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“L’Italia è nel raggio dei missili”. Guerra, cresce la paura: la rivelazione

Pubblicato: 01/03/2026 09:38

L’allerta internazionale cresce e l’Italia osserva con attenzione le evoluzioni del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Dopo l’attacco americano a Teheran, il dibattito sulle capacità missilistiche iraniane e sui rischi per il nostro Paese si è intensificato. L’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, ha dichiarato senza mezzi termini che l’Iran possiede centinaia di missili in grado di raggiungere non solo Israele, ma anche capitali europee come Roma, Parigi e Londra, generando inevitabilmente preoccupazione.

Il timore non è infondato: tra i missili a lungo raggio sviluppati da Teheran spicca il Soumar, con una gittata teorica di circa 3.000 chilometri. Secondo Emmanuele Panero, responsabile del Desk Difesa e Sicurezza del Centro Studi Internazionale, la questione va però letta con attenzione. «La capacità di colpire l’Europa esiste solo sulla carta», spiega, «l’arsenale iraniano non è stato progettato per attacchi intercontinentali, e le scorte disponibili a medio raggio si stanno rapidamente esaurendo».

Nonostante ciò, la risposta americana con attacchi mirati ha alzato il livello di tensione nella regione, aumentando la percezione di rischio anche per i Paesi alleati. Le autorità italiane, in coordinamento con quelle statunitensi e internazionali, hanno intensificato le misure di sicurezza, in particolare attorno a obiettivi sensibili come sedi diplomatiche, basi militari e infrastrutture critiche.

Le principali basi italiane nel Golfo, tra Kuwait e Iraq, hanno sospeso ogni attività non essenziale. I militari sono stati trasferiti nei bunker, e le esercitazioni bloccate. Complessivamente circa mille soldati italiani si trovano in strutture protette, con monitoraggio costante e piani d’emergenza pronti a scattare in caso di escalation.

L’allerta riguarda anche il territorio nazionale. Gli esperti ricordano che, sebbene un missile come il Soumar possa teoricamente raggiungere l’Italia, la probabilità concreta di un attacco diretto rimane bassa. «Più che un rischio immediato», precisa Panero, «si tratta di una minaccia regionale: Israele e le basi americane in Medio Oriente restano obiettivi prioritari».

Secondo John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, la situazione richiede prudenza. In un’intervista recente ha sottolineato la necessità di rafforzare la difesa europea e statunitense contro eventuali ritorsioni iraniane, evidenziando come l’Italia rientri tra i Paesi potenzialmente colpiti dai missili balistici a lungo raggio.

A livello operativo, le forze italiane lavorano in stretta sinergia con le autorità locali e internazionali, aggiornando continuamente i protocolli di sicurezza. Le installazioni strategiche, inclusi aeroporti militari, porti e sedi diplomatiche, sono sottoposte a controlli rafforzati e sorveglianza continua.

In definitiva, l’Italia si trova in un contesto di alta tensione internazionale, tra capacità teoriche di attacco e misure preventive concrete. La strategia delle autorità si basa su prudenza, protezione del personale e monitoraggio continuo, consapevoli che, mentre la minaccia esiste sulla carta, la gestione operativa può ridurre significativamente i rischi.

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