
È morto a 80 anni Rolando D’Angeli, manager e produttore discografico che nel corso della sua lunga carriera ha contribuito al successo di alcuni tra i più importanti artisti italiani. D’Angeli si è spento sabato 8 agosto a Roma, circondato dall’affetto dei familiari. Lascia le figlie Silvia e Sara.
I funerali si terranno martedì 11 agosto alle 10 nella Basilica del Sacro Cuore di Cristo Re, in viale Mazzini, a Roma.
Dagli anni difficili alla musica
D’Angeli amava definirsi il “venditore di stelle”, espressione scelta anche per il titolo della sua autobiografia, Il venditore di stelle. Storia di un impresario fuori dal comune, pubblicata nel 2013.
Nel libro aveva raccontato il percorso che lo aveva portato dalla difficile infanzia trascorsa nella periferia romana di Centocelle alla costruzione di una carriera nel mondo della musica. Una storia segnata dalla tenacia e dalla convinzione che «niente è impossibile».
La svolta arrivò nel 1978, quando conobbe Bobby Solo e iniziò a occuparsi della sua carriera come manager. La collaborazione contribuì al rilancio dell’artista in Italia e all’estero. L’anno successivo D’Angeli fondò la Music Show International, società destinata a diventare una delle realtà di riferimento nel settore del management musicale.
Il successo con Giorgia e Nek
Gli anni Novanta rappresentarono il periodo più importante della sua carriera. D’Angeli sviluppò un modello imprenditoriale capace di riunire sotto un’unica struttura attività come editoria, produzione discografica, comunicazione, marketing e rapporti con i media.
Nel 1993 fondò la Don’t Worry Srl e, attraverso la Fox Band, iniziò a produrre Giorgia, contribuendo alla crescita della cantante romana.
Tre anni più tardi arrivò un’altra scommessa destinata a cambiare la sua carriera: quella su un giovanissimo Nek. D’Angeli produsse l’album Lei, gli amici e tutto il resto, pubblicato nel 1996.
Nel 1997 Nek partecipò al Festival di Sanremo con “Laura non c’è”. Il successo del brano trasformò l’album in un fenomeno internazionale, con milioni di copie vendute, centinaia di concerti e una lunga attività promozionale all’estero. Per D’Angeli fu, come raccontò nella sua autobiografia, l’apice della carriera discografica.
Da Carrà a Tozzi, una lunga lista di artisti
Nel corso degli anni il manager aveva lavorato con numerosi protagonisti della musica italiana. Tra questi Michele Zarrillo, Raffaella Carrà, Loretta e Daniela Goggi, Pupo, Mike Francis, Umberto Tozzi, Amedeo Minghi, Paola Turci, Mietta, Marina Rei, Massimo Di Cataldo e Mariella Nava.
Più recentemente aveva collaborato anche con Fabrizio Moro, Andrea Cardillo, Roberto Ciotti, Le Balentes e Luca Madonia, curando per quest’ultimo anche due duetti con Carmen Consoli e Franco Battiato.
La sua attività aveva inoltre oltrepassato i confini italiani, attraverso partnership con artisti internazionali come il pianista statunitense Steven Slaks e la cantante francese Kelly Joyce. Complessivamente, D’Angeli aveva prodotto spettacoli e promosso musica italiana in oltre 40 Paesi.
Gli ultimi anni e l’eredità professionale
Nel 2003 aveva investito nuove energie nella realizzazione di studi di registrazione, affidandone la gestione alla Fox Band, che aveva poi rilanciato coinvolgendo le figlie Silvia e Sara.
Una carriera costruita partendo da zero e attraversando decenni di trasformazioni dell’industria musicale, sempre con quell’intuito che gli aveva permesso di riconoscere il potenziale degli artisti e accompagnarli verso il successo.


