
Il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran continua a intensificarsi con bombardamenti e attacchi missilistici su più fronti. Nelle ultime ore Israele e gli Stati Uniti hanno colpito numerose infrastrutture militari ed energetiche in Iran, tra cui depositi di carburante, siti industriali e installazioni nella provincia di Isfahan e nella città di Najafabad, con decine di morti. Secondo il ministero della Sanità iraniano, il bilancio complessivo degli attacchi ha superato i 1.200 morti e i 10mila feriti, mentre la Mezzaluna Rossa parla di quasi 10mila edifici civili distrutti. Gli attacchi alle strutture petrolifere hanno provocato enormi incendi e una densa nube di fumo su Teheran, con le autorità che hanno avvertito la popolazione del rischio di piogge acide e invitato i cittadini a restare in casa.
Parallelamente prosegue la risposta militare iraniana. Missili sono stati lanciati verso il centro di Israele, con allarmi a Tel Aviv e diversi feriti, mentre droni e missili hanno colpito anche Paesi del Golfo come Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Secondo fonti occidentali, Teheran sta cercando di danneggiare radar e sistemi di difesa aerea statunitensi nella regione per ridurre la capacità di intercettazione dei missili. Gli Emirati hanno dichiarato di aver intercettato centinaia di droni e missili dall’inizio degli attacchi e, secondo media israeliani, avrebbero condotto per la prima volta un raid contro un impianto in Iran, ma nel pomeriggio è arrivata la smentita ufficiale da Dubai. Nel Golfo continuano anche gli incidenti legati alla guerra, come l’affondamento di un rimorchiatore nello Stretto di Hormuz.
Il conflitto si estende inoltre ad altri fronti regionali. In Libano i bombardamenti israeliani hanno causato centinaia di morti in una settimana e l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione delle zone a sud del fiume Litani, mentre Hezbollah continua gli attacchi contro Israele. Sul piano politico, l’Assemblea degli Esperti iraniana ha scelto la nuova Guida Suprema dopo l’uccisione di Ali Khamenei: si tratta del figlio Mojtaba. Questo mentre Israele ha minacciato di colpire chiunque partecipi alla nomina del successore e Trump ha “avvertito” che senza approvazione americana la nuova Guida Suprema durerà poco. Intanto crescono le tensioni diplomatiche e gli appelli alla de-escalation: Papa Leone XIV ha chiesto che “cessi il fragore delle bombe”, mentre leader europei e regionali si muovono per evitare un ulteriore allargamento del conflitto in Medio Oriente.
22:08 – Iran, la tv di Stato annuncia: “La nuova guida suprema è Mojtaba, il figlio di Khamenei”
Iran, adesso è anche ufficiale: dopo le voci che si rincorrevano nel pomeriggio la tv di Stato ha annunciato: “La nuova guida suprema è Mojtaba, il figlio di Khamenei”.
20:35 – Settimo soldato americano morto dall’inizio della guerra
Sale a sette il numero dei militari statunitensi morti dall’inizio del conflitto con l’Iran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto che un soldato è deceduto per le ferite riportate durante i primi attacchi delle forze iraniane in Medio Oriente. Secondo quanto comunicato in un post su X, il militare era rimasto gravemente ferito il 1° marzo scorso durante un attacco contro truppe americane in Arabia Saudita. La morte è avvenuta nella serata di ieri, dopo giorni di ricovero per le lesioni subite.
19:04 – Tajani sente il direttore dell’Aiea Grossi: “Preoccupati dalla minaccia nucleare”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un lungo colloquio telefonico con il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, sulla situazione del conflitto in Iran. Lo ha riferito lo stesso Tajani su X, spiegando che durante la conversazione è stata condivisa forte preoccupazione per il rischio nucleare legato alla crisi in corso. I due hanno ribadito che la via del dialogo e del negoziato diplomatico resta prioritaria e che è necessario garantire all’Aiea un accesso regolare ai siti nucleari iraniani. Il capo della Farnesina ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’Agenzia nel mondo per la sicurezza nucleare, citando in particolare le attività di monitoraggio attorno alla centrale di Zaporizhzhia e al sito di Chernobyl in Ucraina.
18:44 – Media: gli Usa valutano l’impiego di forze speciali per i siti nucleari iraniani
Donald Trump starebbe valutando l’impiego di forze speciali per mettere in sicurezza i siti nucleari iraniani e il materiale fissile presente nel Paese. Lo riferisce Axios, citando una fonte interna all’amministrazione.
Secondo quanto riportato, tra le ipotesi discusse a Washington ci sarebbe l’ingresso di unità speciali americane negli impianti nucleari con l’obiettivo di proteggere il materiale nucleare e impedire che l’uranio arricchito venga utilizzato per la produzione di armi.
“Ciò che è stato discusso è l’ingresso di forze speciali per proteggere materiale nucleare che può essere usato per produrre armi nucleari”, ha spiegato la fonte. L’operazione potrebbe avvenire insieme a scienziati e con il possibile coinvolgimento dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), incaricata di monitorare il programma nucleare iraniano.
18:32 – Iran, Assemblea degli Esperti: “È un Khamenei il nuovo leader”
L’Assemblea degli Esperti, l’organo religioso incaricato dalla Costituzione iraniana di scegliere la Guida Suprema, avrebbe deciso il successore dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nei raid israeliani e statunitensi delle scorse settimane. Secondo le prime indicazioni provenienti da ambienti vicini al clero sciita, il nuovo leader sarebbe un membro della famiglia Khamenei, alimentando l’ipotesi di una successione all’interno della stessa dinastia politica.
Tra i nomi più accreditati figura Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ex Guida Suprema. Religioso sciita e figura molto influente dietro le quinte del potere iraniano, Mojtaba è considerato vicino ai Pasdaran e alle correnti più conservatrici del regime.

17:34 – Arabia Saudita: raid contro edificio residenziale, due morti
Due persone sono morte e almeno altre dodici sono rimaste ferite in seguito a un attacco che ha colpito un edificio residenziale in Arabia Saudita. A riferirlo è l’agenzia per la Protezione civile saudita, che ha diffuso la notizia tramite il proprio account su X. Il raid avrebbe centrato un complesso abitativo nel governatorato centrale di al-Kharj, provocando vittime e danni nell’area. Le autorità locali stanno intervenendo con i soccorsi mentre proseguono gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’attacco.
16:57 – Telefonata Starmer-Trump: ipotesi uso delle basi RAF per la difesa dei partner in Medio Oriente
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro britannico Keir Starmer per discutere della situazione in Medio Oriente e della cooperazione militare tra Stati Uniti e Regno Unito. Secondo quanto riferito da un portavoce di Downing Street, i due leader hanno esaminato anche la possibilità di utilizzare le basi della Royal Air Force (RAF) nella regione per sostenere “l’autodifesa collettiva dei partner regionali”.
La conversazione arriva dopo le critiche espresse nei giorni scorsi da Trump nei confronti del governo britannico, accusato di aver valutato troppo tardi l’invio di due portaerei nel Medio Oriente. “Non ne abbiamo più bisogno”, aveva dichiarato il presidente americano, aggiungendo che sarebbe stato utile disporre delle navi due settimane prima, all’inizio dell’escalation militare.
16:24 – Trump: “Senza la nostra approvazione la nuova Guida Suprema durerà poco”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la futura Guida Suprema dell’Iran dovrà avere l’approvazione di Washington. In un’intervista ad ABC, Trump ha affermato che il nuovo leader religioso e politico della Repubblica islamica “dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la otterrà, non durerà a lungo”. Il presidente americano ha aggiunto che l’obiettivo degli Stati Uniti è evitare di trovarsi nuovamente davanti alla stessa situazione tra qualche anno: “Vogliamo assicurarci di non dover tornare indietro ogni dieci anni”. Da giorni Trump insiste sulla necessità che Washington abbia un ruolo nella scelta di chi guiderà l’Iran dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei.
16:20 – Iran: nuove esplosioni a Teheran nel nono giorno di guerra
Nuove esplosioni sono state segnalate in diversi quartieri di Teheran, mentre il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele entra nel nono giorno. A riferirlo è l’agenzia Afp, mentre anche i media locali hanno riportato deflagrazioni nella capitale senza indicare con precisione quali siano stati gli obiettivi dei possibili attacchi. Dopo i raid israeliani che nelle scorse ore hanno colpito alcuni depositi petroliferi, il cielo sopra Teheran resta coperto da dense nuvole di fumo, segno dei bombardamenti che continuano a interessare l’area.
16:14 – Iran: Araghchi, “Nessuno sa chi sarà la nuova Guida Suprema”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato in un’intervista a NBC News che al momento non è possibile sapere chi succederà all’ayatollah Ali Khamenei come Guida Suprema della Repubblica islamica. Dopo la morte di Khamenei in un raid israeliano, la scelta spetterà all’Assemblea degli Esperti, l’organo religioso incaricato di designare il nuovo leader del Paese. “Nessuno sa chi sarà la nuova Guida Suprema”, ha affermato Araghchi, sottolineando l’incertezza che circonda la successione al vertice del potere iraniano.
15:11 – Araghchi: “Mosca ci aiuta in molti modi, non è un segreto”
La cooperazione tra Iran e Russia nel contesto del conflitto con Stati Uniti e Israele torna al centro dell’attenzione. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, intervistato da NBC News, ha dichiarato che il sostegno di Mosca a Teheran non rappresenta una novità. “La cooperazione tra Iran e Russia non è una novità, non è un segreto”, ha affermato il capo della diplomazia iraniana. Araghchi ha aggiunto che la Russia starebbe aiutando l’Iran in diversi modi, senza però entrare nei dettagli: “Ci stanno aiutando in molti modi diversi, ma non ho informazioni dettagliate al riguardo”. Le parole del ministro arrivano mentre crescono le ipotesi di un coinvolgimento indiretto di Mosca nella crisi mediorientale.
15:03 – Emirati: “Non abbiamo colpito impianto desalinizzazione in Iran”
Il ministero degli Esteri afferma, secondo quanto riporta Anadolu, che in “autodifesa” contro “l’aggressione iraniana”, gli Emirati Arabi Uniti non cercano un’escalation, ma si riservano il “pieno diritto” di garantire la propria sicurezza. “Si tratta di fake news”.
13:44 – Il ministro della Difesa israeliano Katz: “Eliminato il segretario militare di Khamenei”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che il segretario militare della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei è stato eliminato. L’annuncio è arrivato mentre proseguono gli attacchi e le operazioni militari contro l’apparato di comando iraniano.
13:29 – Nuovo allarme missili dall’Iran a Tel Aviv, pochi minuti dopo il precedente
L’allarme missili lanciati dall’Iran è scattato nuovamente a Tel Aviv e nel centro di Israele poco dopo il precedente.
13:14 – Un ferito grave a Tel Aviv dopo l’ultimo lancio di missili dall’Iran
I servizi di soccorso riferiscono che una persona è rimasta gravemente ferita a Tel Aviv nell’attacco di missili iraniani di pochi minuti fa. A Petah Tikva, città nel centro di Israele, altre due persone sono rimaste ferite ma in modo non grave.
12:58 – Attacco missilistico dall’Iran verso Israele
L’esercito israeliano ha rilevato un attacco missilistico dall’Iran, dopo una pausa durata circa sei ore. Si prevede che nei prossimi minuti suoneranno le sirene di allarme nella zona centrale di Israele, scrive il Times of Israel.
12:43 – Libano: “Almeno 394 morti nei raid israeliani, tra loro 83 bambini e 42 donne”
Gli attacchi israeliani in Libano hanno provocato la morte di almeno 394 persone in una settimana, tra cui 83 bambini e 42 donne. Lo ha reso noto il ministro della Salute Rakan Nassereddine in conferenza stampa. Il bilancio del giorno precedente era di 294 morti, da quando il Libano è stato coinvolto lunedì scorso nel conflitto regionale a seguito di un attacco contro Israele del gruppo sciita filo-iraniano Hezbollah. Il ministro ha denunciato attacchi diretti contro “le squadre mediche e le ambulanze”, precisando che sono stati uccisi nove soccorritori.
12:27 – Media: “Per la prima volta Emirati attaccano in Iran”
“Gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato per la prima volta in Iran”. Lo riferiscono i media israeliani sottolineando che l’attacco ha preso di mira un impianto di desalinizzazione iraniano. “Israele ritiene che il raid sia, per il momento, solo un segnale al regime iraniano, tuttavia, se gli attacchi di Teheran dovessero intensificarsi, esiste una reale possibilità – riferiscono i media israeliani – che gli Emirati si uniscano al conflitto in modo limitato. Abu Dhabi intanto ha annunciato che “le difese aeree hanno rilevato 17 missili balistici, di cui 16 distrutti, mentre uno è caduto in mare. Rilevati anche 117 droni, di cui 113 intercettati e 4 caduti nel territorio nazionale”.
Durante il fine settimana, la tv pubblica israeliana Kan ha riferito che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha avuto una telefonata con il presidente degli Emirati Mohamed bin Zayed Al Nahyan proprio in relazione agli attacchi iraniani contro il suo Paese. I raid dei pasdaran hanno colpito negli Emirati anche hotel e aeroporti.
Oggi Abu Dhabi ha pubblicato su X un bilancio : “Dall’inizio degli attacchi iraniani, sono stati rilevati 238 missili balistici. Di questi, 221 sono stati distrutti, 15 sono caduti in mare e 2 sono caduti all’interno del Paese. Sono stati inoltre rilevati 1.422 droni iraniani, di cui 1.342 sono stati intercettati, 80 sono caduti nel territorio del Paese. Sono stati inoltre rilevati e distrutti 8 missili da crociera. Questi attacchi hanno causato 4 morti tra cittadini pakistani, nepalesi e bengalesi, e 112 persone hanno riportato ferite da moderate a lievi. Tra i feriti figurano cittadini di Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Etiopia, Filippine, Pakistan, Iran, India, Bangladesh, Sri Lanka, Azerbaigian, Yemen, Uganda, Eritrea, Libano, Afghanistan, Bahrein, Comore e Turchia”. Nel post si legge ancora: “Il Ministero della Difesa ha affermato di essere pienamente preparato ad affrontare qualsiasi minaccia e che risponderà con fermezza a qualsiasi tentativo di minare la sicurezza del Paese, garantendo la protezione della sua sovranità, sicurezza e stabilità e salvaguardando i suoi interessi e le sue capacità nazionali”.
12:26 – Emirati: “Dall’Iran oltre 100 droni verso di noi”
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che l’Iran ha lanciato contro di loro una raffica di 16 missili balistici e 117 droni. Lo riferisce l’Associated Press.
12:19 – Papa Leone XIV: “Cessi il fragore delle bombe, c’è il rischio che il Libano sprofondi nell’instabilità”
Preoccupato dal rischio che il Libano e tutto il Medio Oriente sprofondino nell’instabilità, papa Leone XIV ha fatto appello all’Angelus domenicale affinché “cessi il fragore delle bombe” e “tacciano le armi” in Iran e in tutta la regione. “Dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione”, ha detto Prevost. “Agli episodi di violenza e devastazione e al diffuso clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi e altri paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità. Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi e si apra uno spazio di dialogo nel quale si possa sentire la voce dei popoli. Affido questa supplica a Maria regina della pace”, ha detto il Papa nato a Chicago, “affinché interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e speranza”.
11:42 – Kuwait: “Uccisi in servizio due funzionari del governo”
Due funzionari del ministero degli Interni del Kuwait sono stati uccisi mentre “svolgevano il loro dovere”. Lo scrive la Cnn, citando il ministero in un post pubblicato su X. Il ministero non ha fornito ulteriori dettagli sulle circostanze della loro morte. Il fatto è avvenuto mentre le difese aeree del Kuwait intercettano droni e missili lanciati dall’Iran che hanno violato lo spazio aereo del Paese.
L’esercito kuwaitiano ha dichiarato che un’ondata di droni ostili ha preso di mira il deposito di carburante dell’aeroporto internazionale del Kuwait e che schegge e detriti provenienti dalle intercettazioni hanno danneggiato alcune infrastrutture civili.
Secondo i media statali, l’edificio dell’Istituto pubblico per la sicurezza sociale del Kuwait è stato colpito da un attacco con drone. Le immagini geolocalizzate dalla Cnn hanno mostrato l’edificio di circa 22 piani in fiamme nelle prime ore del mattino. I media statali hanno dichiarato che non ci sono stati feriti.
11:34 – Idf ordina l’evacuazione dei residenti nel sud del Libano
L’esercito israeliano (Idf) ha emesso un ordine di evacuazione per i residenti delle zone a sud del fiume Litani in Libano. “Le attività terroristiche di Hezbollah stanno costringendo l’Idf ad agire con la forza nella zona”, ha detto il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee.
11:23 – Media: Teheran punta a distruggere i radar per la difesa aerea Usa nel Golfo
L’Iran sta prendendo di mira sistemi radar e di difesa aerea in diversi Paesi del Golfo Persico, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Bahrain, Kuwait e Arabia Saudita. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, analisti e immagini satellitari. Gli attacchi, considerati ritorsioni contro i bombardamenti di Stati Uniti e Israele, avrebbero ridotto la capacità delle forze americane e alleate di monitorare i missili in arrivo. Le immagini satellitari mostrano danni a installazioni strategiche, tra cui un radar di allerta precoce presso la base aerea di Al-Udeid in Qatar, sede della più grande struttura Usa nella regione, e un radar Tpy-2 collegato a una batteria Thaad in Giordania. Sono stati colpite anche le cupole radar a Camp Arifjan in Kuwait, le schiere di antenne per comunicazioni satellitari presso il quartier generale della Quinta Flotta Usa in Bahrain e un radar alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Funzionari statunitensi hanno assicurato al Wsj che le difese rimangono pienamente operative e che sono in fase di dispiegamento nuovi intercettori e apparecchiature. L’ammiraglio Brad Cooper ha dichiarato che dall’inizio del conflitto gli attacchi missilistici sono diminuiti di circa il 90% e quelli con droni dell’83%, anche se oltre 100 droni continuano a colpire quotidianamente gli Emirati Arabi Uniti. Gli esperti sottolineano che gli attacchi evidenziano la vulnerabilità dei radar avanzati e la difficoltà di difendersi da una gamma completa di minacce aeree, dai missili ai droni.
11:21 – Macron domani a Cipro per “mostrare la solidarietà della Francia”
Il presidente francese Emmanuel Macron si recherà a Cipro domani per “dimostrare la solidarietà della Francia” con lo Stato membro dell’Unione Europea, colpito la scorsa settimana da droni e missili nell’ambito del conflitto in Medio Oriente. Lo ha annunciato l’Eliseo. Macron incontrerà a Paphos il presidente cipriota Nikos Christodoulides e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. “L’obiettivo sarà rafforzare la sicurezza intorno a Cipro e nel Mediterraneo orientale con i nostri partner europei, al fine di contribuire alla de-escalation nella regione”, ha dichiarato la presidenza francese.
11:07 – Doppio attacco missilistico in Iran a Najafabad: oltre 20 morti
Un doppio attacco missilistico di Usa e Israele alla città iraniana di Najafabad ha causato oltre 20 morti e 50 feriti. Lo riferiscono fonti della polizia all’agenzia Fars. Tra le vittime vi sarebbero membri del personale di emergenza e comuni cittadini che si erano recati per portare aiuto sul luogo dell’impatto del primo missile, colpito pochi minuti dopo da un secondo missile, fa sapere Fars.
11:07 – Doppio attacco missilistico a Najafabad, 20 morti
Un doppio attacco missilistico di Usa e Israele alla città iraniana di Najafabad ha causato oltre 20 morti e 50 feriti. Lo riferiscono fonti della polizia all’agenzia Fars. Tra le vittime vi sarebbero membri del personale di emergenza e comuni cittadini che si erano recati per portare aiuto sul luogo dell’impatto del primo missile, colpito pochi minuti dopo da un secondo missile, fa sapere Fars.
11:03 – Designata nuova Guida Suprema, atteso l’annuncio del nome
L’Assemblea degli Esperti iraniana ha preso una decisione sulla figura da nominare nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica. E’ atteso ora l’annuncio del nome. “Il candidato più idoneo, approvato dalla maggioranza dell’Assemblea degli Esperti, è stato individuato”, ha dichiarato Mohsen Heydari, rappresentante della provincia del Khuzestan all’agenzia Isna. Un altro membro dell’Assemblea, Mohammad Mehdi Mirbagheri, aveva in precedenza dichiarato a Fars che “è stata raggiunto un fermo consenso che riflette l’opinione della maggioranza”.
10:54 – Protezione civile di Teheran: “Pioggia acida, rimanere in casa”
La Mezzaluna Rossa iraniana ha avvertito i cittadini di Teheran del rischio di immissione di composti tossici nell’atmosfera, dopo l’esplosione dei depositi di petrolio durante gli attacchi Usa-Israele a Teheran, “si potrebbero verificare pericolose piogge acide”, che in parte hanno già iniziato a bagnare la capitale. La Protezione civile ha invitato la popolazione a rimanere in casa. Un’enorme nube di fumo si è diffusa nel cielo di Teheran questa mattina, oscurando il cielo, seguita da un pò di pioggia, di colore scuro, sulla capitale.

10:10 – Libano, attacco Israele a villaggio nel sud: almeno 19 morti
Un attacco israeliano al villaggio di Sir el Gharbiyeh, nel Sud del Libano, ha provocato almeno 19 morti, tra cui alcuni bambini. Lo riferisce l’Nna, l’agenzia stampa nazionale di Beirut.
10:04 – Mezzaluna Rossa: “In Iran distrutti quasi 10mila edifici civili”
Almeno 9.669 edifici civili, 7.943 abitazioni e 1.617 negozi, sono stati distrutti dagli attacchi di Usa e Israele all’Iran. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa iraniana.
09:59 – Teheran, oltre 1.200 morti in attacchi Usa-Israele
Gli attacchi di Usa e Israele all’Iran hanno provocato finora oltre 1.200 morti e più di 10 mila feriti. Lo riferisce, secondo i media iraniani, il ministero della Sanità di Teheran.
09:42 – Riapertura parziale per aeroporto Ben Gurion a Tel Aviv
Dopo oltre una settimana di guerra con l’Iran, Israele ha disposto la riapertura parziale ai voli civili dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Lo conferma a Efe un portavoce dell’Autorità aeroportuale nazionale. A riprendere i voli commerciali sono per il momento le compagnie israeliane El Al, Israir e Arkia.
09:41 – Axios: “Usa e Israele hanno discusso se attaccare scorte di uranio”
Gli Stati Uniti e Israele hanno discusso se attaccare le scorte di uranio arricchito dell’Iran in una fase successiva della guerra. Lo ha riferito Axios. Secondo funzionari israeliani e statunitensi anonimi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha valutato l’invio di unità operative speciali in Iran, come una delle diverse opzioni per impedire al Paese di arricchire ulteriormente il suo uranio per trasformarlo in materiale per armi nucleari.
09:25 – Trump: “Vittoria record, non c’è qualcosa che non sia stato eliminato”
“Stiamo vincendo a livelli mai visti prima, e rapidamente”. Lo ha assicurato a Cbs il presidente americano Donald Trump, commentando l’andamento dell’operazione militare in Iran. “È stato incredibile il lavoro che abbiamo fatto. I missili sono stati ridotti in mille pezzi – ha detto il presidente – Ne sono rimasti pochissimi. I droni sono stati distrutti. Le fabbriche vengono fatte saltare in aria proprio mentre parliamo. La marina non esiste più, è sul fondo del mare, 42 navi in sei giorni. La marina è sparita. L’aviazione è sparita”. “Ogni singolo elemento delle loro forze armate è sparito. La loro leadership è sparita. Non c’è qualcosa che non sia stato eliminato”, ha concluso.

09:19 – Teheran avvolta dal fumo dopo attacchi a strutture petrolifere
Teheran è avvolta dal fumo dopo gli attacchi israeliani alle strutture petrolifere, come mostrano le immagini dell’Associated Press. L’agenzia di stampa Fars ha riferito che gli attacchi hanno colpito quattro impianti di stoccaggio del petrolio e un centro di trasferimento della produzione petrolifera a Teheran e Alborz. Secondo quanto riportato, quattro autisti di autocisterne sono rimasti uccisi. Gli attacchi hanno provocato colonne di fuoco, che appaiono come un bagliore nel cielo notturno.
09:18 – Esplosioni avvertite a Teheran, Yazd e Isfahan
Esplosioni sono state avvertite in queste ore nelle province iraniane di Teheran, Yazd e Isfahan. Lo riferisce l’agenzia Irna.
09:10 – Idf, perseguiremo ogni successore di Khamenei e chi lo nominerà
L’esercito israeliano ha avvertito che continuerà a perseguire ogni successore della Guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso nell’attacco di Usa e Israele all’Iran e chiunque cercasse di nominarlo. “Dopo aver neutralizzato il tiranno Khamenei, il regime terroristico iraniano sta cercando di ricostruirsi ed eleggere un nuovo leader. L’Assemblea degli Esperti iraniana, che non si riunisce da decenni, si riunirà presto nella città di Qom”, Israele “continuerà a perseguire qualsiasi successore e chiunque cerchi di nominare un successore”, “avvertiamo tutti coloro che intendono partecipare alla riunione che non esiteremo a prendervi di mira. Questo è un avvertimento!”, si legge in un post pubblicato dall’Idf in farsi. La minaccia è arrivata dopo che l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che l’organismo religioso che sceglierà la prossima Guida suprema ha raggiunto un accordo pressoché maggioritario.
09:02 – Affonda rimorchiatore degli Emirati nello stretto di Hormuz, 3 dispersi
Il Musaffah 2, un rimorchiatore battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti, è affondato nello Stretto di Hormuz venerdì scorso e tre marinai indonesiani risultano ancora dispersi. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Giacarta, secondo il quale un quarto connazionale membro dell’equipaggio è stato salvato e sta venendo curato in un ospedale in Oman per le ustioni riportate durante l’esplosione che ha causato l’affondamento dell’imbarcazione.
08:52 – Almeno 11 morti in attacchi Usa-Israele a Isfahan
Almeno undici persone hanno perso la vita negli attacchi delle forze israelo-statunitensi sulla provincia iraniana di Isfahan, che hanno colpito alcuni siti industriali e un circolo di equitazione. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, affiliata ai pasdaran. Secondo Tasnim, sono state colpite le città di Isfahan, Najafabad, Aran, Bidgol, Barkhar, Khomenei Shahr, Shahreza, Falavarjan e Mobarakeh.
08:50 – Attaccata base aerea in Kuwait, morti due vigili del fuoco
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno riferito all’agenzia Fars di aver attaccato con droni e missili la base aerea di Al-Adiri, in Kuwait. I vigili del fuoco del piccolo Paese del Golfo hanno annunciato su X che due pompieri sono “morti in servizio” senza specificare le circostanze dell’incidente. In precedenza le autorità del Kuwait avevano comunicato che erano in corso le operazioni di spegnimento di un incendio presso un deposito di carburante nell’aeroporto. Secondo Fars, l’attacco dei pasdaran ha distrutto un centro di riparazione di elicotteri statunitensi, depositi di carburante e un centro di comando. “Dopo questa ondata di attacchi, un terribile rogo si è sviluppato nella base e un denso fumo nero sta ancora salendo da questa base e può essere visto da lontano”, afferma l’agenzia iraniana.
08:42 – Teheran: “La guerra causerà stop produzione e export di petrolio nella regione”
“Se la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran continua, non ci sarà modo di vendere petrolio, né la capacità di produrlo nella regione”: è l’ammonimento del presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. “Trump ha detto che il prezzo del petrolio non sarebbe aumentato molto, ma ora che è aumentato, dice che verrà corretto presto”, ha scritto su X. “Non solo gli interessi degli Stati Uniti, ma anche gli interessi dei Paesi della regione e del mondo vengono distrutti dalle illusioni di Netanyahu”.
08:39 – Israele: attacco a siti petroliferi solo prima escalation
Gli attacchi israeliani ai siti petroliferi iraniani sono solo una prima escalation alla quale “seguiranno altre escalation nei prossimi giorni”. Lo ha dichiarato a Radio 103 il ministro dell’Energia israeliano, Eli Cohen, secondo il quale sono nel mirino “tutti i bersagli che ci aiuteranno a colpire l’attuale regime iraniano”. A una domanda sulla possibile durata del conflitto, Cohen ha risposto che “conosciamo l’orizzonte temporale entro il quale speriamo di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati”. “C’è un piano di guerra, ci sono sviluppi sul terreno”, ha aggiunto il ministro, “non vogliamo trovarci in una situazione dove in un anno o due ci sarà un altro round”.
08:02 – Teheran: raggiunta la maggioranza per la scelta del leader supremo
L’Assemblea degli Esperti iraniana ha raggiunto un accordo sulla personalità da eleggere come nuova guida suprema dell’Iran dopo l’uccisione di Ali Khamenei. Lo ha dichiarato all’agenzia Fars un membro dell’organismo, l’Ayatollah Mohammad-Mahdi Mirbagheri. In un video, affermato che sono stati compiuti “grandi sforzi per determinare la guida” e che è stato concordato “un parere decisivo e unanime”. In un’altra intervista con l’agenzia di stampa Fars, Hojjatoleslam Jafari, rappresentante di Zanjan nell’Assemblea degli Esperti, ha dichiarato di sperare che “tutto il popolo iraniano sia soddisfatto il prima possibile”. “Il ritardo nell’elezione del terzo leader è amaro e indesiderato per tutti, e non c’è alternativa, quindi non dovremmo avere brutti pensieri sui nostri rappresentanti in questo momento difficile”, ha affermato il chierico nel video. Secondo la Costituzione iraniana, l’Assemblea degli esperti, che attualmente conta 88 membri, ha il compito di scegliere un nuovo leader supremo dopo quasi 37 anni di mandato di Khamenei, ucciso in un attacco statunitense a Teheran il 28 febbraio.

08:00 – Hezbollah rivendica attacco a Kiryat Shmona in Israele
Hezbollah ha affermato di aver attaccato con un drone l’insediamento israeliano di Kiryaht Shmona in risposta ai raid di Tel Aviv su Beirut. Lo riferisce Al Jazeera. Poche ore prima il movimento sciita libanese aveva rivendicato un attacco missilistico contro un contingente di fanteria israeliana ad Al-Malikiyya.
07:57 – Tre palestinesi uccisi in scontri con coloni a Benjamin
Tre palestinesi sono stati uccisi in uno scontro con un gruppo di giovani coloni nella regione di Benjamin, in Cisgiordania. Il gruppo sarebbe sceso dall’avamposto di “Or Nachman” intorno alle 2 del mattino. Ne sarebbe seguito uno scontro violento tra civili israeliani e palestinesi, con lancio di pietre. In seguito alla segnalazione, le Forze di difesa israeliane e la Polizia di frontiera sono intervenute sul posto e hanno disperso la folla. Le Idf stanno indagando sull’incidente, ma nessun sospettato è stato arrestato.
07:47 – Teheran, possiamo combattere questa guerra per almeno sei mesi
L’Iran è preparato per condurre una guerra su vasta scala e intensa della durata di almeno sei mesi al ritmo attuale. Lo ha affermato il portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Ali Mohammad Naeini, secondo quanto riportato dall’agenzia Khabaronline. “Sia in termini di armamenti, strategia, tattica e iniziativa, l’arsenale di missili pesanti, missili balistici e da crociera, vari tipi di droni e velivoli d’attacco è stato fornito in proporzione a una guerra su larga scala, completa e prolungata”, ha spiegato, aggiungendo che “disponiamo di vaste scorte di missili” e che le forze armate iraniane “sono pienamente preparate per una guerra intensa e su vasta scala della durata di almeno sei mesi, al ritmo attuale”.
07:46 – Raid israeliano contro hotel di Beirut, 4 morti
Un attacco israeliano contro un hotel nel centro di Beirut ha ucciso almeno quattro persone e ne ha ferite 10. Lo ha reso noto Il ministero della Salute libanese, mentre Israele ha affermato di aver preso di mira i comandanti delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Nel Libano meridionale, l’agenzia di stampa nazionale ufficiale ha dichiarato che almeno 12 persone sono state uccise in tre attacchi separati avvenuti durante la notte. L’esercito israeliano aveva annunciato in precedenza di aver “iniziato un’ulteriore ondata di attacchi a Beirut”, affermando che avrebbe preso di mira la periferia meridionale della capitale, roccaforte di Hezbollah.
07:40 – Colpiti 5 depositi di carburante in Iran, 4 morti
Le forze israeliane e statunitensi nella notte hanno colpito quattro depositi di carburante e un centro per il trasporto di prodotti petroliferi nelle province di Teheran e Alborz. Lo ha riferito Keramat Veyskarami, amministratore delegato della National Iranian Oil Products Distribution Company, alla tv di stato iraniana. Le strutture “sono state danneggiate” ma “l’incendio è stato posto sotto controllo”, ha assicurato Veyskarami.
Almeno quattro camionisti sono stati uccisi negli attacchi, riferisce l’agenzia Fars. Nonostante i raid “non c’è carenza di distribuzione di carburante” e le forze di sicurezza “al momento sono impegnate nelle operazioni di spegnimento”, aggiunge Fars.
07:31 – Pezeshkian: “Risponderemo a attacchi da Paesi vicini”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il suo paese “sarà costretto a rispondere” a qualsiasi attacco o tentativo di invasione da parte di un paese vicino. In dichiarazioni trasmesse dalla televisione di Stato, ha aggiunto che, se i nemici dell’Iran “tentano di usare qualsiasi paese per attaccare o invadere il nostro territorio, saremo costretti a rispondere a quell’attacco. Rispondere non significa avere controversie con quel paese o voler danneggiare la sua popolazione: risponderemmo per necessità”. Ieri Pezeshkian si era scusato con i paesi vicini che ospitano basi militari statunitensi per gli attacchi al loro territorio.
07:25 – Tre feriti in Bahrein, attaccato impianto desalinizzazione
Tre persone sono rimaste ferite in Bahrein dai frammenti di un missile iraniano nei pressi di Muharraq, terza città del Paese. Lo riferisce su X il ministero dell’Interno di Manama. Un drone iraniano, aggiunge il ministero, ha inoltre colpito un impianto di desalinizzazione. Ieri il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, aveva denunciato un bombardamento statunitense su un impianto per la desalinizzazione nell’isola persiana di Qeshm e aveva sottolineato che l’attacco aveva segnato un “precedente”.
07:23 – Qatar: ieri 12 missili di Teheran contro di noi
Il Qatar ieri “è stato oggetto di un attacco con 10 missili balistici e 2 missili da crociera lanciati dalla Repubblica Islamica dell’Iran”. Lo riferisce il ministero della Difesa in una nota. Le forze armate del Qatar “hanno intercettato con successo 6 missili balistici, mentre 2 missili balistici sono caduti nelle acque territoriali del Qatar e 2 missili balistici sono atterrati in una zona disabitata senza causare vittime. Le nostre forze armate hanno anche intercettato con successo 2 missili da crociera”, aggiunge il ministero.
07:21 – Israele: distrutti caccia iraniani in raid a Isfahan
Diversi caccia iraniani F-14 sono stati distrutti in attacchi all’aeroporto di Isfahan. Lo ha annunciato l’esercito israeliano. Gli F-14 di fabbricazione statunitense furono forniti all’Iran prima della Rivoluzione islamica del 1979. Sono stati colpiti anche i sistemi di rilevamento e di difesa che rappresentavano un rischio per gli aerei dell’aeronautica militare israeliana. L’esercito israeliano afferma che la distruzione degli F-14, insieme agli attacchi di venerdì che hanno distrutto 16 aerei utilizzati dalla Forza Quds dell’Irgc presso l’aeroporto internazionale Mehrabad di Teheran, rientrano negli sforzi per rafforzare il controllo di Israele sui cieli dell’Iran.
07:19 – Trump: “L’Italia cerca sempre di aiutare, Meloni mia amica e ottima leader”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, raggiunto dal Corriere della Sera, ha risposto a una domanda sull’invio di forze della Marina italiana per difendere Cipro da un coinvolgimento nel conflitto tra le forze israelo-americane e l’Iran. “Amo l’Italia, penso che sia una grande leader”, ha aggiunto Trump.
06:19 – Nuovi bombardamenti su Beirut
Nuovi bombardamenti hanno colpito la periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, dopo che l’esercito israeliano aveva annunciato attacchi contro le infrastrutture del gruppo sciita. In uno dei raid delle scorse ore è stato colpito anche un hotel: il bilancio provvisorio è di quattro morti.
06:11 – Israele colpisce obiettivi in tutto l’Iran
L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato attacchi contro siti militari in diverse aree dell’Iran. Secondo una nota delle Forze di difesa israeliane, si tratta di una nuova ondata di operazioni contro infrastrutture militari del regime iraniano.
06:03 – Blitz israeliano fallito per il pilota scomparso nel 1986
Un commando israeliano ha tentato un’operazione nella valle controllata da Hezbollah per recuperare la salma del pilota Ron Arad, disperso nel 1986. La missione, condotta con elicotteri e forze speciali, si è conclusa senza successo e ha provocato almeno 41 morti tra i libanesi dopo intensi bombardamenti nell’area di Nabi Shith.
05:39 – Kuwait ancora sotto attacco
Secondo le autorità locali il Kuwait è stato nuovamente preso di mira da droni e missili iraniani durante la notte. Le difese del Paese sono state attivate per intercettare gli ordigni diretti verso infrastrutture strategiche.
03:53 – I pasdaran: guerra sostenibile per sei mesi
Le Guardie della rivoluzione iraniane hanno dichiarato di poter sostenere un conflitto intenso per almeno sei mesi al ritmo attuale delle operazioni. Il portavoce Ali Mohammad Naini ha affermato che sono stati colpiti oltre duecento obiettivi legati a basi americane e israeliane nella regione.
03:33 – La Cina chiede rispetto della sovranità regionale
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha invitato tutte le parti a rispettare la sovranità dei Paesi del Medio Oriente e ha auspicato una collaborazione con gli Stati Uniti per fermare il conflitto. Secondo Pechino la guerra non può risolvere la crisi e serve una convergenza diplomatica.
02:53 – Raid mirato contro i pasdaran in Libano
L’esercito israeliano ha confermato di aver effettuato un attacco mirato a Beirut contro comandanti della Forza Quds, il reparto dei pasdaran responsabile delle operazioni all’estero. Secondo Israele i militari stavano pianificando operazioni contro lo Stato ebraico.
01:41 – Esplosione vicino all’ambasciata Usa a Oslo
Una forte esplosione è stata registrata nei pressi dell’ambasciata americana a Oslo. La polizia norvegese ha alzato al massimo il livello di sicurezza nell’area. Secondo le prime informazioni non ci sono feriti, ma l’ingresso della sezione consolare ha subito lievi danni. Le autorità hanno aperto un’indagine e non hanno ancora chiarito la natura dell’esplosione.
01:37 – Missile israeliano contro hotel a Beirut: quattro morti
Un missile israeliano ha colpito un hotel nella capitale libanese provocando la morte di quattro persone. Lo ha riferito il governo di Beirut, mentre proseguono i raid contro le posizioni di Hezbollah.
00:50 – Attacco di droni contro l’aeroporto del Kuwait
Il Kuwait ha denunciato un attacco di droni iraniani contro il suo aeroporto internazionale. Le difese aeree sono intervenute per neutralizzare parte degli ordigni.
00:37 – Arabia Saudita intercetta 14 droni iraniani
Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha annunciato di aver distrutto quattordici droni diretti verso il territorio del regno, diversi dei quali nei pressi della capitale Riad.
00:33 – Qatar colpito da dodici missili iraniani
Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che Teheran ha lanciato dieci missili balistici e due da crociera contro il Paese. Gran parte degli ordigni è stata intercettata, mentre altri sono caduti in mare o in zone disabitate.
00:14 – Trump evoca truppe di terra in Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington potrebbe prendere in considerazione l’invio di truppe di terra in Iran per mettere sotto controllo le scorte di uranio arricchito del Paese.
00:09 – Teheran parla di soldati Usa prigionieri, il Pentagono nega
Il Consiglio di sicurezza nazionale iraniano ha sostenuto che diversi militari americani sarebbero stati catturati. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha però smentito la notizia, accusando Teheran di diffondere disinformazione.
00:07 – Almeno otto morti nei raid israeliani in Libano
Il ministero della Sanità libanese ha riferito che gli attacchi aerei israeliani nel sud del Libano hanno provocato almeno otto morti in diverse località.
00:03 – Trump omaggia i caduti e promette la vittoria
Il presidente americano ha definito “un giorno molto triste” quello del rientro negli Stati Uniti delle salme dei sei soldati uccisi in Kuwait. Durante la cerimonia in Delaware ha dichiarato che la guerra potrebbe durare ancora a lungo ma che Washington intende vincerla.


