
Ci voleva Giorgia Meloni per rimettere d’accordo Romano Prodi e Massimo D’Alema. I due ex premier sono tra i 300 firmatari dei ricorsi presentati ieri in 25 tribunali di capoluogo contro la nuova legge elettorale, con l’obiettivo di far intervenire la Corte Costituzionale.
La prima udienza è già fissata per il 16 dicembre a Trento, e altre ne seguiranno.
Chi sono i firmatari
L’elenco sembra una foto del governo dell’Ulivo trent’anni dopo: oltre a Prodi e D’Alema, ci sono tre ex ministri come Rosy Bindi, Pier Luigi Bersani e Livia Turco, poi Fausto Bertinotti, Maurizio Landini (Cgil), il presidente Anpi Gianfranco Pagliarulo, Lucia Annunziata e intellettuali e artisti come Massimo Cacciari, Marco Revelli, Gianrico Carofiglio, Tomaso Montanari, Monica Guerritore e Marisa Laurito.
Ironico, nota l’articolo, il commento dell’avvocata Anna Falcone, tra i promotori, che dice “non abbiamo un colore politico”.
Cosa contestano e i tempi
I ricorsi, scritti su traccia comune del costituzionalista Enrico Grosso, contestano soprattutto il premio di maggioranza a numero fisso (70 deputati e 35 senatori) con soglia al 42%, definito “abnorme”, e la sua combinazione con l’indicazione del premier in lista: “Si chiama premierato di fatto”. Nel mirino anche capilista bloccati, candidature multiple, rappresentanza di genere e aumento delle firme per le liste.
L’obiettivo è evitare di votare con questa legge se, come sembra concreto, si andasse a elezioni anticipate tra aprile e giugno. Se un giudice rimetterà gli atti alla Consulta, con tempi dimezzati l’udienza potrebbe tenersi tra fine gennaio e febbraio sotto la presidenza di Francesco Viganò. La sentenza sarebbe “autoapplicativa”, cioè subito utilizzabile per andare al voto senza passare dal Parlamento.
Il ruolo di Mattarella
Alla domanda sul fatto che Sergio Mattarella abbia firmato subito la legge, segnale che non la ritiene manifestamente incostituzionale, il promotore Roberto Zaccaria risponde: “Non è la Corte costituzionale e forse l’ha promulgata con grande rapidità per agevolare i ricorsi”.


