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Renzi-Conte, finisce in rissa. Botte da orbi

Pubblicato: 01/11/2026 14:45

Lo scontro tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte torna ad agitare il campo largo. Al centro della polemica ci sono il ruolo di Italia Viva nella possibile coalizione progressista, le candidature alle prossime elezioni e la questione del conflitto di interessi. L’ex presidente del Consiglio risponde alle critiche del leader del Movimento 5 Stelle con parole particolarmente dure, rivendicando la propria storia elettorale e respingendo l’idea di dover ottenere spazio politico grazie agli alleati.

«Questa polemica sta diventando stucchevole per gli addetti ai lavori, figuriamoci per i cittadini», afferma Renzi. Il leader di Italia Viva chiarisce innanzitutto che non sarà candidato nel listino di maggioranza per una scelta personale, una decisione che sostiene di aver comunicato già sei mesi fa. «Se tornerò in Parlamento, lo farò con i miei voti, non con l’aiutino dei 5 Stelle o del Pd». Poi l’affondo diretto a Conte: «Sono eletto ininterrottamente da oltre vent’anni prendendo voti, non scroccando passaggi».

Renzi rivendica la sua storia politica e attacca Conte

L’ex premier insiste sulla differenza tra il proprio percorso e quello dell’attuale presidente del Movimento 5 Stelle. «A differenza di chi è arrivato alla politica tardi, entrando direttamente nelle stanze del potere, conosco il valore della militanza: si fa politica per un ideale, non per fare il ministro», dichiara. Parole che rappresentano una risposta alle riserve espresse da Conte sulla presenza di Italia Viva nel progetto di alleanza progressista.

Renzi assicura comunque di non voler avanzare pretese nei confronti degli altri partiti della coalizione. «Non chiedo nulla agli alleati: offro però il mio impegno per mandare a casa Giorgia Meloni, Salvini, Tajani e tutto il cucuzzaro». Il riferimento è alla necessità di costruire un’alternativa al centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche. Una prospettiva che, secondo il leader di Italia Viva, dovrebbe prevalere sulle divisioni interne e sulle polemiche tra le diverse componenti dell’opposizione.

Il conflitto di interessi e l’affondo sulle ambizioni di Meloni

Nel confronto con Conte c’è anche il tema del conflitto di interessi. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha chiesto una legge che riguardi anche la posizione dello stesso Renzi. L’ex presidente del Consiglio replica ricordando che al Senato è già depositata una sua proposta: «Chi fa il parlamentare, non fa altro». Una norma che, secondo Renzi, incontra l’opposizione di diversi colleghi, a partire dagli avvocati d’affari.

L’invito rivolto a Conte è quindi quello di sostenere la proposta già presentata, anziché promuovere interventi che Renzi considera costruiti contro una singola persona. «A me va bene qualsiasi regola purché valga per tutti. E non solo contro un singolo», precisa. Il leader di Italia Viva torna poi a chiedere unità alle forze progressiste, ricordando la sconfitta del 2022 e la necessità di evitare che si ripeta uno scenario simile.

Renzi collega la partita politica anche alle elezioni presidenziali del 2028 e alle possibili ambizioni di Giorgia Meloni per il Quirinale. Sotto il profilo costituzionale, osserva, un’eventuale candidatura della presidente del Consiglio sarebbe pienamente legittima. Ma il leader di Italia Viva considera questo scenario politicamente rischioso.

«Tutto perfettamente legittimo. Ma anche molto pericoloso conoscendo lo scarso senso istituzionale di questa destra sovranista e antieuropea», sostiene. Secondo Renzi, una vittoria del centrodestra alle prossime elezioni potrebbe consentire a Meloni di puntare successivamente al Quirinale e, attraverso le nomine presidenziali, incidere anche sugli equilibri della Corte costituzionale, dove cinque giudici sono scelti dal capo dello Stato.

«Se la sinistra si divide la destra prende tutto e l’intero sistema istituzionale per la prima volta diventa dipendente da una sola leader politica», conclude Renzi. Lo scontro con Conte resta così uno dei nodi più delicati per il futuro del campo largo, chiamato a trovare un equilibrio tra le ambizioni dei suoi protagonisti e la costruzione di un progetto politico comune.

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