
Tensioni altissime, aule giudiziarie blindate e un clima di profonda rabbia mista a dolore insostenibile segnano l’apertura delle udienze cruciali che vedono il sistema della giustizia milanese chiamato a rideterminare la reale portata criminale di uno dei casi di cronaca nera più efferati e drammatici degli ultimi anni. Tra l’ingresso in aula dell’imputato seduto a brevissima distanza dai congiunti della vittima, le arringhe serrate dei legali impegnati in un duello senza esclusione di colpi su cavilli normativi e orari scientifici, e l’attesa di una pronuncia che possa ridisegnare la verità processuale, il dibattito si sposta sui dettagli più reconditi e inquietanti dell’intera vicenda. Una giornata di altissima tensione politica e sociale dove ogni singola parola pronunciata rischia di riaprire ferite mai rimarginate.
Si è riaperto ufficialmente a Milano il processo d’appello bis nei confronti di Alessandro Impagnatiello, il trentatreenne ex barman condannato alla pena dell’ergastolo per aver ucciso con 37 coltellate la compagna Giulia Tramontano, incinta al settimo mese del piccolo Thiago, nel loro appartamento di Senago il 27 maggio 2023. Il nuovo giudizio davanti alla Corte d’assise d’appello si è reso necessario dopo che il 9 aprile 2026 la Prima sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla Procura generale, annullando la sentenza nella parte in cui, nel giugno 2025, era stata esclusa la gravissima aggravante della premeditazione. La Suprema Corte ha infatti ordinato di riesaminare a fondo la prolungata e somministrazione di veleno per topi iniziata già nel dicembre 2022 e intensificata nell’ultimo mese e mezzo di vita della donna, unitamente alle agghiaccianti ricerche sul web effettuate dall’uomo su sostanze altamente tossiche e letali.
L’atmosfera all’interno dell’aula si è fatta subito elettrica con la presenza dei famigliari della vittima. La sorella Chiara Tramontano ha espresso senza filtri tutta la propria indignazione vedendo l’imputato accomodarsi a pochi metri di distanza: «L’assassino deve marcire in galera. Oggi è entrato a testa alta, pieno del suo stesso ego e si è messo in prima fila. Mi fa rabbia: è un soggetto inumano e ridicolo, lui e la sua famiglia sono l’esempio del fallimento sociale». La giovane, accompagnata dalla madre Loredana Femiano e dal fratello Mario, si è poi stretta in un commosso abbraccio con la pm Alessia Menegazzo, definita dalla famiglia una figura di fondamentale importanza umana e professionale.
Lo scontro frontale tra accusa e difesa sulla premeditazione
Nel corso della sua durissima requisitoria, la sostituta procuratrice generale di Milano Maria Pia Gualtieri ha sollecitato con forza il pieno ripristino dell’aggravante della premeditazione per dare conto della massima intensità del dolo e della brutale personalità dell’imputato: «È importante riconoscerla per mettere a posto le cose e dare il giusto nome ai fatti. Impagnatiello ha avuto tutto il tempo per ritornare sulla sua decisione, ma non lo ha fatto. Ha voluto determinare la morte di Giulia per continuare la sua relazione con l’altra donna». La rappresentante della pubblica accusa ha poi affondato il colpo delineando la condotta dell’ex barman, il quale ha scosso la testa mentre ascoltava i passaggi più duri:«La cifra dell’imputato è la menzogna nella vita e nel processo. Non badate alle parole, ha diritto di difendersi, ma ciò che conta sono le sue azioni». La pg ha ricordato come l’uomo, prima che la compagna rientrasse dopo essere stata sbugiardata insieme alla collega con cui manteneva una relazione parallela, cercasse online la voce «ceramica bruciata vasca da bagno», coprendo il divano e preparando il depistaggio: «Questa condotta mostra che non c’è solo premeditazione nel giorno del delitto, ma una perseveranza nella volontà di farle del male, ledere o uccidere. La premeditazione, questo dolo si esprime nella massima intensità già da dicembre, da allora inizia questa volontà omicida. Non si può dare spazio e credito all’imputato, da sempre aduso alla menzogna e che ha sempre ingannato tutti costruendo un castello di bugie».
A rincalzo della tesi d’accusa si è inserito l’intervento di Nicodemo Gentile, legale di parte civile per la famiglia della vittima, che ha sottolineato la necessità di una corretta qualificazione giuridica: «Se l’omicidio di Giulia Tramontano fosse avvenuto il 27 maggio 2026 non saremmo qui a discutere sulla premeditazione del delitto che avrebbe avuto una sua specifica connotazione giuridica, di quello che è a tutti gli effetti un femminicidio». Gentile ha evidenziato come l’imputato non abbia avuto alcuna pietà prima e dopo l’atto, ricordando precedenti giurisprudenziali sul tema del tempo necessario a maturare il delitto: «Impagnatiello non ha avuto pietà di Giulia né quando era in vita né dopo la sua morte. Bastano 40 minuti per riconoscere la premeditazione di un omicidio, Impagnatiello ha avuto due ore per cambiare idea, se il topicida non basta, a partire dalla ricerca della ceramica bruciata».
Di segno diametralmente opposto la linea argomentativa tratteggiata in aula dalla difesa dell’imputato. L’avvocata Giulia Gerardini ha sollecitato i giudici a non cedere a suggestioni emotive: «Attenersi alle risultanze probatorie, senza giungere a conclusioni sulla base di illazioni e congetture». La legale ha contestato la tesi dell’agguato pianificato,sostenendo una diversa chiave di lettura sulla somministrazione del topicida: «La problematica non era liberarsi della compagna, ma la presenza del feto», ipotizzando che l’intento iniziale fosse provocare un aborto spontaneo. La difesa ha infine definito le azioni successive all’omicidio come «estemporanea e approssimativa», evidenziando come l’acquisto della benzina e la gestione del corpo siano avvenuti a delitto compiuto: «Unica certezza è che il veleno somministrato non fosse in un dosaggio sufficiente a cagionare la morte. Valutare la condotta per quello che è stata, senza forzature», concludendo che gli elementi emersi non dimostrerebbero la premeditazione pur senza scalfire la responsabilità finale per l’omicidio.


