
Una spaventosa scia di violenza e terrore sconvolge tutti, trasformando una tranquilla giornata in un incubo a occhi aperti che lascia una profonda ferita nell’opinione pubblica internazionale. Tra la mobilitazione straordinaria dei reparti d’élite delle forze dell’ordine a caccia di risposte, il lavoro estenuante nei reparti di rianimazione per strappare le vittime alla morte e l’angosciante affiorare dei primi scioccanti retroscena sulla vita privata dell’autore del gesto, un’intera comunità si ritrova improvvisamente prostrata dal dolore. Una carneficina spietata sui cui oscuri contorni le autorità investigative stanno cercando di fare piena luce.

Drammatico il bilancio della sanguinosa sparatoria che ha sconvolto Cracovia, dove il presunto assalitore Michał Oksiński si troverebbe attualmente in condizioni di estrema gravità a causa delle ferite riportate. A fare il punto sulla situazione è stato il vice ispettore Andrzej Fijolek, portavoce del capo della polizia polacca, che in un intervento alla rete televisiva TVN24 ha confermato come il numero dei deceduti sia al momento stabile, mentre i quadri clinici dei sopravvissuti non hanno subito ulteriori peggioramenti. Il bilancio complessivo della strage conta infatti sei vittime, una delle quali è deceduta dopo il ricovero d’urgenza in ospedale. Tra i 16 feriti rimasti a terra sotto i colpi del killer figurano anche cinque cittadini stranieri.
Gli investigatori hanno inoltre fatto una macabra scoperta perlustrando l’abitazione del venticinquenne, dove sono stati rinvenuti i cadaveri del padre di 53 anni, della madre di 52 e della sorella di 20 anni, tutti quanti freddati da letali colpi di arma da fuoco.
I retroscena sul killer incensurato e la sconcertante testimonianza
L’autore dell’eccidio era un incensurato che risiedeva insieme ai genitori e alla sorella a Ostrowiec Swietokrzyski, una tranquilla cittadina situata a circa due ore di distanza da Cracovia. Stando a quanto emerso dalle prime ricostruzioni giornalistiche, il ragazzo era regolarmente iscritto come socio presso un poligono di tiro della zona. Un dettaglio fondamentale che trova un drammatico riscontro nelle parole di un residente del quartiere raccolte dai cronisti: «Spesso la domenica, mentre mi davo da fare in cucina, vedevo un signore, un padre con suo figlio, salire in macchina, vestiti in mimetica, con delle borse al seguito, ma non avrei mai immaginato che in quelle borse potesse esserci, presumibilmente, qualche arma».
Sotto shock l’intero vicinato, del tutto ignaro della tragedia che si stesse consumando tra le mura domestiche della famiglia Oksiński. Il testimone ha infatti espresso tutto il suo sconcerto di fronte alle telecamere: «Non avevo il minimo sospetto che il mio vicino di casa potesse rivelarsi un aguzzino, un assassino. Non avevo alcun sospetto del genere»,concludono le sconvolgenti dichiarazioni mentre gli inquirenti proseguono gli accertamenti balistici.


