
Un litigio in casa, poi la violenza. Un uomo di 35 anni ha aggredito la compagna, colpendola ripetutamente con un coltello al volto e alle braccia, prima di fuggire. La donna, 48 anni, è stata trasportata d’urgenza in ospedale con gravi ferite e una frattura al cranio. L’aggressore è stato successivamente rintracciato e arrestato dai carabinieri a casa di un conoscente in provincia di Treviso.
L’episodio è avvenuto nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 novembre, all’interno di un’abitazione nel quartiere San Pio X a Vicenza. L’uomo, Younes Nafaa, barbiere marocchino di 35 anni, è ora detenuto nel carcere di Treviso con l’accusa di tentato omicidio. Il giudice ha convalidato il fermo e disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.
Le minacce al figlio e l’aggressione alla compagna
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il trentacinquenne, probabilmente in stato di ebbrezza, avrebbe iniziato a discutere con la compagna. Durante il litigio avrebbe estratto un coltello a serramanico, minacciando il figlio ventenne della donna. Il ragazzo sarebbe riuscito ad allontanarsi dall’abitazione e a raggiungere la strada per chiedere aiuto, ma sarebbe stato inseguito per un breve tratto dall’uomo.
Nafaa sarebbe poi tornato nel condominio, dove la compagna si era barricata all’interno dell’appartamento. Il trentacinquenne avrebbe iniziato a prendere a calci e pugni la porta, intimando alla donna di aprire. La quarantottenne, nel tentativo di evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, avrebbe infine deciso di farlo entrare. Una volta varcata la soglia, l’uomo l’avrebbe colpita con diversi pugni, per poi accoltellarla al volto e alle braccia. Subito dopo si sarebbe allontanato, facendo perdere le proprie tracce.
La donna ricoverata con una frattura al cranio
A chiedere l’intervento dei soccorsi è stato il figlio della vittima. La donna è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. I medici hanno riscontrato diverse ferite, uno sfregio permanente al volto e una frattura al cranio. La quarantottenne è ancora ricoverata in prognosi riservata, anche se sarebbe escluso il pericolo di vita.
Dopo l’arrivo dei sanitari, la polizia ha avviato le indagini per ricostruire quanto accaduto e individuare il responsabile. Gli agenti della squadra mobile hanno raccolto la testimonianza del figlio e analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona. Incrociando i filmati con le informazioni disponibili nelle banche dati, gli investigatori sono riusciti a collocare il trentacinquenne sulla scena dell’aggressione e a ricostruirne gli spostamenti successivi.
La fuga a Treviso e il fermo
Le verifiche hanno permesso di individuare la possibile via di fuga dell’uomo, diretto verso la stazione ferroviaria di Vicenza. Gli investigatori hanno ipotizzato che potesse aver raggiunto Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, dove aveva lavorato e conservava alcuni contatti. La procura ha quindi emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio, aggravato dal pericolo di fuga.
Le ricerche si sono concluse nelle prime ore di giovedì 5 novembre. Gli agenti hanno rintracciato Nafaa nell’abitazione di un connazionale che gli aveva offerto ospitalità per la notte. Il trentacinquenne è stato bloccato e trasferito nel carcere di Treviso. Nelle successive ore, durante l’udienza di convalida, il giudice ha confermato il fermo e disposto per lui la custodia cautelare in carcere.


