
Un’ombra scura e drammatica continua ad allungarsi inesorabilmente sui luoghi della produzione e dell’economia del nostro Paese, insanguinando le routine quotidiane di chi esce di casa semplicemente per guadagnarsi da vivere. Tra l’arrivo concitato dei soccorsi che tentano disperatamente di strappare le vittime a un destino atroce, il dolore straziante di colleghi rimasti impietriti di fronte alle scene di sofferenza e il grido di rabbia che si solleva cororalmente dalle organizzazioni sociali per chiedere interventi immediati, la cronaca deve registrare l’ennesimo capitolo di una scia di sangue apparentemente inarrestabile. Un’emergenza nazionale che continua a devastare famiglie e comunità intere.
Dramma totale nell’area industriale di Pozzilli, in provincia di Isernia: un operaio di 32 anni di origine pakistana ha perso la vita travolto e schiacciato da un’imponente ecoballa durante le operazioni di scarico di un camion all’interno di uno stabilimento locale. L’incidente si è consumato nella tarda mattinata di giovedì 5 novembre. I colleghi della vittima,testimoni impotenti dell’accaduto, hanno subito lanciato l’allarme al 118, ma i sanitari giunti d’urgenza sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane.
Sulla vicenda la Procura di Isernia ha aperto un fascicolo d’inchiesta, disponendo il sequestro della salma ed affidando ai Carabinieri i rilievi per chiarire le responsabilità e l’esatta dinamica della tragedia.
Il grido della Uilm Molise e la scia di sangue in Italia
Il tragico evento molisano giunge all’indietro di una giornata nera per i lavoratori italiani, con quattro vittime registrate in meno di ventiquattr’ore da Nord a Sud: un edile 61enne travolto da un cancello a Lecce, un operaio deceduto in Fincantieri a Marghera, un tecnico trentenne investito in un tombino a Piacenza e un venticinquenne caduto da una scala nel Beneventano.
Duro e immediato il commento diffuso dai rappresentanti del sindacato Uilm Molise: «A soli 32 anni non si può perdere la vita mentre si cerca di costruire il proprio futuro. Il lavoro deve essere sinonimo di dignità, sicurezza e speranza, mai di morte». L’organizzazione sindacale ha poi incalzato le istituzioni con un appello accorato: «Non possiamo continuare ad assistere a queste tragedie, esprimere solidarietà e poi attendere la successiva. La sicurezza non può essere considerata un costo da contenere, ma un investimento indispensabile per tutelare la vita umana».


