
Il Festival di Sanremo 2026 si apre sotto il segno della continuità storica e del ricordo commosso, ma anche nel pieno di una serie di chiarimenti necessari per sgomberare il campo dalle speculazioni politiche. Durante la conferenza stampa ufficiale tenutasi il 23 febbraio 2026, il direttore artistico e conduttore Carlo Conti ha delineato i contorni di quella che sarà la settantaseiesima edizione della kermesse canora. L’incontro con i giornalisti ha confermato che l’evento sarà un omaggio vibrante alla figura di Pippo Baudo, scomparso l’anno precedente, definendo lo spirito di questa edizione come profondamente baudiano. Conti, visibilmente emozionato, ha ribadito come la struttura stessa del programma e lo stile della conduzione trarranno ispirazione dal grande maestro della televisione italiana, considerato un faro e un punto di riferimento insuperabile per chiunque ricopra il ruolo di conduttore e regista in scena.
L’assenza della premier e le polemiche politiche
Uno dei temi centrali della conferenza è stato il presunto arrivo della presidente del consiglio Giorgia Meloni al Teatro Ariston. Carlo Conti ha affrontato la questione con la sua consueta ironia e pragmatismo, dichiarando che, qualora la premier volesse partecipare, dovrebbe semplicemente acquistare un biglietto come ogni altro cittadino. Poco dopo le parole del conduttore, è arrivata la smentita definitiva sia da parte della Rai che da Palazzo Chigi, escludendo categoricamente la presenza della premier durante le serate del Festival. Conti ha colto l’occasione per rivendicare la propria indipendenza professionale, respingendo le etichette politiche che gli sono state attribuite nel corso della carriera. Ha sottolineato di aver lavorato liberamente sotto diversi governi e ha scherzato sul fatto che, se oggi viene definito meloniano, in passato è stato detto renziano e in futuro potrebbe essere chiamato cinquestelliano, riaffermando con orgoglio il suo ruolo di intrattenitore slegato dai condizionamenti dei palazzi del potere.
La dedizione assoluta al mito di Pippo Baudo
L’emozione ha preso il sopravvento quando si è parlato del tributo a Pippo Baudo. Questo sarà infatti il primo Festival senza di lui, una circostanza che carica di responsabilità Carlo Conti e tutta l’organizzazione. Il direttore artistico ha rivelato che l’intero impianto scenico e narrativo della prima serata, a partire dalla discesa delle scale fino all’introduzione musicale, sarà un esplicito richiamo all’eredità lasciata dal presentatore siciliano. Conti ha spiegato che la differenza tra presentare e condurre risiede proprio nella capacità di dettare i tempi e governare la scena, un’arte che Baudo ha inventato e perfezionato. Per rendere omaggio a questo legame indissolubile tra l’uomo e la kermesse, verranno utilizzati materiali d’archivio, video e registrazioni audio originali di Baudo per presentare alcuni degli ospiti che proprio lui aveva lanciato nel corso dei decenni, creando un ponte ideale tra il passato glorioso della Rai e il presente della musica italiana.
Il ritorno emozionante di Laura Pausini
Accanto a Carlo Conti per tutte le cinque serate ci sarà una co-conduttrice d’eccezione, Laura Pausini, che torna sul palco che l’ha vista nascere artisticamente nel 1993. La cantante ha espresso la sua profonda gratitudine verso Conti per la fiducia accordatale, ammettendo di vivere questo impegno con una serenità matura ma anche con la tipica scarica di adrenalina delle grandi occasioni. Durante l’incontro con la stampa, Pausini ha scherzato sulla sua tensione dichiarando di avere il Lexotan pronto, ma ha anche ricordato con affetto come sia stata spinta ad accettare questa sfida proprio dai consigli ricevuti in passato da Baudo. La sua presenza garantisce al Festival un respiro internazionale e un calore umano che si sposa perfettamente con l’idea di una conduzione empatica e meno formale, pur mantenendo il rigore richiesto dal palcoscenico più importante d’Italia.
Il cast dei co-conduttori e degli ospiti internazionali
Oltre alla presenza fissa della Pausini, il palco dell’Ariston vedrà alternarsi numerosi volti noti del cinema, della televisione e della moda. Il martedì sarà la volta di Can Yaman, mentre il mercoledì vedrà un gruppo variegato composto da Pilar Fogliati, Achille Lauro e Lillo. Il giovedì e il venerdì porteranno un tocco di eleganza internazionale e stile con le modelle Irina Shayk e Bianca Balti. La serata finale di sabato sarà invece affidata alla giornalista Giorgia Cardinaletti e alla comicità trascinante di Nino Frassica. Non mancheranno i collegamenti esterni dalla nave Costa Toscana, dove Max Pezzali si esibirà insieme a Olly, fresco vincitore dell’edizione 2025. Il parterre degli ospiti musicali è altrettanto prestigioso, con nomi del calibro di Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti, Alicia Keys e Andrea Bocelli, confermando la volontà di Conti di riportare al centro della scena la grande musica e le eccellenze globali.
I riconoscimenti alla carriera e il valore della tradizione
Un momento di grande importanza istituzionale e culturale sarà rappresentato dalla consegna dei Premi alla Carriera, che quest’anno celebreranno tre pilastri della musica italiana. I prescelti sono Caterina Caselli, Mogol e Fausto Leali, figure che hanno segnato profondamente l’evoluzione del gusto e della discografia nazionale. Questi premi non sono solo un atto di omaggio, ma rientrano nella strategia di Conti di valorizzare la storia della canzone italiana all’interno di un contesto moderno e tecnologico, come dimostra la trasmissione del Festival in Rai 4K. Il direttore della comunicazione Rai, Fabrizio Casinelli, ha confermato che la macchina organizzativa è pronta per gestire un evento di tale portata, che si preannuncia come uno dei più seguiti degli ultimi anni grazie alla combinazione tra innovazione digitale e un forte richiamo alla memoria collettiva del Paese.


