
Con l’avvicinarsi delle festività natalizie cresce l’attesa per la tredicesima 2026, la mensilità aggiuntiva che rappresenta un appuntamento importante per milioni di lavoratori e pensionati. Come ogni anno, il pagamento è previsto nel mese di dicembre, ma non tutti riceveranno l’importo nello stesso giorno. Le tempistiche, infatti, cambiano a seconda della categoria professionale, del contratto collettivo applicato e delle modalità di erogazione previste dal datore di lavoro.
Per chi aspetta questa somma aggiuntiva, conoscere il calendario degli accrediti è importante anche per organizzare le spese in vista del Natale. Ma quando arriva esattamente la tredicesima? E quali sono le regole per calcolare l’importo spettante?
Leggi anche: Scossa di terremoto in Italia: “Percepita fino a lì”
Tredicesima 2026, le date dei pagamenti a dicembre
La tredicesima mensilità viene generalmente pagata a dicembre, prima delle festività natalizie. Non esiste, tuttavia, una scadenza unica valida per tutti i lavoratori. Il calendario dipende dalle disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) e dalle regole adottate dalle singole amministrazioni o aziende.
Per i pensionati INPS, la mensilità aggiuntiva sarà accreditata ordinariamente martedì 1° dicembre 2026, insieme alla pensione. Non sarà quindi necessario attendere una data successiva rispetto al normale pagamento del trattamento pensionistico.
Per i dipendenti pubblici, invece, l’erogazione avviene generalmente a metà dicembre. Le date sono stabilite sulla base del calendario NoiPA e delle disposizioni delle singole amministrazioni. La tredicesima viene normalmente corrisposta insieme allo stipendio del mese, secondo le tempistiche previste per le diverse categorie di dipendenti.
Situazione differente per i lavoratori del settore privato, per i quali le scadenze possono variare sensibilmente in funzione del contratto applicato.
Nel comparto del commercio, ad esempio, il CCNL Confcommercio prevede il pagamento in coincidenza con la vigilia di Natale. Per i metalmeccanici, invece, la mensilità aggiuntiva viene normalmente riconosciuta in occasione delle festività natalizie.
Anche colf e badanti hanno diritto alla tredicesima. Il pagamento deve avvenire entro dicembre, secondo le disposizioni previste per il rapporto di lavoro domestico.

Come si calcola la tredicesima e quanto spetta nel 2026
L’importo della tredicesima 2026 dipende dai mesi di lavoro maturati durante l’anno e dalla retribuzione utile ai fini del calcolo.
Chi ha lavorato per tutti i dodici mesi del 2026 riceverà generalmente una mensilità lorda aggiuntiva, calcolata sulla base delle componenti retributive previste dal proprio contratto. Chi, invece, ha iniziato a lavorare nel corso dell’anno avrà diritto soltanto alla quota proporzionale ai mesi maturati.
Per comprendere meglio il meccanismo è possibile considerare un esempio concreto. Un dipendente con una retribuzione lorda mensile utile di 1.800 euro, che abbia maturato tutti i dodici mesi dell’anno, avrà diritto a una tredicesima lorda di circa 1.800 euro.
Se lo stesso lavoratore ha prestato servizio soltanto per sei mesi, l’importo lordo sarà invece di circa 900 euro.
Il calcolo effettivo può comunque cambiare in base alle voci della retribuzione considerate e alle specifiche disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro. Per questo motivo, il valore riportato in busta paga potrebbe non coincidere esattamente con quello dello stipendio mensile ordinario.
Perché la tredicesima netta è più bassa dello stipendio
Una delle questioni che genera maggiori dubbi tra i lavoratori riguarda la differenza tra l’importo lordo e quello effettivamente accreditato.
Anche quando la tredicesima lorda corrisponde a una normale mensilità di stipendio, il netto della tredicesima risulta spesso inferiore rispetto alla retribuzione ordinaria.
La ragione è legata al trattamento fiscale della mensilità aggiuntiva. Sulla tredicesima vengono infatti applicati i contributi previdenziali e l’IRPEF, ma normalmente non vengono riconosciute le detrazioni per lavoro dipendente che incidono sul calcolo delle buste paga ordinarie.
Non si tratta quindi di una tassazione speciale introdotta esclusivamente per questa mensilità, ma di un diverso meccanismo di applicazione delle regole fiscali.
Di conseguenza, il lavoratore può trovare sul cedolino una cifra netta inferiore rispetto a quella normalmente percepita ogni mese, anche a parità di importo lordo.

A chi spetta la tredicesima e cosa succede in caso di dimissioni
La tredicesima spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti, sia con contratto a tempo indeterminato sia con contratto a tempo determinato.
Il diritto riguarda anche i lavoratori part-time e gli apprendisti. L’importo viene determinato in proporzione al periodo lavorato e alla retribuzione utile prevista dal contratto.
La maturazione della mensilità aggiuntiva prosegue anche durante alcuni periodi di assenza dal lavoro tutelati dalla normativa. Tra questi rientrano le ferie e la maternità obbligatoria, secondo le condizioni stabilite dalla legge e dai rispettivi contratti collettivi.
Un aspetto importante riguarda anche chi interrompe il rapporto di lavoro prima di dicembre. In caso di dimissioni o licenziamento, il dipendente non perde le quote di tredicesima già maturate durante l’anno.
I ratei spettanti vengono normalmente liquidati insieme alle altre competenze di fine rapporto, senza che sia necessario attendere il mese di dicembre.
Diverso il caso dei lavoratori autonomi e dei titolari di partita IVA: per queste categorie la tredicesima non è prevista automaticamente, trattandosi di una mensilità aggiuntiva riconosciuta nell’ambito dei rapporti di lavoro dipendente.
Tredicesima non pagata, cosa fare e come verificare il cedolino
Se la tredicesima 2026 non viene accreditata entro la scadenza prevista, il primo passaggio consiste nel controllare attentamente la busta paga e verificare le disposizioni del proprio CCNL.
Non tutte le aziende, infatti, erogano necessariamente l’intera mensilità aggiuntiva nel mese di dicembre. In alcuni casi, il contratto o gli accordi applicati prevedono la distribuzione dei ratei nel corso dell’anno, attraverso importi riconosciuti direttamente nelle buste paga mensili.
È quindi importante verificare le modalità di pagamento prima di considerare un mancato accredito come un’irregolarità.
Quando, invece, la mensilità aggiuntiva non viene corrisposta senza una motivazione valida, il lavoratore può chiedere spiegazioni al datore di lavoro e richiedere una verifica delle somme dovute.
Se il problema non viene risolto, è possibile rivolgersi a un sindacato oppure a un consulente del lavoro per verificare il rispetto delle disposizioni contrattuali e tutelare il proprio diritto al pagamento.
La tredicesima rappresenta infatti una componente importante della retribuzione annuale. Conoscere le date di accredito, le modalità di calcolo e le regole previste dal proprio contratto consente di sapere quando aspettarsi il pagamento e quale importo attendersi effettivamente sul conto corrente.


