Sala

La rappresentante leghista ha poi rivolto un attacco diretto al sindaco Giuseppe Sala, accusandolo di non essere stato abbastanza presente dopo i disordini. Sardone ha contestato, in particolare, l’assenza del primo cittadino nei luoghi e accanto alle categorie coinvolte dagli episodi di violenza.

Alla domanda su cosa avrebbe fatto al suo posto, Sardone ha risposto: “Cosa avrei fatto? Tutto l’opposto”. Quindi ha rincarato la dose, contestando l’atteggiamento del primo cittadino: “non l’abbiamo visto andare dalle forze dell’ordine aggredite, non l’abbiamo visto andare dai commercianti, non l’abbiamo visto parlare con i cittadini, non l’abbiamo visto neanche in consiglio comunale”.

Le parole della candidata leghista confermano quanto il tema della sicurezza a Milano sia destinato a restare centrale nel confronto politico. Il dibattito riguarda il rapporto tra prevenzione, controllo del territorio, risposta alle violenze e responsabilità delle istituzioni locali.

Ancora più netto è stato l’intervento di Matteo Salvini, che a margine di un vertice in prefettura ha voluto separare l’immagine della città dai comportamenti di chi si rende protagonista di violenze e saccheggi. Il vicepremier ha ribadito la linea della tolleranza zero nei confronti dei responsabili.

Salvini: nessuna tolleranza per violenze e saccheggi

“Milano una città aperta, bella e che accoglie ma non ci sarà più nessun tipo di tolleranza per chi devasta, per chi saccheggia. Qua stiamo parlando di qualcuno che dice ‘siamo a disagio’ e poi ha telefonini da 1700 euro – ha aggiunto a margine del vertice in prefettura -, qua hanno saccheggiato negozi di abbigliamento, scarpe e telefonia quindi non c’entra nulla il disagio, c’entra un’età durante la quale tu dovresti essere a scuola o in oratorio”.

Con questa posizione, il leader della Lega ha respinto l’idea che le difficoltà sociali possano giustificare atti di violenza e devastazione. Salvini ha inoltre esteso il richiamo ad altre città lombarde, collegando il tema alle nuove disposizioni approvate dal governo.

“Se qualcuno pensa di venire a Milano, a Como, a Bergamo, a Brescia a saccheggiare sbaglia – ha concluso -, papà e mamma ne pagano le conseguenze anche economicamente parlando, grazie al decreto approvato ieri”.

Il messaggio è quello di una responsabilità che, secondo Salvini, deve coinvolgere anche le famiglie dei minori coinvolti in eventuali episodi di devastazione. Una linea che alimenta il confronto politico tra chi invoca misure più severe e chi richiama la necessità di intervenire anche sulle cause del disagio.

La bufera sui social dopo le foto a Milano

Nel frattempo, le foto di Matteo Salvini e Silvia Sardone intenti a cancellare le scritte hanno generato una vera e propria ondata di commenti sui social. Molti utenti hanno accolto l’iniziativa con ironia e sarcasmo, sostenendo che il gesto fosse stato organizzato soprattutto per ottenere attenzione mediatica.

Tra i messaggi più condivisi, qualcuno scrive: “Ora che ha risolto i blocchi degli autrasportatori può dedicarsi alle pulizie. #fanzine”. E ancora: “I soliti co**i”, “Madonna, sono disperati sti due”, “Stanno preparando il curriculum visto che dalle prossime elezioni , si spera, saranno disoccupati”.

Non sono mancati commenti rivolti alla presenza di fotografi e telecamere durante l’intervento: “Riusciranno a farlo senza il fotografo ufficiale?”. La vicenda, partita dalla rimozione delle scritte sui muri di Milano, è così diventata rapidamente un nuovo terreno di scontro politico e social.

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