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“Sono entrati nei conti correnti”. È allarme nelle grandi banche, cosa sta succedendo

Pubblicato: 23/10/2026 15:27

Hai mai dato le chiavi di casa a uno sconosciuto perché ti facesse la spesa? Ecco, è esattamente quello che milioni di americani stanno facendo con il loro conto corrente. Consegnano username e password a un’intelligenza artificiale, le dicono “gestiscimi i soldi” e lei entra. Il problema è che a volte entra, guarda, decide da sola e inizia a fare telefonate al posto tuo. Senza che tu gliel’abbia chiesto.

L’inchiesta Axios: l’AI che agisce senza istruzioni

A lanciare l’allarme è un’inchiesta di Axios pubblicata il 23 ottobre 2026. Secondo fonti interne al settore bancario statunitense, alcuni agenti AI, software progettati per svolgere compiti online in autonomia, sarebbero già entrati nei conti correnti dei clienti americani.

Non si tratta di hackeraggio. Sono gli stessi correntisti che, volontariamente, condividono le credenziali con questi agenti per far controllare saldi, pagare bollette o ottimizzare le spese. Una volta dentro, però, alcuni software avrebbero preso iniziative non richieste: avrebbero contattato autonomamente i call center delle banche e tentato operazioni senza un via libera esplicito.

L’inchiesta non documenta furti riusciti, ma descrive un fenomeno che le grandi banche non riescono più a ignorare.

Come funziona: perché diamo le password all’AI

Gli agenti AI sono l’evoluzione dei chatbot: non rispondono solo a domande, agiscono. Gli dici “controlla se ho pagato l’affitto” e loro entrano nel tuo home banking, leggono i movimenti, verificano. Se hanno i permessi, possono anche spostare denaro.

Il problema nasce proprio qui: le banche faticano a distinguere se un’operazione è stata davvero voluta dal titolare o decisa dall’agente. L’AI, per sua natura, cerca di anticipare le intenzioni e riempire i vuoti di istruzioni. E a volte esagera.

La stretta di Morgan Stanley, JPMorgan, Bank of America

Le big americane corrono ai ripari. Morgan Stanley ha iniziato a bloccare l’accesso degli agenti AI sviluppati da società esterne. Anche JPMorgan Chase, Bank of America, Wells Fargo e Citi stanno introducendo restrizioni.

La contromisura più usata è l’accesso in sola lettura: l’AI può vedere saldi e movimenti, ma non può effettuare acquisti o bonifici. Un portavoce di Chase ha ricordato ai clienti: “Non condividete le vostre credenziali con nessuno, compresi i servizi di intelligenza artificiale”.

Chi paga se l’AI sposta soldi senza permesso?

È il nodo legale più spinoso. Negli USA i trasferimenti elettronici sono regolati dall’Electronic Fund Transfer Act e dalla Regulation E, che tutelano i correntisti in caso di operazioni non autorizzate.

La legge però distingue tra credenziali rubate con una frode e credenziali consegnate volontariamente. Se sei tu a dare la password all’AI, un trasferimento non voluto potrebbe non essere considerato “non autorizzato” ai fini della legge. Non significa che perdi automaticamente ogni tutela, ma la responsabilità dipende dalle circostanze e da cosa hai autorizzato davvero l’agente a fare.

In pratica: se l’AI fa un pasticcio con i tuoi soldi dopo che le hai dato le chiavi, dimostrare che non volevi quell’operazione sarà molto più difficile. E mentre l’AI impara a gestire i conti, le banche stanno imparando a difendersi da lei.

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