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“Azioni legali contro la cantante”. Sanremo, l’annuncio shock è appena arrivato

Pubblicato: 25/02/2026 11:05

Il concorso Miss Italia contesta ufficialmente l’uso indebito della denominazione da parte della cantante Ditonellapiaga, che ha impiegato il nome del celebre concorso come titolo di un brano musicale e dell’album in cui esso è incluso.

Secondo gli organizzatori, l’utilizzo della denominazione “Miss Italia” nel contesto della canzone risulta inappropriato e potenzialmente dannoso per l’immagine del concorso e delle sue partecipanti.

Il testo del brano, inoltre, contiene espressioni e giudizi che il concorso ritiene lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano ogni anno alla competizione, minando la reputazione acquisita dalle vincitrici e dalle concorrenti.

La direzione del concorso sottolinea come tale condotta possa risultare pregiudizievole dei diritti esclusivi legati alla denominazione Miss Italia, sia sotto il profilo legale sia sotto quello dell’immagine pubblica.

Gli organizzatori evidenziano che la protezione della marca e del nome è essenziale per preservare l’integrità e la credibilità del concorso, riconosciuto come uno dei più prestigiosi a livello nazionale.

Per tutelare tali interessi, il concorso ha conferito mandato agli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca, esperti in diritto d’autore e proprietà intellettuale, affinché valutino le azioni legali più adeguate.

Ditonellapiaga poses during a photocall at the 76th Sanremo Italian Song Festival, in Sanremo, Italy, 25 February 2026. The festival runs from 24 to 28 February 2026. ANSA/ETTORE FERRARI

L’obiettivo principale è inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione “Miss Italia” da parte della cantante o di terzi, evitando che il danno alla reputazione del concorso si protragga nel tempo.

In parallelo, il concorso Miss Italia intende ottenere il risarcimento dei danni già subiti e di quelli eventualmente subendi, a tutela dei propri diritti esclusivi e dell’immagine delle partecipanti.

Il caso è destinato a far discutere sia nel mondo della musica che in quello della cronaca legale, aprendo un dibattito sul confine tra libertà artistica e tutela dei marchi storici e della reputazione personale dei soggetti coinvolti.

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