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Bimbo morto a Napoli, mamma deposita audio col medico in Procura: “Voglio verità”

Pubblicato: 24/02/2026 16:44

NAPOLI – Nuovo tassello nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, il bimbo deceduto lo scorso 23 dicembre dopo il trapianto di un cuore ritenuto danneggiato. Questa mattina, martedì 24 febbraio, la madre Patrizia Mercolino si è recata in Procura per consegnare una chiavetta usb con una registrazione audio ritenuta cruciale ai fini delle indagini.

Ad accompagnarla l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, che ha spiegato ai cronisti il contenuto del file: si tratterebbe della conversazione avvenuta nel giorno in cui, dopo la riunione dell’équipe interdisciplinare allargata a esperti da tutta Italia, alla madre sarebbe stata comunicata la diagnosi infausta.

Secondo quanto riferito dalla difesa, nella registrazione sarebbe lo stesso Guido Oppido a comunicare che non c’era più nulla da fare. La madre avrebbe chiesto conto del fatto che poche ore prima Domenico fosse stato dichiarato trapiantabile, con l’annuncio dell’arrivo dell’organo compatibile.

Sempre stando alla versione fornita dall’avvocato, il medico avrebbe spiegato di aver dato il via libera “solo per disperazione”. Un passaggio che, secondo la famiglia, rappresenterebbe un elemento determinante nell’ambito dell’inchiesta. “A nostro avviso ciò è decisivo ai fini investigativi”, ha sottolineato il legale.

La difesa parla di una presunta ingerenza del medico nelle scelte cliniche, ritenendo che non vi fossero le condizioni di serenità necessarie per continuare a essere il medico curante del bambino. La consegna della registrazione, viene precisato, rientra in una strategia difensiva ora che sono stati formalmente iscritti i nomi degli indagati.

Il fascicolo è coordinato dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante della Procura della Repubblica di Napoli. Al momento gli indagati sono sette. Il legale ha chiesto che la madre venga ascoltata anche in merito all’orario di arrivo del cuore all’ospedale.

Al centro degli accertamenti c’è infatti la tempistica dell’arrivo dell’organo al Monaldi da Bolzano. Patrizia Mercolino ha sempre sostenuto che il cuore sia giunto alle 14.30, mentre la relativa scheda riporterebbe l’orario delle 14.18. Un dettaglio che potrebbe avere un peso nella ricostruzione complessiva dei fatti.

Giovedì 26 febbraio sono previsti accertamenti tecnici sui telefoni cellulari. La difesa intende dimostrare che le dichiarazioni della madre sull’orario non sarebbero influenzate dall’esito delle verifiche tecniche, ma coerenti con quanto da lei sostenuto fin dall’inizio.

“Vogliamo la verità”, ha dichiarato la madre davanti alla Procura. “C’è il desiderio che venga fatta giustizia. Se mi fermo, resto lì a piangere e Domenico non lo vuole”. Poi il riferimento agli altri due figli: “Devo restare in piedi anche per loro”. Una battaglia che la famiglia annuncia di voler portare avanti fino in fondo, in nome della chiarezza e della giustizia.

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