
C’è un filo sottile che lega il palco dell’Ariston a una casa piena di musica, risate e spartiti sparsi sul tavolo. È un filo che passa attraverso la memoria e attraversa il dolore senza spezzarsi. Serena Brancale lo tiene stretto ogni volta che sale su un palco, ma a Sanremo quel legame diventa quasi visibile, come se tra le luci e l’orchestra ci fosse anche un posto riservato a chi non c’è più. Il suo volto, così simile a quello della madre, racconta una storia che non è soltanto artistica ma profondamente familiare. Una storia fatta di incoraggiamenti, studio, sacrifici e sogni coltivati insieme. Perché dietro la cantante pugliese c’è sempre stata una donna che credeva nella musica come linguaggio di vita. E oggi quella presenza continua a vibrare in ogni nota.
La madre, Maria De Filippis, è scomparsa improvvisamente nel 2020, lasciando un vuoto che per l’artista è stato un colpo improvviso e devastante. Insegnante, musicista e operatrice culturale a Valenzano, di origini italo-venezuelane, Maria era molto più di un punto di riferimento domestico: era la prima sostenitrice delle figlie, la maestra severa e affettuosa, l’energia che trasformava la casa in una festa continua. Serena l’ha raccontata più volte come il suo angelo custode, la figura che la spronava a studiare e a non accontentarsi. Un amore totale, che ha trovato nella musica il suo linguaggio naturale.
L’ultimo desiderio e il ritorno all’Ariston
Pochi giorni prima di morire, Maria De Filippis aveva espresso un desiderio semplice e potentissimo: rivedere Serena sul palco di Sanremo, questa volta accanto alla sorella Nicole. Non era solo un sogno artistico, ma l’immagine di un percorso condiviso, di due figlie unite dalla stessa passione. Quel messaggio, scritto al manager della cantante, è diventato una promessa da mantenere. E così è stato. A distanza di anni dalla prima esperienza tra i Giovani nel 2015, Serena è tornata all’Ariston accompagnata dalla sorella maggiore, oggi direttrice d’orchestra. Un ritorno che non ha avuto soltanto il sapore della rivincita professionale, ma quello di un cerchio che si chiude.
La presenza di Nicole accanto a Serena non è un dettaglio, ma il segno concreto di una volontà rispettata. In quella collaborazione c’è l’eredità musicale di una madre che aveva creduto nelle doti di entrambe, promuovendone gli spettacoli, seguendo ogni iniziativa, condividendo orgogliosamente successi e momenti quotidiani. Maria non sosteneva solo le esibizioni pubbliche, ma custodiva anche l’intimità dei legami, quei frammenti di vita madre-figlia che oggi diventano ricordo prezioso e fondamento di una maturità artistica nuova.
“Qui con me”, la canzone che trasforma il dolore
Con “Qui con me”, Serena Brancale ha scelto di mettere in musica l’assenza. Il brano parla di un amore che non si consuma con il tempo, che resta e continua a vivere anche oltre la perdita. Non è un lamento, ma una dichiarazione di permanenza: l’idea che chi abbiamo amato continui ad accompagnarci. In quelle parole c’è la promessa fatta nel 2020, quando l’artista scriveva alla madre che sarebbe stata la sua voce, le sue mani, il suo orgoglio. Una promessa di forza, di responsabilità, di continuità.
La dedica a Maria De Filippis non è solo un omaggio personale, ma il cuore stesso dell’identità artistica di Serena. La somiglianza fisica, sottolineata da chi le conosce, diventa simbolica: due gocce d’acqua anche nel modo di vivere la musica come vocazione e servizio culturale. Sul palco di Sanremo, ogni nota di “Qui con me” sembra rispondere a quell’ultimo desiderio espresso in punto di morte. E in quell’abbraccio ideale tra madre e figlia c’è la forza di una storia che continua, trasformando il dolore in canto e l’assenza in presenza.


