
Non ha intenzione di farlo, e vuole che smettano di chiederglielo. Enzo Iacchetti chiude con una battuta fulminante, come solo lui sa fare, alle voci di una sua discesa in campo. “Li ho sotterrati”. E sul nome di chi gli ha fatto l’ultima proposta, lascia un indizio che porta dritto a sinistra.
La rivelazione a Un giorno da pecora: “Tramite Fratoianni”
“Qualche tempo fa le forze di opposizione mi hanno chiesto di candidarmi ma li ho subito sotterrati, non ho nessuna intenzione di farlo, quindi smettano di chiedermelo”. Lo ha detto Enzo Iacchetti ai microfoni di Un giorno da pecora su Rai Radio1, venerdì 30 ottobre 2026.
Quando gli è stato chiesto chi sia stato l’ultimo a proporgli una candidatura, il comico non si è sbilanciato troppo ma ha lanciato un indizio preciso: “Diciamo qualcuno tramite Fratoianni…”, riferendosi al leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. Il tweet della trasmissione ha subito fatto il giro del web.
Dagli scontri di Milano alla rabbia sociale: cosa aveva detto da Berlinguer
La rivelazione arriva a pochi giorni dalla sua ospitata a È sempre Cartabianca da Bianca Berlinguer su Rete 4, dove Iacchetti aveva commentato duramente gli scontri di Milano durante la manifestazione contro il caro vita e le guerre, con giovani incappucciati che avevano saccheggiato negozi, incendiato cassonetti e attaccato le forze dell’ordine.
“In mezzo a questa gente andiamo a verificare che ci sono dei disadattati, dei ragazzi giovanissimi disadattati, perché secondo me la loro non è neanche una protesta, ma è una rabbia sociale. Non è una rabbia politica, la rabbia politica si sfoga in altro modo”, aveva detto. E poi l’affondo politico: “Poi, che facciano il favore al governo che fa un altro decreto sulla sicurezza è questo un altro discorso, vuol dire che quello di prima non serviva”.
“I maranza hanno fatto un favore a Meloni”
Un’analisi che lo stesso Iacchetti aveva riassunto con una frase che aveva fatto discutere: “I maranza hanno fatto un favore a Meloni”. Per il comico, infatti, le violenze di piazza finiscono solo per giustificare nuove strette sulla sicurezza, senza risolvere il disagio alla base della protesta.
Una posizione che forse spiega anche perché le opposizioni avrebbero pensato a lui: popolare, trasversale, con una capacità di parlare di disagio sociale senza retorica. Ma la risposta è stata netta: niente candidatura. Anzi, li ha “sotterrati”.


