
Le tensioni in Medio Oriente riaccendono il dibattito sulla sicurezza europea e sui possibili effetti di un’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. A lanciare un monito è il generale Leonardo Tricarico, intervenuto nel corso della trasmissione 4 di Sera, in onda domenica 1 marzo su Rete 4. Le sue parole tracciano uno scenario che, pur senza cedere ad allarmismi, invita a non sottovalutare i rischi.
“I guai in quel caso sono seri”, ha dichiarato l’ex Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, rispondendo a una domanda diretta: con l’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran, esiste la possibilità che Teheran possa colpire anche l’Europa? “Come ipotesi non è da scartare del tutto”, ha esordito Tricarico, sottolineando che la Repubblica islamica dispone di strumenti che vanno oltre l’arsenale missilistico.
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Il rischio terrorismo e la fragilità della difesa aerea
Nel ragionamento del generale, il primo elemento di attenzione riguarda il terrorismo. “L’Iran non ha soltanto i missili, ha degli altri asset utilizzabili, uno dei quali fino adesso non è stato sfruttato in tutte le sue potenzialità”, ha spiegato. Alla domanda su quale fosse questo strumento, la risposta è stata netta: “Il terrorismo e quindi quello che oggi noi dovremmo fare è metterci al riparo da questo pericolo, cercando di tutelare quegli obiettivi che potrebbero rientrare nella strategia del terrorismo”.
Parole che riportano al centro dell’analisi la necessità di rafforzare la sicurezza interna e la protezione degli obiettivi sensibili, in un contesto internazionale in rapido mutamento. Ma non è l’unico fronte di preoccupazione. “Certamente – ha proseguito – se il missile dovesse essere l’ipotesi, allora i guai sono seri per noi, perché la difesa aerea è uno dei comparti più fragili e più problematici del nostro sistema”. Un passaggio che evidenzia una criticità strutturale, legata alla capacità di intercettare e neutralizzare eventuali minacce balistiche.
Guerra #Iran, il generale Tricarico: "Il pericolo ora sono i terroristi"#4disera Weekend pic.twitter.com/zML8xGvkUu
— 4 di sera (@4disera) March 1, 2026
Le previsioni sulla durata del conflitto
Già nelle ore successive all’attacco, Tricarico aveva offerto una chiave di lettura meno orientata verso uno scenario di guerra tradizionale prolungata. In dichiarazioni rilasciate all’agenzia Adnkronos, aveva affermato: “Non mi pare che l’attacco sull’Iran, perlomeno dalle sue fasi iniziali, possa far temere una guerra di lunga durata e con i caratteri del conflitto tradizionale. D’altronde nessuno oggi, pur con le capacità di proiezione della forza degli Stati Uniti, può permettersi un conflitto a distanza di lunga durata. Soprattutto se non è funzionale ai propri interessi vitali; e per gli Usa non lo è”.
Una valutazione accompagnata anche da una stima temporale: “per ora, con la logistica approntata nell’area, potrebbero andare avanti a piena intensità per otto, dieci giorni, non più”. Un orizzonte limitato, dunque, almeno nelle intenzioni iniziali.
A distanza di giorni, tuttavia, il quadro sembra essersi fatto più incerto. Il presidente americano Donald Trump ha parlato di un conflitto della durata di quattro settimane, aprendo a uno scenario più esteso rispetto alle prime ipotesi.
Tra rischio escalation, minaccia terroristica e vulnerabilità della difesa aerea italiana, l’analisi di Tricarico richiama l’attenzione sulla necessità di una vigilanza costante. L’evoluzione della crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran resta un osservatorio delicato per l’Italia e per l’intera Europa, chiamate a misurarsi con equilibri geopolitici in continua trasformazione.


