
Per ore il rumore sordo delle pale ha rotto il silenzio sopra Montano Lucino, mentre un elicottero dei vigili del fuoco continuava a sorvolare senza sosta l’area e i comuni limitrofi. Una presenza costante nel cielo, che non è passata inosservata agli occhi dei residenti, affacciati alle finestre o fermi lungo le strade a cercare di capire cosa stesse accadendo. A terra, intanto, si muovevano squadre di soccorso e pattuglie, impegnate in una ricerca che con il passare delle ore assumeva contorni sempre più drammatici.
L’allarme era scattato dopo che di un uomo non si avevano più notizie dallo scorso 16 febbraio. Da quel momento, familiari e conoscenti avevano vissuto giorni di angoscia, mentre le forze dell’ordine avviavano le prime verifiche per ricostruire gli ultimi spostamenti e delimitare l’area su cui concentrare le ricerche. Le zone boschive attorno al paese sono diventate così il fulcro delle operazioni, con perlustrazioni serrate e controlli capillari.

Trovato morto, era scomparso dal 16 febbraio
La giornata più intensa è stata quella di ieri, 18 febbraio, quando è stato messo in campo un imponente dispiegamento di mezzi e personale. In azione i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Lurate Caccivio, coordinati dal maggiore Christian Tapparo, comandante della compagnia di Cantù. Le squadre hanno battuto sentieri, radure e aree impervie, avanzando metro dopo metro in un territorio reso difficile dalla vegetazione fitta.

Le operazioni si sono protratte per ore, con il supporto dall’alto dell’elicottero che forniva indicazioni utili alle unità impegnate a terra. Un lavoro meticoloso, fatto di speranza e tensione, mentre il tempo scorreva e la comunità restava con il fiato sospeso. Ogni movimento, ogni segnalazione veniva verificata, nel tentativo di arrivare a una svolta.

La svolta è arrivata nel tardo pomeriggio. Il corpo senza vita dell’impiegato comasco, nato nel 1971, è stato rinvenuto in prossimità di una zona boschiva. Una scoperta che ha chiuso nel modo più tragico giorni di ricerche e apprensione, lasciando spazio al dolore e alle domande ancora senza risposta.
L’area è stata immediatamente isolata per consentire i rilievi del caso. I militari hanno avviato tutti gli accertamenti necessari per chiarire la dinamica dei fatti e comprendere cosa sia accaduto nelle ore successive alla scomparsa. Ogni elemento raccolto potrebbe risultare determinante per ricostruire gli ultimi momenti dell’uomo.
Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, compresa quella del gesto estremo. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi dell’indagine, mentre si attendono eventuali ulteriori riscontri dagli esami e dalle verifiche tecniche.
La comunità di Montano Lucino e dei centri vicini si stringe intanto attorno alla famiglia dell’uomo, colpita da una tragedia improvvisa e ancora avvolta da molti interrogativi. Le indagini dei carabinieri proseguono, con l’obiettivo di fare piena luce su una vicenda che ha profondamente scosso il territorio.


