
Un paragone destinato a far discutere, pronunciato a poche ore dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, Walter Veltroni ha attaccato duramente Donald Trump, sostenendo che il presidente americano non verrebbe ormai più preso sul serio.
«È come avere Bombolo presidente degli Stati Uniti», ha dichiarato l’ex segretario del Partito democratico durante la conversazione dedicata alla politica internazionale e al voto americano del 3 novembre. Un’affermazione accompagnata da un’ulteriore stoccata: «Bombolo recitava ed era simpatico. Bombolo sarebbe un passo avanti».
Il durissimo paragone tra Trump e Bombolo
Secondo Veltroni, il problema principale non sarebbe soltanto rappresentato dalle posizioni politiche di Trump, ma dalla perdita di credibilità della presidenza americana. «La cosa grave di Trump è che nessuno ormai lo prende più sul serio», ha affermato l’ex sindaco di Roma.
Da qui il riferimento a Bombolo, nome d’arte di Franco Lechner, uno dei caratteristi più popolari del cinema comico italiano tra gli anni Settanta e Ottanta. Con la sua parlata romanesca, le espressioni surreali e una comicità volutamente sopra le righe, Bombolo partecipò a numerose commedie e diventò particolarmente noto per i film interpretati accanto a Tomas Milian.
Il paragone scelto da Veltroni punta quindi a descrivere una presidenza trasformata, a suo giudizio, in una rappresentazione continua, nella quale le provocazioni e le battute finiscono per prevalere sull’autorevolezza istituzionale richiesta al capo della principale potenza occidentale.
La battuta di Massimo Giannini su Veltroni
Il riferimento a Bombolo ha permesso a Massimo Giannini, presente in studio, di recuperare una delle parodie televisive più celebri dedicate proprio a Veltroni. «Per i compagni della mozione Bombolo, Bombolo è morto. E quindi ne dobbiamo trovare un altro», ha detto il giornalista.
La frase riprende una battuta resa popolare da Corrado Guzzanti, che nel programma Parla con me di Serena Dandini interpretava una versione caricaturale di Walter Veltroni. Nella gag, l’imitazione esasperava il linguaggio delle correnti e delle mediazioni interne alla sinistra italiana, trasformando Bombolo nel simbolo surreale di una fantomatica mozione politica.
Giannini ha così riportato il confronto su un terreno ironico, rivolgendo indirettamente la battuta allo stesso Veltroni. L’ex leader del Pd, però, aveva già pronunciato un giudizio politico molto netto: Trump, secondo la sua analisi, avrebbe compromesso la credibilità della carica presidenziale al punto da essere considerato meno autorevole di un attore comico.
L’attacco alla vigilia delle elezioni americane
Le parole di Veltroni arrivano alla vigilia delle elezioni di midterm del 3 novembre, un appuntamento decisivo per determinare i nuovi equilibri al Congresso e misurare il consenso raccolto dall’amministrazione Trump.
Il voto stabilirà la composizione della Camera dei rappresentanti e rinnoverà una parte del Senato, condizionando la seconda parte del mandato presidenziale. In questo contesto, l’ex segretario democratico ha scelto un’immagine particolarmente tagliente per descrivere il presidente americano e la percezione internazionale della sua leadership.
Il paragone con Bombolo ha immediatamente trasformato il passaggio televisivo in uno dei momenti più discussi della puntata. Dietro la battuta, tuttavia, Veltroni ha formulato un’accusa precisa: la perdita di autorevolezza degli Stati Uniti mentre il quadro internazionale richiederebbe una guida politica credibile e capace di essere riconosciuta dagli alleati e dagli avversari.


