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Dubai, la testimonianza shock del calciatore italiano: “Abbiamo dovuto prendere i bambini, poi quella corsa”

Pubblicato: 02/03/2026 12:21

Una vacanza da sogno trasformata in un incubo: la famiglia di Danilo D’Ambrosio, ex calciatore dell’Inter e della Nazionale, è rimasta bloccata a Dubai a causa dell’escalation militare in Medio Oriente, dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e la successiva risposta di Teheran che ha coinvolto anche gli Emirati Arabi Uniti.

«Questa pochi scoppi grazie al cielo e tanti tanti aerei militari», è stato l’ultimo aggiornamento condiviso sui social da D’Ambrosio e dalla moglie Enza De Cristofaro, a testimonianza della tensione che ha caratterizzato le ultime ore. La coppia, insieme ai due figli piccoli, si trovava in vacanza presso il famoso resort Atlantis, prima di dover lasciare la struttura per rifugiarsi in casa di un amico.
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I momenti di panico

In un collegamento con Sky Sport, D’Ambrosio ha descritto dettagliatamente la drammatica esperienza: «Verso le 16 di Dubai ci sono stati tre droni che ci sono scoppiati praticamente in testa. Il panico totale dei bambini ci ha costretti a correre». L’ex terzino ha spiegato che la famiglia ha dovuto improvvisare una fuga rapida dall’albergo portando solo l’essenziale: «Abbiamo preso l’occorrente e siamo venuti a casa di quest’amico, perché ci hanno consigliato di non stare in alcune strutture».

Gli alert sui cellulari hanno segnato ogni fase della giornata. «Sui telefoni di tutti noi ci sono stati due-tre alert – ha aggiunto D’Ambrosio –. Fino a qualche ora fa la situazione era abbastanza tranquilla, sentivamo gli aerei ma eravamo abbastanza tranquilli, poi l’alert ci ha costretti ad andare nel sottoscala». La preoccupazione per i bambini ha reso il momento ancora più drammatico: «I bambini dormivano ma noi no perché non sapevamo cosa potesse accadere», ha confermato la moglie Enza De Cristofaro.

La notte in sottoscala

La notte tra sabato e domenica è stata caratterizzata da continui boati e allarmi. «Abbiamo trascorso la nottata in un sottoscala tra allarmi e scoppi continui – si legge nelle storie pubblicate sui social –. Aspettiamo solo che ci riportino a casa». Le esplosioni dei missili hanno generato paura tra la popolazione presente sulle spiagge: «Hanno abbattuto tre missili sulle nostre teste mentre eravamo in spiaggia. Cadevano detriti e le persone impanicate piangevano e urlavano», ha raccontato l’ex calciatore, descrivendo una scena di tensione diffusa e caos improvviso.

Ritardo del rientro in Italia

La famiglia D’Ambrosio avrebbe dovuto ripartire proprio domenica per l’Italia, ma l’emergenza militare ha bloccato i voli e reso impossibile il rientro. «Quando è scattato l’allarme sui cellulari, siamo corsi a prendere i bambini e siamo scesi giù in cantina. Siamo stati ore al riparo e ogni rumore era uno sguardo di timore tra di noi. Questa mattina ci siamo svegliati tra altri boati. Vogliamo solo tornare a casa», ha aggiunto Danilo.

Una testimonianza sui social

Attraverso i propri account Instagram, la coppia ha voluto raccontare in tempo reale le difficoltà della situazione, sottolineando l’angoscia vissuta dai più piccoli e la gestione della paura in un contesto di emergenza militare. «È stata una notte da incubo. Di allarmi. Di rumori e di boati. Di terrore nei nostri occhi», ha scritto la moglie Enza, condividendo la tensione e l’incertezza di un’esperienza che ha trasformato la vacanza in un vero e proprio dramma.

La vicenda mette in luce come la crisi in Medio Oriente stia impattando anche i turisti e i residenti stranieri, costretti a improvvisare rifugi e a vivere sotto costante preoccupazione, mentre le autorità locali e diplomatiche cercano di organizzare i rientri in sicurezza verso i Paesi di origine. La famiglia D’Ambrosio resta così in attesa di un ritorno a casa, segnando sui social un racconto diretto della paura e della precarietà vissuta a Dubai in questi giorni.

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