
Una vita spezzata troppo presto, un sogno sportivo interrotto a soli 14 anni e una comunità intera sprofondata nel dolore. È una tragedia che colpisce al cuore il mondo dello sport italiano, quella consumatasi dopo un drammatico incidente stradale avvenuto in una sera di pioggia. Un giovanissimo calciatore, uscito per inseguire la propria passione, è rimasto gravemente ferito mentre percorreva una strada provinciale. Trasportato d’urgenza in ospedale, ha lottato per sopravvivere, ma le sue condizioni si sono rivelate troppo gravi. La notizia della sua morte ha lasciato sgomenti familiari, amici e compagni di squadra.
Dietro questa tragedia c’è la storia di un ragazzo che amava il calcio e che, come tanti adolescenti, coltivava il proprio sogno allenamento dopo allenamento. Una passione fatta di sacrifici, trasferte e serate trascorse sul campo, con la voglia di crescere e migliorarsi. A spezzare tutto è stato un incidente avvenuto lungo una strada poco illuminata, mentre il giovane stava rientrando dopo gli allenamenti. Il dolore si mescola ora alle domande sulla sicurezza stradale e sulle difficoltà che le famiglie devono affrontare per consentire ai figli di praticare sport anche lontano da casa.

La vittima è Rayan Lawaj, 14 anni, residente a Martinengo e giovane calciatore della Tritium di Trezzo sull’Adda. Il ragazzo è morto nella mattinata di ieri all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo essere stato investito da un’automobile martedì 20 ottobre, a Ghisalba, in provincia di Bergamo. Secondo la ricostruzione riportata da Prima Treviglio, l’incidente è avvenuto intorno alle 22.40, lungo la ex strada statale 498, nei pressi dell’incrocio tra la provinciale e via Crocette.
Il quattordicenne, di origine marocchina, stava camminando sul margine della carreggiata sotto la pioggia, dopo aver terminato gli allenamenti serali. La distanza tra il luogo in cui si allenava e il suo paese di residenza è di circa 25 chilometri: non è chiaro se, per una parte del tragitto, avesse usufruito del passaggio di qualcuno. Quel che è emerso dalla prima ricostruzione è che il ragazzo si trovava a piedi lungo la strada quando, alle sue spalle, è sopraggiunta un’auto guidata da un uomo di 38 anni residente a Fara Olivana.
L’automobilista, secondo quanto ricostruito, si sarebbe accorto della presenza del giovane soltanto all’ultimo momento, senza riuscire a evitare l’impatto. L’urto è stato violento: Rayan è stato sbalzato oltre il guard-rail, mentre sull’asfalto è rimasto il borsone che portava sulle spalle. Il conducente si è fermato immediatamente e ha chiamato i soccorsi. Le condizioni del ragazzo sono apparse subito gravissime e il trasferimento d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo non è bastato a salvargli la vita.
La notizia ha colpito profondamente la società sportiva per cui giocava, dove il giovane stava portando avanti il proprio percorso calcistico. Prima di arrivare alla Tritium, Rayan aveva vestito le maglie del Comun Nuovo e dell’Uso Zanica. Era uno studente a Bergamo e il calcio rappresentava una parte importante della sua quotidianità. Il direttore sportivo della Tritium, Giuseppe Pardeo, ha espresso il dolore della società, ricordando anche le difficoltà legate agli spostamenti dei ragazzi che praticano sport lontano dal proprio paese.
«Non abbiamo navette o pulmini per il trasporto e, quando abbiamo saputo dove abitava, abbiamo suggerito al ragazzo di entrare in una squadra vicino a casa», ha spiegato Pardeo. Il dirigente ha poi aggiunto: «Abbiamo lasciato a lui la scelta, ma lo diciamo a tutti: è bene giocare vicino a casa, non è possibile dover affrontare un’ora di viaggio ogni volta, a meno che non si entri nel professionismo». Parole accompagnate da un messaggio di vicinanza ai familiari: «Ci stringiamo alla famiglia nel dolore e preghiamo per lui».
Anche il sindaco di Martinengo, Pasquale Busetti, ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia, richiamando l’attenzione sulla pericolosità della strada in cui è avvenuto l’incidente. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, una tragedia», ha dichiarato, sottolineando ancora una volta i rischi legati alla strada provinciale 498, caratterizzata anche dalla ridotta larghezza della carreggiata. Un richiamo che riporta al centro il tema della sicurezza per pedoni e automobilisti, soprattutto nei tratti poco illuminati e in condizioni meteorologiche difficili.
Attorno alla famiglia si è stretta anche la comunità marocchina, insieme agli amici e alle persone che conoscevano Rayan fin da bambino a Comun Nuovo, dove era nato e cresciuto. Il dolore per la sua scomparsa attraversa così il mondo dello sport e quello delle comunità locali, uniti nel ricordo di un ragazzo che aveva ancora tutta la vita davanti. A soli 14 anni, Rayan lascia un vuoto profondo tra chi gli voleva bene e chi condivideva con lui la passione per il calcio, mentre resta l’amara consapevolezza di una giovane esistenza spezzata durante un tragitto che avrebbe dovuto riportarlo a casa dopo una serata di allenamento.


