
Ottobre è stato un mese denso, turbolento, complicato per il governo. Caro carburanti, proteste degli autotrasportatori che hanno minacciato i rifornimenti al Sud, disordini giovanili nelle principali città, manovra preelettorale sotto forti vincoli di bilancio, congresso della Lega vinto da Salvini ma con la necessità di una gestione più collegiale. Eppure, i rapporti di forza non cambiano. Anzi, c’è chi scende.
Sondaggio Pagnoncelli: Vannacci cala e perde quasi l’1%, crescono FdI, Pd e M5S
Secondo il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, Futuro nazionale di Vannacci scende al 7,9%, perdendo quasi un punto rispetto all’8,8% di settembre. “Presumibilmente per una decisa minore visibilità e per il contenimento a destra attuato dalla presidente del Consiglio”, spiega Pagnoncelli. Un calo che pesa, perché arriva proprio mentre Meloni chiude definitivamente alla sua alleanza.
Il centrodestra senza Vannacci resta stabile al 39,4%, come a settembre. Con Vannacci, scenderebbe al 47,3%, perdendo quasi un punto complessivo.
Fratelli d’Italia al 26,7%, risale la Lega al 5,6%
Se Fratelli d’Italia conferma il 26,7% in lievissima crescita, a soffrire è Forza Italia che cala di un punto, dal 7,3% al 6,3%. Pesano le tensioni interne emerse al convegno dei giovani imprenditori a Capri. Segnali di ripresa invece per la Lega che, concluso il congresso, recupera quasi un punto passando dal 4,7% al 5,6%.
Opposizioni: Pd al 19,9%, M5S al 14,9%, Campo largo al 44,9%
Tra le opposizioni, sostanzialmente stabile il Partito democratico che passa dal 19,5% al 19,9%, come il Movimento 5 Stelle che cresce dal 14,5% al 14,9%. Stabile Avs al 6,3%, così come +Europa e Italia Viva con piccole contrazioni. Azione conferma il 3% fuori dagli schieramenti.
Complessivamente il centrosinistra otterrebbe il 44,9%, con un lievissimo incremento dello 0,4% rispetto al mese scorso. Secondo Pagnoncelli, con la nuova legge elettorale, il Campo largo otterrebbe il premio di maggioranza se il centrodestra corresse senza Vannacci, mentre vincerebbe il centrodestra allargato a Vannacci se l’alleanza si facesse.
Governo e Meloni in leggera crescita, ma l’astensione resta al 41%
Le valutazioni dell’esecutivo e della presidente del Consiglio confermano, con qualche piccolo miglioramento, i dati di settembre: l’indice di apprezzamento del governo è al 41% contro il 40% del mese scorso, quello di Giorgia Meloni al 42% contro il 41% precedente. Piccola crescita anche per Matteo Salvini, che passa da 20 a 22 dopo il congresso.
“Nulla di sostanziale sembra cambiare anche a fronte di un mese piuttosto turbolento”, conclude Pagnoncelli. Resta però un dato enorme: l’area dell’incertezza e dell’astensione è stimata a quasi il 41%. È solo da lì che potrebbero venire cambiamenti significativi.


