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Allarme bomba sul volo Dublino-Roma: fuori tutta la verità sul pilota. Che cosa ha fatto

Pubblicato: 05/11/2026 22:37

Caccia di scorta in volo e indagine penale a terra: la Procura di Evreux, in Normandia, ha aperto un’inchiesta d’urgenza a carico del pilota irlandese e del copilota britannico di un aereo di linea Aer Lingus. Il comandante del volo Dublino-Roma, con ben 157 persone a bordo, ha rifiutato in un primo momento di atterrare all’interno della base militare designata, manifestando la chiara intenzione di «preferire un aeroporto civile». La situazione di potenziale stallo nei cieli si è sbloccata soltanto con l’intervento lampo di due caccia da combattimento dell’aviazione transalpina, un Mirage 2000-5 e un Rafale, decollati d’urgenza per affiancare l’aereo commerciale, costringendolo a seguire le istruzioni d’emergenza e scortandolo fino alla pista della base 105 di Evreux. Il velivolo era uno dei tanti coinvolti in una vasta sequenza di allarmi bomba che hanno fatto scattare i protocolli di massima sicurezza su scala internazionale.

La decisione del procuratore Coutin e le ipotesi degli inquirenti

Sulle piste dello scalo militare è giunto di persona il procuratore Rémi Coutin, che ha assunto la direzione delle operazioni giudiziarie e del quadro ispettivo, dichiarando senza mezzi termini: «Il pilota irlandese sarà interrogato e deciderò in seguito se disporne la custodia cautelare». Il magistrato ha poi dettagliato la gestione dell’emergenza a terra: «I passeggeri sono scesi tutti dall’aereo, sono stati controllati dai gendarmi e sono stati portati in autobus in una palestra della base», da dove sono stati successivamente trasferiti all’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi.

Il comandante risulta ora formalmente iscritto nel registro degli indagati per rifiuto di ottemperare agli ordini in regime di emergenza nazionale. Dai primi riscontri investigativi emerge come l’equipaggio avesse espresso la preferenza di dirigersi verso scali civili come quelli di Nantes o Beauvais, la struttura solitamente utilizzata dalle compagnie low cost Ryanair e WizzAir. Gli inquirenti ipotizzano che la decisione fosse dettata dalla volontà di facilitare la prosecuzione del viaggio per i passeggeri, ma spetterà agli interrogatori della magistratura fare piena luce sul movente del pericoloso braccio di ferro nei cieli.

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