
Stava fumando una sigaretta sull’uscio di casa, al termine della cena, quando tre uomini incappucciati e armati l’hanno sorpresa, spingendola con violenza all’interno dell’abitazione. In cucina il marito e il figlio minorenne stavano sparecchiando: pochi secondi per capire ciò che stava accadendo.
Sono stati attimi di terrore quelli vissuti da una famiglia bergamasca intorno alle 20.30 di ieri sera, presa in ostaggio da una banda di rapinatori che ha ripulito la loro villetta di Urgnano.
La donna e il figlio sono stati scaraventati a terra, immobilizzati con fascette di plastica da elettricista, mentre i malviventi puntavano loro le armi alla testa. I telefoni cellulari sono stati gettati in giardino per impedire qualsiasi richiesta di aiuto.
La casa è stata messa a soqquadro alla ricerca di denaro e oggetti preziosi, poi uno dei tre malviventi ha minacciato il padre con una pistola, costringendolo a indicare dove si trovasse la cassaforte. Il forziere è stato aperto con un flessibile e ripulito. I rapinatori — che potevano contare su altri complici all’esterno — hanno arraffato alcune centinaia di euro in contanti, un orologio di marca, diversi monili in oro e due fucili da caccia regolarmente detenuti.

Prima di fuggire hanno legato anche il padre. L’uomo è riuscito a liberarsi poco dopo e a chiamare il 112.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Urgnano, insieme ai militari del Nucleo investigativo e della Scientifica di Treviglio. La famiglia, sotto shock, non è stata in grado di fornire descrizioni precise dei rapinatori, dato che avevano il volto coperto. Avrebbero però sentito i tre parlare tra loro con un accento dell’Est Europa. Secondo gli investigatori si tratterebbe di un gruppo esperto, che conosceva l’abitazione e le abitudini dei proprietari, forse tenuti d’occhio nei giorni precedenti al colpo.
Padre, madre e figlio sono stati affidati alle cure del 118, intervenuto in via Provinciale con un’ambulanza. Nessuno ha riportato ferite e non è stato necessario il trasporto in ospedale.
Le indagini sono scattate immediatamente: effettuato il sopralluogo nella villetta, raccolte le testimonianze e acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali e private della zona. I carabinieri sono ora al lavoro per risalire ai responsabili.


